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Scuola plurale e laica

Ormai conosciamo il periodico grido di allarme di una certa politica in difesa della scuola tedesca “minacciata” dagli stranieri (e, tra questi, in un sistema di divisione per decenni sistematica, ci sono anche gli italiani). 

Bene, i dati pubblicati dalla Provincia di Bolzano sulle iscrizioni nelle scuole dei cittadini stranieri (in questo caso, ovviamente, non italiani) smentiscono con la forza dei numeri questo allarmismo. Il disequilibrio nella distribuzione, infatti, non è tanto sulla lingua dell’istituto ma sulle differenze di popolazione tra contesto urbano e di valle. Ci sono, banalmente, più stranieri nelle città.  

Comunque, nella scuola italiano gli stranieri sono al 22,5% nella scuola dell’infanzia, al 25,1% alla primaria e al 28% alle medie. 

Nella scuola tedesca gli stranieri sono all’11,2% nella scuola dell’infanzia, al 10% nella scuola primaria e al 10,8% alle medie. 

Di questi stranieri il 54% ha origini europee, il 23% asiatiche e il 16% africane. Le nazionalità più rappresentate sono albanese, marocchina, pakistana e kosovara. 

Occhio, infine, alla crescita di coloro che scelgono di non avvalersi dell’insegnamento della religione: l’11% nella scuola primaria e il 9% alle medie. Quindici anni fa questi tassi erano del 3,9% e del 3,8%.

D’altronde la scuola italiana è plurale e laica.  

✍️ Alan Conti 

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