Gennaccaro-Andriollo: tutti gli scenari della nuova “Civicona”
L’intergruppo annunciato entro dicembre potrebbe diventare molto più di un’alleanza consiliare. In Comune l’incognita Pegoraro e i numeri della maggioranza Corrarati, alle Provinciali del 2028 la possibilità di una nuova forza territoriale. E sullo sfondo resta la partita per la Camera nel collegio Bolzano-Laives.
Un matrimonio che potrebbe cambiare parecchio, ben oltre le mura del municipio di Bolzano. L’unione annunciata tra La Civica di Angelo Gennaccaro e la lista civica di Juri Andriollo, con l’obiettivo di costituire un intergruppo consiliare entro dicembre, apre una serie di scenari politici che attraversano almeno tre livelli istituzionali. Il Comune, naturalmente, ma anche la Provincia e persino il Parlamento. Perché dietro quella che oggi appare come un’operazione di coordinamento tra consiglieri potrebbe prendere forma qualcosa di molto più ambizioso: un soggetto civico territoriale capace di presentarsi come alternativa ai partiti tradizionali e di intercettare consensi su entrambi i versanti degli schieramenti politici.
Le due anime arrivano da esperienze diverse. Andriollo ha guidato il centrosinistra alle ultime elezioni comunali, mentre Gennaccaro ha costruito nel tempo un’identità civica autonoma, con una capacità di dialogo che non si è mai esaurita all’interno di un solo campo politico. Proprio questa diversità, anziché rappresentare necessariamente un limite, potrebbe diventare il principale punto di forza dell’operazione.
In Comune: sette consiglieri e l’incognita Pegoraro
Il primo effetto sarebbe numerico. Con i cinque consiglieri della Civica di Gennaccaro e i due della lista di Andriollo, l’intergruppo arriverebbe a sette componenti, eguagliando la consistenza della Südtiroler Volkspartei e diventando uno dei poli più rappresentativi dell’aula. Ma il dato interessante non è soltanto questo. Un contenitore civico di tali dimensioni potrebbe esercitare una forza attrattiva nei confronti di altri consiglieri, soprattutto di chi non si riconosce più pienamente negli schieramenti originari. È qui che entra in gioco un’ipotesi, al momento priva di riscontri concreti ma politicamente interessante: Barbara Pegoraro. La consigliera, eletta nella Civica che sosteneva Claudio Corrarati e successivamente approdata al Gruppo Misto, ha alle spalle un percorso politico nel mondo civico. E se il nuovo soggetto Gennaccaro-Andriollo dovesse attirarne l’attenzione? Per ora si tratta esclusivamente di un esercizio di scenario, non di un’indiscrezione su trattative in corso. Ma le conseguenze potrebbero essere significative.
Pegoraro ha finora mantenuto una posizione di sostegno all’amministrazione Corrarati, pur distinguendosi dalla formazione con cui era stata eletta. Un suo eventuale passaggio politico all’opposizione sottrarrebbe alla maggioranza un sostegno potenzialmente decisivo. La coalizione che governa Bolzano è nata con margini numerici ridotti e nel corso dei mesi ha già attraversato diversi riposizionamenti. L’ingresso di Giuliana Dragogna nella Civica del sindaco, il passaggio di Giuseppe Martucci e Andrea Lucci a Futuro Nazionale e la collocazione autonoma di Pegoraro hanno reso il quadro più mobile rispetto alla fotografia delle elezioni. Non sarebbe dunque corretto considerare automaticamente acquisiti tutti i voti che, in diverse occasioni, hanno sostenuto la giunta. Il punto è che un eventuale allontanamento di Pegoraro, sommato alle altre variabili consiliari e alle assenze, potrebbe mettere Corrarati davanti a difficoltà non soltanto nella tenuta politica della coalizione, ma anche nella gestione ordinaria delle sedute. Prima ancora delle votazioni sui provvedimenti più delicati, diventerebbe centrale la capacità di garantire il numero legale. La “Civiconq”, insomma, potrebbero trasformarsi in un soggetto capace di incidere sugli equilibri della consiliatura anche senza entrare direttamente nella maggioranza (che rimane una prospettiva di difficile conciliazione con le forze di centrodestra nazionale).
In Provincia: l’orizzonte del 2028 e la tentazione di allargarsi
Se il Comune rappresenta il laboratorio, le elezioni provinciali del 2028 potrebbero essere il vero obiettivo strategico. Un’aggregazione civica strutturata avrebbe il vantaggio di partire da due figure già riconoscibili e dotate di un proprio patrimonio elettorale. Da una parte Juri Andriollo, dall’altra Angelo Gennaccaro, naturalmente nell’ipotesi che quest’ultimo non abbia già intrapreso una strada parlamentare.
