Abbiamo bisogno di consenso
Dimmi tu quando sei pronto per fare l’amore
Quando sei pronto per fare l’amore
Prova a scendere un secondo, ma senza timore
A scendere un secondo, ma senza timore
Dimmi tu quando sei pronta per fare l’amore
Quando sei pronta per fare l’amore
Che a me sembra così folle non fare l’amore
Oppure non hai voglia di farlo con me
(Vale LP e Lil Jolie, “Dimmi tu quando sei pronto per fare l’amore”)
Per chi leggendo questo testo ha storto il naso, premetto subito che avete ragione: questa non è una strofa di una canzone in gara al Festival.
O meglio, sono parole che sono già state ascoltate in un altro Sanremo: quello dei giovani, una competizione dove artisti emergenti si esibiscono con l’obiettivo di venire selezionati come concorrenti del Festival l’anno successivo.
Quest’anno, tra i vari finalisti, sono emerse Vale LP e Lil Jolie con la canzone “Dimmi tu quando sei pronto per fare l’amore”, quest’ultima già conosciuta al pubblico per aver partecipato ad “Amici” di Maria De Filippi.
È bello che, in un’edizione in cui i brani si sono concentrati soprattutto sulla tematica della famiglia e dei rapporti sociali, la scelta di parlare di argomenti come il consenso venga dai giovani, da coloro che pian piano nella loro vita si approcciano a certe situazioni e ne fanno oggetto delle loro canzoni. Il brano di Lil Jolie e Vale LP ci ricorda infatti quanto sia importante all’interno di un rapporto di intimità avere chiari i desideri e le volontà dell’altro in ogni momento, regalandoci una canzone riflessiva che conserva però la sua freschezza ed energia.
Il testo ci spinge a focalizzarci sulla necessità di attendere che l’altro sia pronto, rincuorandolo su eventuali preoccupazione ed ansie senza però spingerlo a fare qualcosa di cui non è sicuro.
Nell’ascolto dell’altro, il genere non ha alcuna importanza: quello che le artiste hanno deciso di evidenziare nel ritornello è proprio come la questione del consenso investa tutti, senza alcun tipo di distinzione.
Voglio credere che in un Festival pensato per non ospitare temi “scomodi” legati all’attualità, per vie traverse si sia riusciti comunque a portare uno spaccato di società contemporanea sul palco dell’Ariston: quella del quale andiamo meno fieri e che abbiamo un urgente bisogno di correggere al più presto, ma che per questo motivo ha più necessità di essere messa sotto ai riflettori.
La musica nella sua complessità di funzioni è anche strumento del cambiamento e rivoluzione: se è vero che ogni Sanremo restituisce un’immagine diversa della società di anno in anno, nella prossima edizione avremo ancora bisogno di una canzone che parla di consenso?
✍️ Benedetta Conti

