Emergenza gelo, scontro sui controlli di identità
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Bolzano resta il principale punto di accoglienza per i senza fissa dimora in Alto Adige. Al 18 dicembre nelle strutture cittadine risultavano ospitate circa 1.250 persone, un numero che (secondo l’assessora comunale Patrizia Brillo) oggi sarebbe ulteriormente aumentato. Nel resto della provincia, invece, l’accoglienza riguarderebbe poco più di 100 persone, evidenziando ancora una volta uno squilibrio marcato ed irrisolto tra capoluogo e territorio. Con il gelo persistente e una nuova ondata di freddo artico in arrivo, su richiesta del Comune e con indicazione del presidente della Provincia Arno Kompatscher, la Protezione civile ha attivato all’ex Alimarket di Bolzano Sud ulteriori 50 posti temporanei destinati ai senza tetto. La misura, stando alle indicazioni attuali, resterà in vigore per due settimane.
Nelle ultime ore però il focus si è spostato sulle modalità di accesso alla struttura come spiega oggi il giornale Alto Adige. Il sindaco Claudio Corrarati ha riferito di aver appreso che non verrebbero più effettuati controlli di identità all’ingresso e per questo avrebbe segnalato il caso al questore Giuseppe Ferrari. Per Corrarati è “prioritario” sapere chi accede ai posti aggiuntivi: “Il Comune deve sapere chi è sul territorio”. Il sindaco ha inoltre sottolineato che, a suo avviso, la Croce Rossa non può decidere autonomamente regole che ricadono nell’ambito della sicurezza: un tema che verrà affrontato anche con la Provincia e per la prima volta con la prefetta Maddalena Travaglini. Un tema delicato anche perché cardine della campagna elettorale.
Dal canto suo, la Croce Rossa (attraverso una nota del Comitato provinciale firmata da Manuel Pallua) ha precisato che nella struttura possono essere accolte fino a 50 persone adulte di sesso maschile, “secondo i criteri stabiliti dalla Provincia”. A chiarire il quadro istituzionale è intervenuto anche il questore Ferrari: in linea generale, ha spiegato, “le regole di ingresso nelle strutture di accoglienza le stabilisce la Provincia”.
Infine, l’assessore provinciale Christian Bianchi (Forza Italia) ha rilanciato la necessità di una ripartizione più ampia dell’accoglienza: a suo avviso non possono bastare solo quattro comuni di supporto (Laives, Merano, Brunico e Bressanone). “Bolzano si fa carico di numeri molto alti mentre in provincia c’è la tendenza a scaricare sul capoluogo, preservando le valli più turistiche. La situazione diventa più gestibile solo se ognuno fa la sua parte”. Una distribuzione sbilanciata di cui si parla da molti anni senza aver mai trovato un vero riequilibrio.

