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Il futuro di Laives e le sue poche domande

Un’assemblea informativa con la cittadinanza dovrebbe portare dritti a un dialogo con la cittadinanza.

Più o meno. 

L’altra sera Laives ha vissuto la presentazione del Programma di sviluppo comunale per il futuro chiamato “Laives Domani”. Una sorta di pre-show che ha pescato a piene mani dal marketing tra termini (kick-off per dire avvio), nuovi loghi e dinamica di Qr Code da inquadrare per rispondere ad alcune tematiche. Solo che non era la presentazione del nuovo iPhone ma qualcosa di maledettamente più serio perché in ballo c’era (e c’è ancora) il futuro della città.

Di fronte a 250 persone (ma 175 per qualcuno dei presenti, poco importa) è stato snocciolato il progetto e il suo  “kick-off” ma il veleno è sulla coda perché, al termine di queste occasioni, di solito si lascia spazio alle domande. 

Stavolta no.

Le domande cui il pubblico ha potuto rispondere sono state solo quelle imposte dalla cerimonia legate a quesiti già preconfezionati. Inquadrando un Qr Code, dunque, si potevano scrivere risposte e riflessioni poi proiettate e (alcune) lette. Anche in anonimo. il che, per inciso, è  spesso il modo migliore per dare spazio pure a guasconerie non inerenti. Offri un pubblico a una maschera e ne uscirà  più spesso una commedia di un documentario. 

Comunque in sala c’era gente che qualche domanda al termine avrebbe voluto porla ai rappresentanti della giunta. Per esempio qualche commerciante che, appena un soffio prima, aveva scritto al giornale Alto Adige che faticava a parlare con l’assessorato di riferimento. Vien difficile pensare che abbiano torto se manco alle assemblee pubbliche possono alzare la mano per una  domanda. O, cambiando discorso, quel dettagliuccio per cui a Pineta ci sarebbe un progetto di un intero nuovo quartiere che attende risposte dalla politica e che, insomma, che ci sia o non ci sia non è che sia proprio uguale per la città. E per Pineta stessa. Al di là di essere favorevoli o contrari. 

“Non abbiamo organizzato noi, l’obiettivo era rimanere nei tempi e comunque nessuno aveva manifestato particolare volontà di fare domande. Comunque ci saranno altre occasioni come il questionario online e i workshop specifici” fa sapere la comunicazione comunale. Solo che poi il comunicato di come è andata la serata arriva proprio dal Comune (mica da altri organizzatori) sottolineando come  “il percorso parta dell’ascolto”  (più o meno…).  Forse nessuno ha manifestato di voler porre delle domande alla serata informativa ma di certo ha manifestato a noi, dopo, il rammarico di non averlo potuto fare. Il punto è un altro: il gesto di chiedere alla fine, su temi così, dovrebbe essere garantito. Workshop e questionari, è vero, ci sono e ci saranno: domani, però, come da naming del progetto. Non ieri. 

Ecco, sì, la serata è finita puntuale.

Come la presentazione dell’iPhone

✍️ Alan Conti 

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