BZ News 24
BolzanoEconomia

Anche a Bolzano nascono meno aziende e le donne restano in panchina

A tre anni dalla pandemia, sullo sfondo della guerra e della crisi energetica, l’universo delle start-up si contrae e l’orizzonte femminile si restringe a sua volta

Il dato nazionale di Unioncamere e Cerved non lascia spazio ad interpretazioni: nel 2022 in Italia sono nate meno start-up rispetto all’anno precedente e le aziende a guida femminile sono diminuite, anche se la partecipazione delle donne in quelle a più alto know-how, sembra aver subito un incremento.

Un panorama non roseo, che le infauste contingenze globali – ancorché mitigate da aiuti di stato ed incentivi fiscali di vario genere – potevano già far presagire.

DALLE GREAT RESIGNATION AL QUIET QUITTING: I NUOVI FENOMENI NEL MONDO DEL LAVORO

Concorrono ad  affermare una generale atmosfera di smarrimento nel mondo del lavoro anche gli altri fenomeni osservati negli ultimi due anni. Dalle great resignation al quiet quitting, si percepiscono chiaramente la tendenza a riconsiderare la propria posizione lavorativa in favore di un maggior equilibrio con la vita privata e la ricerca di impieghi che restituiscano una gratificazione maggiore e più etica, rispetto allo status sociale ed al denaro.

In questo clima di contrazione della spinta propulsiva, attesa e forse anche un po’ di desangagement, le ondate ripetute di licenziamenti da parte delle big tech (Amazon, Google e Meta) e il recente default della Sylicon Valley Bank non inducono ad esprimere pensieri ottimistici.

IL LAVORO IN ALTO ADIGE FA DA SPECCHIO AL RESTO D’ITALIA

Proprio l’impatto di guerra, pandemia e crisi energetica, anche in Alto Adige pare aver mietuto le sue vittime, colpendo l’iniziativa femminile. Benché Giuliana Boscheri, presidente di Zonta Club di Bolzano, inviti a guardare oltre i numeri ufficiali: “C’è ancora un’ enorme quota di imprenditoria femminile che resta invisibile. Penso a tutta la filiera degli alberghi ed all’agricoltura, dove le donne si sono ingegnate ed hanno innovato, creando strutture di accoglienza alternative e dedicandosi alla produzione ed alla vendita di spezie, formaggi,  marmellate. Tutto ciò che poteva incrementare il reddito principale e che oggi fa la differenza in termini di qualità, rispetto alla concorrenza.”

Giuliana Boscheri, presidente di Zonta Club di Bolzano

Pure la diminuzione delle nuove aziende assimilerebbe Bolzano al resto d’Italia, anche se non è facile reperire dati puntuali. Donatella Califano, segretario generale SGBCISL, propone la maggiore insicurezza economica come radice del fenomeno, ipotizzando anche un effetto onda sul calo delle start-up che, dopo essere fiorite per anni, oggi potrebbero essere un trend fisiologicamente in calo.

Donatella Califano, segretario generale SGBCISL

DONNE PRESE IN CONSIDERAZIONE AL LAVORO IN MANCANZA DI ALTERNATIVA

Se l’osservatorio per l’imprenditoria femminile di Unioncamere registra una crescita positiva della presenza femminile nei settori più smart, Califano smorza però l’entusiasmo, attribuendo questo fenomeno anche a due dati di fatto: la difficoltà generale a trovare forza lavoro (verosimilmente collegata ai fenomeni post- pandemia di cui si scriveva poco sopra, ndr) e quindi la necessità di impiegare “persino le donne, considerate inaffidabili a causa della maternità e da sempre vittime di una certa resistenza culturale al loro impiego, nonostante siano più formate dei colleghi uomini” e la legge sulla parità salariale che, a fronte di sgravi fiscali “potrebbe invogliare il datore di lavoro ad assumere più donne in posizioni dirigenziali ed apicali”.

Un segnale che dovrebbe essere incoraggiante per la parità di genere e quindi le eque opportunità nello sviluppo di carriera sarebbe l’estensione del congedo parentale obbligatorio per il padre: “Un importante segnale, perché il legislatore afferma il dovere dei padri. Tuttavia, dal dopo pandemia abbiamo notato una inversione di tendenza per quanto riguarda il congedo facoltativo, di cui solo il 24,4% dei padri in Trentino-Alto Adige usufruisce. Questo dato – spiega Califano – racconta che sono ancora le donne a rinunciare al lavoro in favore della famiglia e che il covid e lo smart working, in un certo senso, le ha ricacciate a casa, rendendo apparentemente meno necessario il tempo del padre in famiglia.”  

Are you sure want to unlock this post?
Unlock left : 0
Are you sure want to cancel subscription?