L’esame “dei piccoli” di una tredicenne da dieci e lode.

Arriva alla fine della scuola media. È l’esame dei piccoli. L’esame del ciclo scolastico forse meno amato, ma indispensabile ponte tra due scuole e due età della vita .

Il primo esame non si scorda mai. Forse il detto non recita proprio così ma in adolescenza amori ed emozioni di altro tipo si vivono con la stessa intensità. E la scuola a tredici anni è il centro della vita. Gli esami sono un giro di boa, un trampolino di lancio o, viceversa, un momento costellato di ansie ed insicurezze. Dal 2005 è il primo esame che i ragazzi devono sostenere nella scuola italiana, da quando fu eliminato quello della quinta elementare, sostituito da quello conclusivo del primo ciclo. E’, in parole povere ed anacronistiche, l’esame di terza media

Non me ne vogliano docenti e lavoratori della scuola, ma in questa occasione utilizzerò per definire i cicli scolastici i vecchi, poetici e sentimentali termini: elementari, medie e superiori. 

Si parla sempre solo della maturità, ma rapportato all’età anche l’esame in uscita dalle medie rappresenta un momento importante, una dimostrazione di crescita personale dello studente, oltre che di assimilazione del sapere ricevuto. 

E se tutto viene fatto per bene si può sperare di uscirne con un bel dieci. E se si dimostra anche di aver avuto nei tre anni e durante la preparazione dell’esame quel qualcosa in più del massimo richiesto, allora si può mirare al successo personale più alto: la lode.

Com’è essere un dieci e lode lo abbiamo chiesto a Martina, tredicenne di Bolzano, che con una presentazione dal titolo “La cinematografia al passo con il XX secolo” ha raggiunto il massimo successo. 

Cosa ti veniva chiesto di dimostrare all’esame, quali sono stati i consigli e le consegne dei professori per dare il meglio possibile?

“L’autonomia. Ed esporre qualcosa che ci appassionasse. Da qui la scelta del tema, pensata per poter parlare degli argomenti del programma inserendo come filo conduttore quella che è una delle mie grandi passioni: il cinema”

Perché il cinema, cosa ti piace e cosa sei riuscita ad inserire nel tuo discorso?

“Innanzitutto, devo ammettere che amo gli attori, quelli belli. A parte gli scherzi il mio scopro era riuscire a parlare della mia grande passione, i film della Marvel, tra i quali ovviamente in questo caso “Capitan America – il primo vendicatore” non poteva mancare. Anche perché mi ha permesso il collegamento con la Seconda guerra mondiale. La mia professoressa di matematica, che è stata anche la mia tutor d’esame, si è dimostrata entusiasta dei miei spunti e così ho seguito questa traccia”

Ricevere la lode va al di là del dimostrare di essere stata una brava studentessa. Cosa rappresenta questo riconoscimento per una ragazzina di tredici anni?

“In realtà mi aspettavo di esserne più felice. Sono caratterialmente molto competitiva e aver dimostrato quello che sono capace di fare mi ha dato sicuramente una grande soddisfazione. Posso dire che è un bel riconoscimento, soprattutto perché dimostra l’impegno e le capacità raggiunte, ma non mi sento poi così diversa da prima”

Sicuramente però ti senti diversa dalla bimba uscita dalle elementari. Insomma, anche fisicamente sei cambiata durante questi tre anni che fanno da ponte verso le superiori.

“Sono stati tre anni intensi non solo scolasticamente. Anche a livello personale credo di aver raggiunto diversi risultati. Sono cresciuta e ho superato molte insicurezze caratteriali, mettendo impegno anche nelle attività extra scolastiche. La pallavolo, lo studio della chitarra, tutto ha contribuito a rendermi soddisfatta di me stessa”

Entri abbastanza tranquilla al liceo il prossimo anno? Credi che la lode sia una credenziale che potrà comunicare ai nuovi professori che sarai all’altezza della situazione?

“Sicuramente entrare così mi fa sentire meno insicura e io caratterialmente lo sono, anche se sono migliorata molto ultimamente. Il voto di uscita mi dà la sicurezza che almeno i professori mi considereranno inizialmente “una brava”, poi starà a me dimostrare quello che valgo”

Non ti mette un po’ d’ansia da prestazione questa cosa? Guarda che l’incidente di percorso è sempre possibile, come reagiresti ad un bruttissimo voto nei primi mesi di liceo?

“Io ci rimango veramente male quando prendo un brutto voto. A fine anno ho preso un sei di scienze che mi ha abbassato la media e non l’ho presa per niente bene-ride- so però che ho acquisito la capacità di recuperare e sicuramente farei di tutto per farlo in fretta”

Che scuola hai scelto per settembre e perché?

“Ho scelto il liceo linguistico perché le lingue sono sempre state le materie che mi appassionano di più e nelle quali riesco meglio. Ultimamente ho avuto qualche dubbio, rivalutando lo scientifico. Comunque, ormai ho fatto la mia scelta.”

Posso scrivere che mi hai confessato che uno dei motivi che ti hanno fatto dubitare della scelta è che allo scientifico ci sono, sembrerebbe, più ragazzi carini? 

“Certo che puoi scriverlo-ride convinta-Comunque è anche perché ho rivalutato la matematica, il programma di terza mi è piaciuto molto. Ho trascorso una mattinata in una prima classe per provare la scuola e ho visto che il programma era alla mia portata, tante cose erano uguali a quelle che stavo studiando io in terza media”

Lo sai vero che al liceo ricomincerai molte materie da capo? La preistoria, ad esempio, te la ritrovi come alle elementari e in prima media, che ne pensi?

“Mi pare un po’ noioso se devo essere sincera. Mi piacerebbe saltare subito in terza o quarta per imparare cose nuove”

Dopo cosa farai, hai pensato al tuo futuro?

