Grida, coltelli e droga: degrado in un alloggio Ipes di Oltrisarco
Appena qualche giorno fa il Comune di Bolzano ha deciso di allontanare in inquilino da un alloggio popolare per una complessiva situazione di degrado con annessi episodi di spaccio e prostituzione. Una situazione simile, almeno stando ai racconti di diversi residenti, si verificherebbe da più di due anni in un complesso Ipes nel rione di Oltrisarco. Arrivando in questo cortile un piccolo capannello di signore è pronto a raccontare tutto il disagio (e le paure) che vivono ormai da mesi.
L’accoltellamento e le minacce
“Questa inquilina (piuttosto nota da anni alle cronache e alle forze dell’ordine) è stata trasferita dal rione di Casanova dopo alcuni periodi in carcere e comunità. Da allora ha trasformato questa zona, sempre piuttosto tranquilla, in una sorta di inferno”. I casi recenti più gravi sarebbero addirittura di sangue. “Lo scorso 31 dicembre è stata accoltellata da un uomo straniero. Fortunatamente non in modo grave ma sulle scale si sono udite urla tremende e tutto era cosparso di sangue. Io abito al piano sotto il suo alloggio e avevo con me mia nipote di otto anni. Oggi quando la bimba viene a trovarmi ha sempre un po’ di paura. È rimasta scioccata e non posso che comprenderla. L’uomo, in ogni caso, ci risulta sia stato poi arrestato dalle forze dell’ordine”. L’ultimo episodio è recentissimo. “Alla sera c’è silenzio sino verso mezzanotte: poi inizia il trambusto. Spacca i mobili, rompe le finestre e danneggia tutto. L’altra notte si è presentata un’altra donna suonando tutti i campanelli e inveendo contro di lei: l’accusava di essere l’amante del compagno e la minacciava pesantemente. Altre volte vengono gettati cuscini o oggetti dalla finestra”.
Lo spaccio e il degrado
Oltre al degrado ci sarebbero anche testimonianze di reati di microcriminalità. “Lo spaccio è abbastanza usuale – continuano le signore – con gli acquirenti che lasciano il denaro nella cassetta della posta e la signora che getta la dose dalla finestra. Ovviamente alcuni di loro si drogano nelle vicinanze e lasciano le siringhe in giro. Talvolta ci sono anche delle vendite in cambio di prestazioni sessuali. Spesso, infine, troviamo in cortile biciclette che non appartengono a nessuno dei residenti e paiono assolutamente rubate. Questa donna ha anche un povero cane, un molosso, che non porta quasi mai in giro. Così è costretto a fare la pipì sul balcone con ovvie conseguenze sul decorso della facciata. Una situazione davvero delicata”. Nel caso della casa comunale a fare la differenza per l’allontanamento sono state anche le condizioni dell’alloggio. “Chi ci è entrato come alcuni agenti delle forze dell’ordine raccontano di un appartamento in stato terribile. Tutto danneggiato e sporco”.
Il tentativo di allacciarsi alla luce del condominio
L’ultimo racconto ha dell’incredibile. “Un giorno è saltata la luce in tutto il giro scale e l’abbiamo trovata alla cassetta di derivazione che armeggiava con i fili perché voleva allacciare il suo circuito privato a quello del condominio. Forse per non pagare. Fatto sta che è stato necessario mettere il tutto in sicurezza chiudendo la scatola con dei lucchetti”. Le segnalazioni alle forze dell’ordine, all’amministrazione condominiale e all’Ipes sono state, sempre secondo la testimonianza dei residenti, molteplici. “Sono stati chiamati molto spesso, gli uffici conoscono la situazione ma non si riesce a risolverla. Spesso assistiamo a scaricabarili. In ogni caso gli agenti ci hanno spiegato che solo l’Ipes può disporre un trasferimento o un allontanamento da un suo alloggio”. La presidente dell’Ipes Francesca Tosolini, in conclusione, si dice pronta ad approfondire quanto sta accadendo. “Purtroppo si tratta di una situazione che non è stata portata precedentemente alla mia attenzione. Lunedì approfondirò con i miei collaboratori”.

