Peppa Pig e gli altri, modelli corretti per i nostri figli?
Da soli davanti alla TV già a pochi anni di età. Ci siamo chiesti se questo tipo di autonomia sia educativa per i nostri figli, quali siano i limiti di questo modello e dei contenuti d’intrattenimento proposti
Peppa Pig è ormai maggiorenne. La messa inonda del primo episodio risale, infatti, al lontano 2004. Il cartone animato, bidimensionale e ricco di colori accesi -come quelli che userebbe un bambino per le sue pennellate- rappresenta per molti genitori un mondo rassicurante a cui si sentono di esporre i propri bambini senza pensarci troppo.
Cogliendo l’occasione del genetliaco di Peppa, ci siamo chiesti se con la famiglia della maialina rosa e gli altri cartoni proposti ai bimbi nella stessa fascia possiamo davvero stare tranquilli. O se non sia invece meglio osservarli con un approccio più critico, considerando eventuali aspetti problematici e valutando attentamente se i comportamenti proposti siano in linea con il nostro modello educativo.
This heat 😓 #heatwave pic.twitter.com/NmB5NmRdQD
— Peppa Pig Official (@peppapig) June 13, 2023
BAMBINI DA SOLI DAVANTI ALLA TV
Cosimo Di Bari, Ricercatore di Pedagogia Generale e Sociale presso l’Università di Firenze e autore Uppa, ci aiuta a districarci nei meandri dell’intrattenimento televisivo per i più piccoli: “La prima osservazione da fare è che, anche se hanno un aspetto rassicurante, i messaggi veicolati da questi cartoni non sono, in genere, validati da un team di esperti. Ricordiamoci che non siamo in presenza di un prodotto “certificato” come potrebbe essere un alimento salutare.”
Durante la nostra conversazione Di Bari cita a memoria i risultati di una ricerca dell’ateneo fiorentino: circa il 95% dei genitori accompagna il bambino nella lettura di un libro, il 50% sta accanto al figlio nella fruizione di un contenuto su tablet, ma solo il 20% rimane seduto in poltrona vicino al bimbo che guarda la TV.
I CRITERI DI QUALITA’ PER I CARTONI
A questo proposito il Prof. Di Bari ci ricorda che la presenza costante dell’adulto per navigare nella vasta scelta dei contenuti disponibili è fondamentale, così come per intervenire quando scatta la pubblicità, evitando l’esposizione non mediata a sollecitazioni commerciali. Nonostante, infatti, si possano citare esempi di reti dedicate virtuose che, come Rai YoYo, hanno eliminato gli spot, la visione su alcune piattaforme digitali come YouTube, soffre solitamente dell’interferenza pubblicitaria.
Giornata internazionale della donna.
— Rai_Yoyo (@Rai_Yoyo) March 7, 2022
Liberiamoci dagli stereotipi di genere. Uguali e insieme.
La campagna Rai per l'#8marzo #UgualiEInsieme pic.twitter.com/NZBz3IFYpm
Quali sono, chiediamo al Professore, i criteri per distinguere un contenuto di qualità: “Innanzitutto la durata: Peppa Pig in questo è virtuosa perché l’episodio dura soltanto in 5 minuti. Poi, l’età dei personaggi rappresentati non dovrebbe essere troppo lontana da quella de fruitore. La narrazione deve essere comprensibile da parte del bambino: messaggi semplici e sequenzialità dell’azione sono ideali. Su questo aspetto penso alla Pimpa, le cui avventure si svolgono nell’arco di una giornata o a I Mini cuccioli, in cui il personaggio dell’albero introduce e chiude la storia proponendo una morale. Vorrei citare anche l’uso della musica ed i tempi della narrazione: se consideriamo Masha e Orso, il ritmo dettato dalla musica dà grande movimento ma non lo rende facile da seguire, piuttosto tende ad incantare.” Infine, è molto importante che i genitori considerino quali sono i valori messi in gioco: solidarietà, collaborazione ed amicizia, l’incontro con differenza che diventa una risorsa. Anche i temi ecologici sono senza dubbio positivi ed arricchenti.
NON VIETARE MA ANALIZZARE INSIEME
Se il cartone preferito di nostro figlio non ci piace, ha senso vietarlo? Di Bari indica piuttosto la strada di una visione attiva e commentata del programma, che faccia paralleli con la realtà. L’obiettivo qui è di stimolare un pensiero critico e lo scaturire degli interrogativi.
Una considerazione va fatta anche riguardo i genitori che concedono la visione del cartone solo se è in un’altra lingua, come a scartare il contenuto televisivo come scarsamente qualitativo e “salvabile” solo a patto che la finalità della visione non sia quella dell’intrattenimento cosiddetto passivo. Il Professor Di Bari ammette l’utilità funzionale del cartone in lingua straniera, ma invita a valutare se il contenuto abbia altri aspetti positivi ed eventualmente quali siano. Se non ve ne fossero, sottinteso, meglio cambiare strategia.
Infine, una riflessione che compara la realtà televisiva di oggi con quella di ieri, con cui le nostre generazioni sono cresciute e che spesso ricordiamo con una punta di nostalgico orgoglio: “E’ vero che siamo sopravvissuti all’Uomo Tigre e ai Cavalieri dello Zodiaco, ma dovremmo considerare che il modello societario e la visione del femminile che questi programmi proponevano, forse qualche segno lo hanno lasciato.”

