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Ma la campagna contro i botti dove è?

“Ma la campagna contro i botti del Comune precisamente dove sta?”

Mancano tre giorni a Capodanno e più di un bolzanino si chiede quanti e quali siano i manifesti affissi per la sbandierata sensibilizzazione. Difficilmente l’estetica della città ne gioverebbe ma il piglio del “fare” annunciato sembrava quello del “vedrete a Capodanno la troverete ovunque”. 

Pare non sia ovunque.

Il passaggio del comunicato stampa di presentazione

In ogni caso i petardi vengono ampiamente venduti un po’ in ogni quartiere ma tutti in città sanno che esiste un negozio a Oltrisarco che del fuoco sansilvestrino fa core business. L’abbiamo già scritto altre volte: non si può avercela con lui perché può farlo e giustamente ognuno è libero di costruire l’impresa che vuole. Detto questo esistono, per esempio, le multinazionali del tabacco e le campagne aggressive anti fumo. Fare di tutto perché si vendano meno botti è altrettanto lecito e non é che i businessman del “Patapùm, wow che figo che sono a fare rumore e colore” possono incazzarsi più di tanto. Si fa quel che si può. 

Bene, davanti a questo negozio ci sono dei cartelloni che sono, in questi giorni, totalmente vuoti. Vuoti. Questi spazi, non ne siamo sicuri, potrebbero addirittura essere gestiti dal Comune stesso. Ma anche non lo fossero l’assessorato all’ambiente non poteva prenderli per posizionare la promessa campagna di sensibilizzazione? Quella che sembra una cucciolata di ChatGPT sull’orlo di una crisi di nervi? Se fossero spazi gestiti dall’amministrazione era sufficiente spostarsi di ufficio: operazione possibile anche tra una foto allo sgombero e l’altra. Quantomeno chi acquista i botti e i fuochi (perché ovviamente li acquisterebbero lo stesso) si troverebbe in faccia lo sguardo di chi andrà a far soffrire (cani e gatti). Non di chi andrà ad uccidere perché il Comune non se l’é sentita di inserire in grafica quelli che muoiono di più: gli uccelli. Ma vabbè. 

Così, ancora una volta, é il coraggio del privato a superare di gran lunga quello del pubblico con la bicicletta pubblicitaria di un’agenzia ad ergersi a bastione singolo davanti al negozio. É la Max Maglione Markteting e Communication che pecca sicuramente di onnipotenza nel definirsi demiurga del natalizio “a te e famiglia” ma in quanto a battaglia contro i petardi è in prima linea con grande impegno da sempre. Se l’assessorato all’ambiente avesse un decimo della sua cazzimma sul tema avremo una campagna vera contro i botti. Non una battaglia contro l’esercito di Annibale armati di stuzzicadenti. 

Magari si poteva addirittura pensare a cartelloni distribuiti ovunque esca gente con un sacchettino pieno di petardi. Si chiama pianificazione: niente di clamoroso. Banale abc della pubblicità. 

Anche questo si può fare agilmente tra un “finché è lecito venderlo non possiamo fare nulla” e un “é difficile sanzionare cogliendo chi lancia il petardo”.

Basta decidere cosa mettere dopo la parola “fare”.

Fare qualcosa o fare il compitino?

✍️ Alan Conti 

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