L’unione delle rispettive reti potrebbe consentire di costruire una lista competitiva soprattutto nel capoluogo, ma la vera sfida sarebbe superare i confini di Bolzano. Per diventare un soggetto provinciale credibile, infatti, non basterebbe sommare i voti delle due liste cittadine. Servirebbero candidati radicati in altri territori, una proposta politica riconoscibile e soprattutto la capacità di non disperdere consensi tra sensibilità civiche differenti. In questa prospettiva diventerebbe interessante un possibile abboccamento con La Civica per Bolzano, o almeno verso alcune sue componenti. Un’operazione certamente complessa, considerando l’attuale collocazione della lista nella maggioranza comunale, ma che amplierebbe ulteriormente il perimetro del progetto.
Tra i nomi che potrebbero entrare in un ragionamento futuro in caso di accordo allargato figura quello di Gabriele Repetto, capogruppo della Civica per Bolzano, mentre sul versante meranese tornerebbe interessante interrogarsi sul possibile ruolo di Nerio Zaccaria, già protagonista di precedenti esperienze politiche e civiche proprio con Gennaccaro.
Sono nomi da considerare come ipotesi di costruzione di una squadra, non come candidature già discusse o definite. Un eventuale terzo o quarto candidato forte, soprattutto fuori dal capoluogo, potrebbe modificare sensibilmente le prospettive elettorali di una lista che ambisse a conquistare rappresentanza in Consiglio provinciale. Rimarrebbe poi una questione politica di fondo: quale sarebbe l’identità di questa nuova formazione? Una civica moderata, un contenitore autonomista, una forza di centrosinistra allargata oppure un soggetto trasversale, intenzionato a superare le tradizionali appartenenze? La risposta sarà decisiva almeno quanto i nomi dei candidati.
In Parlamento: la partita di Gennaccaro per Bolzano-Laives
Prima delle Provinciali, però, c’è un’altra scadenza che potrebbe modificare radicalmente gli equilibri: le elezioni politiche del 2027. La possibilità che Angelo Gennaccaro si candidi alla Camera nel collegio Bolzano-Laives non può essere liquidata come fantapolitica. Allo stesso tempo, non esiste oggi una candidatura definita e molto potrebbe essere deciso soltanto a ridosso della composizione degli schieramenti. Anzi, lo daremmo quasi per certo.
Il punto di forza dell’attuale presidente del Consiglio provinciale sarebbe proprio la capacità di attingere a bacini elettorali differenti. Gennaccaro potrebbe contare innanzitutto su un patrimonio personale costruito negli anni attraverso la propria esperienza amministrativa e politica. A questo si aggiungerebbe il mondo civico, potenzialmente rafforzato dall’intesa con Andriollo, e una parte dell’elettorato di centrosinistra che potrebbe riconoscersi in una candidatura territoriale. Senza dimenticare che lo stesso Gennaccaro con il centrosinistra ci ha governato in Comune a Bolzano.
C’è poi la variabile Südtiroler Volkspartei. Gennaccaro conserva un capitale di relazioni e un certo credito politico nei confronti di settori della Stella Alpina, tanto a livello provinciale quanto nella sua base elettorale. Non si tratta di un sostegno automaticamente trasferibile nelle urne, ma di un terreno politico che potrebbe risultare prezioso in una campagna elettorale costruita sulla rappresentanza del territorio. Naturalmente molto dipenderebbe dagli avversari. Il collegio Bolzano-Laives presenta caratteristiche politiche e linguistiche particolari e la competitività di una candidatura sarebbe strettamente legata alle scelte delle coalizioni, agli accordi elettorali e ai nomi effettivamente in campo. Il motivo principale per cui la scelta finale potrebbe arrivare sul filo del rasoio. Per Gennaccaro, dunque, la partita parlamentare potrebbe diventare un’opportunità concreta, ma anche una scelta capace di condizionare il futuro del progetto civico. Un’eventuale elezione alla Camera lo sottrarrebbe infatti alla corsa personale per le Provinciali del 2028, lasciando ad Andriollo e agli altri protagonisti il compito di guidare l’operazione sul territorio.
Un progetto che potrebbe cambiare scala
La vera novità dell’asse Gennaccaro-Andriollo non risiede quindi soltanto nella somma dei consiglieri comunali. Anzi, forse quello è il meno. È la possibilità che due esperienze nate e cresciute a Bolzano decidano di cambiare dimensione, passando dalla rappresentanza cittadina a una proposta politica territoriale più ampia. Spostandosi rispetto ai partiti nazionali di riferimento (più Andriollo qui, chiaramente). Per riuscirci dovranno superare differenze di storia, sensibilità e collocazione politica. E dovranno dimostrare di avere un progetto che vada oltre la convenienza elettorale. Ma intanto la prospettiva è sufficiente a mettere in movimento diverse caselle dello scacchiere altoatesino.
A Bolzano potrebbe cambiare il peso dell’opposizione e, in determinate condizioni, perfino la stabilità della maggioranza. In Provincia potrebbe nascere una nuova aggregazione competitiva in vista del 2028. A Roma potrebbe aprirsi una strada per una candidatura civica capace di dialogare con mondi politici diversi. Tre partite apparentemente separate, ma potenzialmente legate dalla stessa operazione.
✍️ Alan Conti

