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Oltrisarco, nuovi danni negli alloggi Ipes: “Abbiamo bisogno anche dei servizi sociali”

Nuovi danni nella palazzina Ipes di Oltrisarco con un alloggio particolarmente degradato dalla sua inquilina: bici di dubbia provenienza e porta d’ingresso sfasciata. Tosolini: “Non ci voltiamo dall’altra parte e abbiamo tanto bisogno del supporto di tutti i servizi”

La denuncia pubblica di alcune signore che abitano in una palazzina Ipes ad Oltrisarco ha trovato ascolto presso l’Istituto. Nei giorni scorsi avevano raccontato di una situazione resa insostenibile per la presenza di una donna in un alloggio piuttosto fuori controllo tra spaccio, degrado, prostituzione, furti ed episodi di violenza. Una richiesta di aiuto (e di trasferimento) che è stata presa in considerazione e comunque valutata con attenzione dalla presidente dell’Ipes Francesca Tosolini (sempre molto disponibile a confrontarsi con queste situazioni non semplici). Il tempo di confrontarsi con i collaboratori ed ecco che Ipes (con il coordinamento di Patrizia Erlacher) e forze dell’ordine hanno organizzato un sopralluogo per la giornata di oggi. Un tentativo, in realtà, andato a vuoto perché nessuno nell’appartamento ha risposto al campanello ma si faranno nuovi tentativi. Nel frattempo nel condominio sono comparse delle biciclette da corsa in cantina di provenienza ignota (“mai viste, temiamo siano il bottino di qualche furto” ci dicono i residenti”) e il nottolino della porta d’ingresso dell’appartamento di fronte alla signora è stata pesantemente danneggiata rendendolo, di fatto, momentaneamente non assegnabile.

“Capisco il disagio delle famiglie”

“L’Ipes ha sempre seguito con attenzione questa situazione – spiega Tosolini – e sono contenta continui a farlo. Ovviamente ci sono delle dinamiche delicate che mi impediscono di soffermarmi sul fatto in sé ma questa occasione può essere utile per ribadire come l’Istituto si dia molto da fare in questi frangenti e abbia anche bisogno dell’aiuto costante di tutte le strutture sociali unite”. Intende forze dell’ordine e servizi sociali? “Sì, certo. Nelle situazioni forti ciascuno ha i suoi strumenti specifici per intervenire e cercare di aiutare tutti. Sono la prima a capire totalmente queste famiglie che vivono disagi importanti ma sono anche conscia che il trasferimento non sia una soluzione vera. Di fatto il trasloco forzato sposta semplicemente la criticità da un’altra parte”.

“Non ci voltiamo dall’altra parte”

Difficile, quindi, trovare una via d’uscita. “La strada è lavorare fianco a fianco con professionisti che possano rendere il nostro intervento sinergico più efficace. Mi rendo conto che non sia facile per chi vive vicino a queste situazioni complicate ma è il percorso giusto da seguire. Mi preme solo sottolineare che l’Ipes non si volta dall’altra parte ma lavora per aiutare tutte le sensibilità. Non se ne lava mai le mani. In questo, però, dobbiamo sempre essere affiancati e consci di quelli che soni i nostri strumenti e anche i nostri ambiti di intervento. Esistono, chiaramente, dei richiami che, sommati, possono portare alla revoca dell’alloggio. Può accadere anche per morosità, anche se è più raro visti gli importi spesso molto bassi. Queste sono le disposizioni tecniche che abbiamo a disposizione ma è chiaro che ogni percorso di aiuto e recupero sociale non può dipendere solo ed esclusivamente da Ipes”.

Alan Conti

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