Acciaierie, l’ira della Uil: “Negata piazza Magnago”
Sale la tensione attorno alla vertenza delle Acciaierie di Bolzano. La UILM Alto Adige e la UIL SGK hanno duramente criticato la decisione della Provincia autonoma di Bolzano di non autorizzare il presidio dei lavoratori in Piazza Magnago, previsto nell’ambito della mobilitazione per chiedere certezze sul futuro dello stabilimento Secondo l’organizzazione sindacale, il diniego rappresenta una scelta «politicamente incomprensibile e istituzionalmente inaccettabile», soprattutto in una fase in cui oltre seicento lavoratrici e lavoratori attendono da quasi un anno risposte sul destino del sito produttivo.
«La UILM è oggi il primo sindacato all’interno delle Acciaierie e rappresenta la maggioranza dei lavoratori. Ci saremmo aspettati rispetto e ascolto da parte della Provincia, non una porta chiusa», afferma Eduart Dedja, segretario della UILM Alto Adige. «Negare Piazza Magnago significa dare un segnale sbagliato a centinaia di famiglie che vivono nell’incertezza. Il diritto di manifestare davanti alle istituzioni non è una concessione, ma uno degli strumenti fondamentali della democrazia». Non di sole installazioni che glorificano l’Autonomia e monumenti che umiliano Re Laurino vivono le piazze…
Per la UILM e la UIL SGK il comportamento della Provincia rischia inoltre di alimentare un clima già reso difficile dai continui rinvii e dall’assenza di decisioni definitive sulla concessione e sul futuro industriale dello stabilimento. Sulla stessa linea anche il segretario generale della UIL SGK Alto Adige, Mauro Baldessari, che punta il dito contro i ritardi accumulati negli ultimi mesi. «La Provincia non può continuare a chiedere pazienza senza assumersi responsabilità. Prima il bando andato deserto, poi mesi di attesa, ora persino il diniego a una manifestazione davanti a Palazzo Widmann. Le istituzioni devono confrontarsi con i lavoratori, non tenerli a distanza».
Nonostante il divieto di utilizzare Piazza Magnago, il presidio del 10 luglio si svolgerà comunque nelle immediate vicinanze della sede della Provincia. I lavoratori, assicurano i sindacati, «faranno sentire la propria voce con dignità e determinazione», ribadendo che la tutela dell’occupazione e del tessuto industriale altoatesino non può essere rinviata ulteriormente.

