Addio a Giovanni Andriano, carabiniere con la montagna nel cuore
É morto ieri dopo ore di lotta in terapia intensiva Giovanni Andriano, l’istruttore dei carabinieri travolto da una slavina in Val Chedul martedì scorso. La moglie: “Ti amerò per sempre”
di Alan Conti
Un lentissimo e doloroso addio. Si è spento ieri sera Giovanni Andriano, l’istruttore dei carabinieri che è stato travolto da una valanga in Val Chadul martedì scorso. Dopo ore di lotta nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Maurizio di Bolzano è spirato dopo essere stato dichiarato clinicamente morto. Un dolore profondissimo per la moglie e il figlioletto di quasi cinque anni ma anche per tutta la comunità gardenese che ormai da anni lo aveva accolto a Selva. Un uomo buono, appassionato e preparato che aveva conquistato tutti per la sua disponibilità e competenza.

La valanga in Val Chedul
Andriano aveva 49 anni ed era originario di Torino dove aveva deciso di inseguire le sue due grandi passioni: la montagna e l’Arma dei carabinieri. Dopo un lungo peregrinare nel mondo e in Italia (a lungo ha prestato servizio ad Aosta e a Rieti) aveva trovato la sua dimensione ideale proprio in Alto Adige. In Val Gardena era entrato a far parte del Centro di Addestramento di Vallunga dove insegnava ai commilitoni segreti, rischi e pericoli della montagna. Quando è stato travolto da una slavina distaccatasi a 2.300 metri di quota nella zona verso il Gran Cir Andriano si era portato avanti per anticipare due giovani allievi in un passaggio particolarmente delicato. È rimasto sepolto per lunghi minuti sotto tre metri di neve nonostante fosse adeguatamente equipaggiato per affrontare questi pericoli.

Il commiato della moglie
Ieri pomeriggio la moglie Angela Benvenuti ha salutato il marito con un post straziante su Facebook. “Ti amerò per sempre” le sue parole corredate da una foto assieme in cima al Sassolungo. Tante le condoglianze e le dimostrazioni d’affetto di parenti, amici o semplici conoscenti che hanno voluto dedicarle un pensiero. “Abbiamo tutti sperato in un miracolo che purtroppo non c’è stato” scrive, per esempio, una cugina con il cuore a pezzi. Un dolore che attraversa l’Italia toccando i tanti luoghi dove Andriano ha vissuto e prestato servizio. Un lutto profondo anche per tutto il comando provinciale dei carabinieri.
La linea a sette tiri aperta di recente
Andriano era guida alpina certificata e aveva strutturato anche un’attività chiamata “Emozioni Alpine”. Un amore vero e sconfinato per la sua montagna. Nell’ottobre scorso era tornato sul Mur de Pra in Vallunga a due anni da una brutta caduta. Voleva aprire una linea a sinistra della via Franz di Mauro Bernardi e non ha mai dimenticato quella sfida. Ne è nata una bella linea a sette tiri battezzata “Il Pelandrone”. Una delle tantissime tracce indelebili che ha lasciato di lui. Nei cuori e in quota.

