“A Gipsy Swing Evening”, concerto evento dal sapore retrò sabato a San Giacomo
Cresce l’attesa per la raffinata proposta musicale «A Gipsy Swing Evening», concerto ‘live’ che si prefigge di far scoprire o riscoprire un’epoca, grazie alla ‘colonna sonora’ che l’ha contraddistinta. L’appuntamento con un cast musicale di spiccata levatura è per sabato 25 marzo 2023 al Teatro di San Giacomo. Inizio alle 20:30 e ingresso sorprendentemente libero, grazie alla formula che gli organizzatori del Centro culturale San Giacomo abitualmente adottano, al fine di rendere accessibili a tutti eventi di spessore (info: c.culturale.sangiacomo@gmail.com).

FOCUS SUL GRANDE SWING
I riflettori si accenderanno sul grande Swing, inteso sia come tale – un genere di matrice nera nato in America, e diffusosi poi in Europa con molteplici sfumature –, sia sulla declinazione di Gipsy Swing o Jazz Manouche (con riferimento alla tradizione gitana dell’area francese), stile quest’ultimo concepito dall’indimenticato Django Reinhardt: uno dei più grandi chitarristi di sempre, malgrado privato da un incendio dell’uso di due dita di una mano.
GLI ARTISTI
Ad accompagnare lo spettatore in questo viaggio nella macchina del tempo saranno: al sax e voce la grande Helga Plankensteiner, artista altoatesina proiettata ben oltre i confini locali, la qual cosa vale parimenti per Miki Loesch, che sarà possibile apprezzare al piano. Di big in big, ecco alla chitarra ritmica il noto musicista bolzanino Francesco Zanardo, ed ecco altresì dalla artisticamente prolifica terra veneta i fantastici Lino Brotto alla chitarra solista e Beppe Pilotto al contrabbasso.
È sull’onda delle loro performances – le quali vivranno sia di virtuosismi individuali che di sinuoso interplay e di sintonia d’insieme – che il pubblico potrà ‘lasciare’ idealmente la sala del teatro sentendosi proiettato in un altro tempo e in altri luoghi.

COSA ASPETTARSI
Quello che si preannuncia è un happening musicale scandito da brani internazionali di forte presa, nel corso del quale ‘torneranno’ dal passato e aleggeranno in un certo qual modo in sala interpreti e autori del calibro di Ella Fitzgerald, Duke Ellington, George Gershwin, Louis Armstrong, Marlene Dietrich, Charles Trenet e molti altri. Impagabili tasselli di memoria riporteranno interpreti e platea alla prima metà del ‘900, e fino a un poco oltre, in un itinerario che spazierà da New Orleans a Parigi, da New York a Londra… a Berlino…
Francesco Zanardo, quale il vostro obiettivo?
“Tenere viva della musica straordinaria come lo Swing nelle sue varie sfumature, un genere di fascino che data ormai un centinaio di anni fa, avendo preso le mosse negli Anni Venti del Novecento. E che a ben guardare è un po’ alla radice delle musiche suonate e ascoltate ancora oggi. Quindi il nostro progetto ha sicuramente nelle proprie pieghe un risvolto conoscitivo e implicitamente culturale: è importante conservare la memoria, per guardare al futuro. Dopodiché naturalmente la missione che ci siamo dati è anche quella di emozionare la platea”.
Il Gipsy Swing Quintet fonde al proprio interno professionalità di alta caratura…
“Abbiamo tutti una provenienza jazzistica, e al tempo stesso ci muoviamo tutti anche in altri ambiti. Helga Plankensteiner e Miki Loesch appartengono alla crème dei jazzisti altoatesini, e a quella parte di essi che è stata in grado di varcare come notorietà i confini locali; infatti sono richiesti da un capo all’altro d’Europa. Abbiamo poi un esperto contrabbassista veneto di fama nazionale quale Beppe Pilotto, il quale vanta collaborazioni con musicisti di rango sia italiani che americani e si distingue per la sua capacità di supporto ritmico e armonico. E abbiamo un grande solista nella persona dell’eclettico chitarrista Lino Brotto, veneto anch’esso, che passa dal gipsy al rock al tango: e quando si mette a suonare lo swing sa come catturare la sala. Ha interagito e registrato con musicisti di fama internazionale ed ha all’attivo esperienze personali negli States, dove per un periodo ha vissuto e suonato. Quanto a me, accanto ai miei trascorsi nel jazz e non soltanto, porto in questo progetto la mia passione per Django Reinhardt e per il Gipsy Jazz Manouche da lui inventato”.