“Avevo pensato di diventare avvocato, ma mi sono resa conto che sta diventando una carriera complicata perché ormai di laureati in giurisprudenza ce ne sono un sacco. Così ho pensato ad una professione che mi piacerebbe veramente tanto: la criminologa.”

Ispirazione cinematografica immagino?

“Eh già, amo i film che parlano di crimini da risolvere. Mi piacciono però anche quelli romantici adolescenziali. La mia passione per i film mi ispira da sempre”

Quindi ti ispiri anche ai supereroi?

“Non esageriamo, loro hanno i superpoteri. Più alle eroine dei film romantici, che alla fine della storia risolvono tutti i loro guai esistenziali e vivono felici, contente, innamorate e realizzate. E con accanto il principe azzurro. Possiamo anche dire che uso le loro storie per cercare di raggiungere quei risultati”

Ecco, spiegami in po’ le tue priorità. Cosa giudichi più importante, trovare l’amore o realizzare te stessa nel lavoro?

“Assolutamente realizzarmi nel lavoro, ma in realtà su questo ho cambiato idea molto spesso. Ora la penso così “

Possiamo dire che cambi idea quando ti innamori?

“Mi sa che è proprio così. Quando ti innamori pensi che durerà per sempre, ma poi non va mai a finire in questo modo; quindi, meglio puntare su me stessa” ride.

Sono diversi il mondo maschile e quello femminile alla tua età? 

“Noi femmine siamo assolutamente più avanti. Penso che lo sviluppo fisico e quello mentale vadano di pari passo. Calcola che noi a quest’età siamo già da due o tre anni alle prese con gli sbalzi d’umore ormonali, che abbiamo dovuto imparare a gestire. Loro non so nemmeno se ci riusciranno crescendo. Vedo che i maschi si assumono meno responsabilità e che noi ragazze comprendiamo meglio i rischi e i pericoli che si possono correre nella vita e nel mondo. In pratica noi siamo già ragazze e loro ancora bambini. Non so se cambino o maturino mai del tutto.”

Credo tu abbia ragione, ma magari questo pensiero teniamolo per noi.

Con l’altra metà del mondo finisce sempre che dobbiamo averci a che fare. Pensi di tirare sempre dritto senza momenti di cedimento nel cercare di raggiungere il tuo traguardo?

“Potrei trovare sulla strada l’uomo della mia vita ovviamente e in quel caso cercherò di far convivere le due cose, ma io punto comunque il massimo sulla carriera. Quella dipende solo da me e dalla mia volontà e se cado sento che potrei rialzarmi più facilmente”

Dove ti vedi invece nel futuro, nella tua città, vicino alla tua famiglia o in qualche altro posto del mondo?

“Per essere una criminologa realizzata la mia città la vedo un po’ limitante. In questo momento se dovessi indicare una città dove mi piacerebbe vivere sarebbe Firenze”

Perché proprio Firenze?

“Perché a me piace molto il periodo rinascimentale e poi è una bella città”

E la famiglia, non ti mancherebbe?

“Li vedrò alle feste” ride.

Dove vorresti fare il primo viaggi da adulta, quando potrai viaggiare da sola o con gli amici?

“Vorrò viaggiare tanto, credo che visitare il mondo aiuti a crescere e diventare migliori, anche per questo amo studiare le lingue. Sicuramente, dato che ho anche la nazionalità australiana, vorrò il prima possibile visitare quel Paese, che sento parte di me ma che non ho ancora mai visto”

Parlando di conoscenza, stai per incontrare la ventina di compagni che, così si racconta, saranno i più importanti della tua vita. Chi speri ci sia in quella classe?

“Sicuramente un ragazzo carino, simpatico, maturo e bello. Poi una ragazza fan della Marvel come me, che potrebbe diventare la mia nuova migliore amica. E per finire una compagnia delle medie, per avere un po’ di sicurezza.”

Tanti raccontano che sia al liceo che si incontra l’amica della vita, ci speri?

“Mia mamma ha un’amica con cui dal liceo ha condiviso tutto. Io sono cresciuta vivendo questo loro rapporto da vicino e lo vorrei tanto anch’io. In quei cinque anni si cresce insieme, si diventa anche legalmente adulti, insomma succedono un sacco di cose. Basta guardare i film: tutte le cose importanti della vita accadono al liceo”

Hai paura di deludere gli altri se dovessi essere meno di un dieci e lode d’ora in poi?

“No, non ho paura di deludere gli altri, a loro ho già dimostrato, ho casomai solo paura di deludere me stessa”

Diamo un consiglio a chi entra alle medie ora per cercare di uscirne soddisfatti.

“Ha funzionato il consiglio di mia mamma: impegnarmi al massimo i primi due anni. Non pensare che la prima e la seconda non contino e immaginare di dare il massimo solo in terza. Io in terza in realtà ho studiato poco, a parte ovviamente lo studio per l’esame. Sicuramente ha pagato impegnarmi seriamente fin dall’inizio.”

Le scuole medie servono, sono tre anni importanti? 

“Certamente, mio fratello è un bambino che entrerà in prima media, è ovvio che i tre anni gli serviranno tutti per maturare abbastanza per andare avanti. Comunque io ho vissuto i primi due anni in DAD c’è da dire, praticamente sono entrata a scuola già come una dei grandi.”

Grazie Martina, è stato bello parlare con te, magari ci vediamo dopo la maturità per vedere com’è andata. 

Linda Baldessarini

Linda Baldessarini, classe 1974. Organizzatrice di eventi "lustrini free" con un occhio particolare agli artisti emergenti. Ama vivere col registratore acceso e la penna in mano per cogliere e raccontare storie e persone che solleticano la sua curiosità.

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