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La Provincia dal ministro Calderoli: “Ripristinare le vecchie competenze”

Non hanno perso tempo il presidente Arno Kompatscher e l’assessore (e Obmann Svp) Philipp Achammer nell’incontrare a Roma il ministro per le Autonomie Calderoli. Sul tavolo la richiesta di ripristino delle competenze senza cedere quelle nuove

di Alan Conti

Governo e Provincia si sono già incontrati. Dopo le parole del premier Giorgia Meloni alla Camera ecco che il ministro per le Autonomie Roberto Calderoli ha aperto il suo ufficio al presidente Arno Kompatscher, al vicepresidente Giuliano Vettorato (compagno di partito) e all’assessore Philipp Achammer. Protagonisti che si conoscono già da tempo. Una prima presa di contatto per dare un orizzonte di lavoro e di rapporti con l’Svp che prima si astiene sulla fiducia e poi chiede l’incasso (di un’astensione?) con i suoi due maggiori rappresentanti in veste istituzionale.

L’Svp attacca duramente Giorgia Meloni in Senato ma tratta con il ministro Calderoli

RIPRISTINO DELLE COMPETENZE: LA RICHIESTA A CALDEROLI

Chiarissimo il bersaglio grosso di Palazzo Widmann: ripristinare le vecchie competenza al 2001 (non era il 1992?) senza togliere quelle che sono arrivate da allora ad adesso. Praticamente un all-in (prendere tutto senza mollare nulla) che bisognerà capire quanto possa essere condiviso dall’esecutivo centrale. Per ora l’incontro è stato definito dall’ufficio stampa provinciale come “estremamente cordiale” aprendo la strada ad un tavolo tecnico per il famoso ripristino che vedrà confrontarsi il capo di gabinetto del ministro Calderoli Claudio Trucciarelli e il segretario generale della Provincia di Bolzano Eros Magnago.

Un’intervista di Calderoli prima di entrare in Parlamento

“APPROVARE LE NORME D’ATTUAZIONE”

Nell’ora e mezza di colloquio si è anche deciso di dare un’accelerata alle norme di attuazione già approvate dalla commissione paritetica dei 6 (su volontariato e concorsi pubblici) e dei 12 (disposizioni sul Tar di Trento e sulla sezione autonoma di Bolzano Trga) con l’impegno di portarle in approvazione nel Consiglio dei Ministri. Promessa anche un’attenta collaborazione per evitare il più possibili le impugnazioni alla Corte Costituzionale. Anche qui più dei sorrisi diranno i fatti.

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