“I giovani non hanno voglia di lavorare, è davvero così?”
Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta di Jacopo Cosenza, giovane universitario di 23 anni
“I giovani di oggi non hanno voglia di fare niente, non studiano e non lavorano.”
Ecco la frase che spesso sento dire, una frase così superficiale che toglie l’attenzione da ciò che è la realtà nella società di oggi.
Per chi è un giovane di oggi il futuro o è una totale incertezza o una minaccia perché imprevedibile e non sicuro.
E se allora il futuro non è più una promessa, viene meno la motivazione per la perseveranza e l’impegno nello studio o nel lavoro, nella vita sociale e nei sogni del ragazzo e talvolta, purtroppo, si arriva alla domanda “perché devo stare al mondo?”, che porta ai numerosi casi di suicidio giovanile che si verificano ma di cui nessuno parla, perché forse al mondo interessa più l’ultimo post dell’influencer e dei suoi abiti firmati.
Molti giovani che si impegnano, studiano e fanno sacrifici si vedono poi contratti di lavoro ridicoli e precari, i famosi “stage” o “tirocini” atti per formare a fare fotocopie o beceri compiti fini a se stessi, quando invece sono nel pieno delle loro capacità e creatività.

Forse l’uso eccessivo delle droghe e dell’alcol nei giovani, serve per fuggire da questa condizione di precarietà del futuro, della costrizione di vivere solo il presente, perché il domani non si vede ne si immagina.
La soluzione? Io non la ho, ma credo che se coloro che chiamiamo “adulti” smettessero di dire e credere nei soliti luoghi comuni su noi giovani e ci lasciassero un po’ più di spazio per la nostra voce, per le nostre idee ed energie da dare al mondo, allora sì che potremmo tornare padroni del nostro futuro e dei nostri sogni.
Caro Jacopo,
nella tua lettera ci sono elementi da considerare e qualche luogo comune. Il tema dei suicidi, per esempio, ha gangli molto più profondi e la la sua narrazione ha aperto (e apre tuttora) questioni etico-professionali molto profonde. L’appello dei social, a mio parere, c’entra poco.
Vero anche, tuttavia, che il modo che hanno i media e la vox populi di raccontare i giovani è talvolta lontano sia anagraficamente sia concettualmente.
Il tuo “grido di allarme con chiamata alla riscossa” è, per tutti noi, spunto di riflessione.
Alan Conti
Direttore Bz News 24