Quindi il progetto “A Gipsy Swing evening” nasce in origine da un’idea di tributo a Django?
“In un certo senso sì. Sono molto legato a Django Reinhardt e alla sua musica. E a dire il vero mi sento un tantino responsabile per avere trascinato Helga Plankensteiner e Miki Loesch nel mondo Gipsy, che conoscevano relativamente poco: ora lo amano profondamente.
Django – musicista di origine zingara affermatosi in Francia, dove era giunto nel peregrinare della sua carovana – non sapeva dapprincipio né leggere né scrivere, ma aveva un talento musicale pazzesco. Accadde che l’ascolto dei dischi arrivati dall’America nel periodo degli Anni Ruggenti lo folgorò, e lui si inventò il Gipsy Jazz Manouche, mescolando lo swing di Oltreoceano a brani della tradizione gitana con determinate caratteristiche. Divenne uno dei chitarristi più influenti del suo tempo e dei più virtuosi al mondo in assoluto. Poi il tempo scandì la fine dell’epoca swing, e lui cercò di adeguarsi anche al be-bop che prese a spopolare in America dalla metà degli Anni Quaranta.
Tornando al concerto di San Giacomo e al nostro progetto, centrato appunto sulla figura di Django, bisogna dire che l’idea è cresciuta, abbracciando lo Swing in senso lato, nella sua accezione sia americana che europea. Insomma, un bacino musicale rappresentativo di un’epoca, in varie sue sfaccettature. Certamente di gusto retró.”

Che parte avrà Django Reinhardt nella scaletta musicale?
“Importante, ma ci saranno tanti altri brani di spicco, significativi, fortemente coinvolgenti; e le due componenti (Django / altri) si fonderanno. Alterneremo pezzi di origine europea a brani americani, sempre con la matrice dello swing; e continueremo a varcare l’oceano in un senso e nell’altro.”
Qualche anticipazione in più, a livello di scaletta, possiamo darla?
Ci saranno brani che diventarono famosi nei musical made-in-Broadway; per fare un nome… “Lady be good”, composta dai fratelli Gershwin e tratta dalla omonima commedia musicale, in scena dal 1926 e che ebbe inizialmente come protagonisti Fred Astaire e la sorella Adele. Avremo la celeberrima “Smile”, composta da Charlie Chaplin per il film-capolavoro “Tempi Moderni”, uscito nel 1936 e di cui fu il regista, produttore e protagonista maschile. Restando in Europa, incontreremo la delicata “Que reste-t-il de nos amours” del noto chansonnier francese Charles Trenet (1942). E penso di poter prevedere qualche brivido quando Helga Plankensteiner darà la voce a Marlene Dietrich nel brano inizialmente censurato “Lili Marleen”, canzone che vide l’attrice e cantante tedesca, naturalizzata statunitense, subentrare a Lale Andersen come interprete. Poi molto altro.. che ci piacerebbe scoprisse dal vivo chi sarà in teatro. E chiaramente il composito omaggio a Django, che si articolerà su più pezzi: tutti da godere. Per fare un solo esempio, non mancherà “Minor Swing”, suo famoso brano già riportato d’attualità nel nostro tempo dal film ‘Chocolat’, di cui ha rappresentato uno dei temi più significativi e dei più rimasti impressi.

La curatrice organizzativa dell’evento per conto del Centro culturale San Giacomo, Mara Da Roit, ci svela a propria volta un ingrediente speciale che impreziosirà ulteriormente lo spettacolo.
“Il concerto avrà anche una componente visiva, accanto a quella determinante della musica di qualità eseguita da artisti eccezionali. Sullo sfondo, di brano in brano, si susseguiranno immagini evocative che rimanderanno sia all’epoca che ai personaggi ripercorsi dalle note musicali. Vi saranno in particolare veri e propri quadri a tema, alcuni dei quali realizzati per l’occasione. Non vorrei specificare troppo, in merito ai soggetti, per lasciare giustamente l’effetto sorpresa… ma mi sento tenuta a un ringraziamento ai pittori Philip Gaida, Claudio Calabrese e Renata Odorico”.
Un contenitore davvero ricco, a quanto si vede. E che lascia presagire una serata dal coefficiente qualitativo decisamente alto. Merita ricordare che l’ingresso sarà gratuito e che il Teatro di S. Giacomo è sito in Via Maso Hilber 5 a S. Giacomo di Laives.
Per ulteriori informazioni: c.culturale.sangiacomo@gmail.com

