In amore vince chi fugge

Come si spiega l’influenza delle giuste tecniche di seduzione sulla soddisfazione amorosa? E comunque, sarà vero che le giuste tecniche influenzano la conquista e il successo di una relazione? 

Ne è convinto Federico Picchianti, scrittore e vlogger della seduzione, definito da molti love coach, ruolo dal quale non si sente però rappresentato.

“Io sono semplicemente me stesso, ho una visione molto analitica della relazione e anche se spesso mi chiedono un affiancamento nel processo di riavvicinamento all’altro sesso, a me la definizione di love coach non piace”

Federico Picchianti è diretto e una definizione così infiocchettata in effetti non lo descrive, ma anche se a volte il suo cinismo fa un po’ male, se lo si ascolta con un minimo di autocritica si finisce per concordare col suo pensiero, con i suoi consigli e alla fine con le tecniche di seduzione che insegna. 

Un’avvertenza è necessaria: si parla di molte donne, ovviamente non di tutte, come di molti uomini, ovviamente non di tutti.

Esiste un atteggiamento più femminile durate l’innamoramento e uno più mascolino, ma non è detto che i ruoli non siano invertiti. Il concetto vale comunque. 

non caricarti di aspettative

Qual è l’errore più grosso che fanno le donne nelle relazioni secondo la tua percezione?

“Non certo quello di andarci a letto al primo appuntamento, che va bene perché dal mio punto di vista ognuno può fare ciò che vuole, ma è il caricare di aspettative il rapporto con l’altra persona e non ascoltare l’uomo quando fa una proiezione negativa. Se un uomo dice una cosa in via negativa e non positiva è da prendersi come oro colato. Se lo dice in via positiva è comunque da verificare. L’errore brutale è questo: sovrastimare i segnali positivi e sottovalutare invece quelli negativi, anche quando sono chiarissimi.

Certo va detto che anche un uomo è da considerarsi un pollo se dice al primo appuntamento che vuole solo un rapporto occasionale.  Quando accade però per la donna in realtà è una fortuna, in questo modo sa subito cosa l’aspetta e se vuole lo può depennare. Peccato che spesso si convinca invece di riuscire a cambiare le cose

non sottostimare i messaggi negativi

Mettiamo il caso che uno dei due possibili partner dica chiaramente che non desidera una relazione stabile. Spesso chi riceve questo messaggio è portato a sottostimarlo rispetto al fatto che magari si trascorra del tempo piacevole insieme o si faccia sesso?

“Proprio così. Eppure, e questa è una certezza, soprattutto gli uomini se si esprimono a parole dicono esattamente quello che pensano”

Ammettiamolo, questo possiamo catalogarlo tra gli errori che noi donne almeno una volta nella vita abbiamo fatto.

Come si risolvono gli errori strategici quindi e, soprattutto, è possibile e utile imparare le tecniche di seduzione?

“La teoria che tutti dicono di seguire è quella di essere naturali quando si approcciano all’altro sesso, ma la realtà è che i nostri comportamenti assomigliano sempre, più o meno consapevolmente, a delle strategie, delle tecniche di seduzione. Lo facciamo fin da piccoli, quando piangendo impariamo che la reazione della mamma è darci attenzioni. Questa cosa si sviluppa poi nel corso della vita e così, in gran parte dei casi, ognuno di noi si ritrova ad avere le proprie tecniche di seduzione. Chi più chi meno. Purtroppo, la gran parte degli individui, me compreso, sono state programmate male in questo campo e quindi dei piccoli accorgimenti mentali possono fare la differenza

Si può parlare per alcuni invece di vero e proprio talento naturale?

“Ci sono persone, specialmente individui che hanno vissuto forti traumi, lo affermo solo per mia esperienza non parlo di un fatto certificato, che riescono ad avere questa naturalezza. Accade perché quelle metodologie si sono trovati costretti ad usarle magari durante la crescita, con i genitori o eventualmente con il gruppo di amici. Questa esperienza maturata si riporta nell’approccio alle relazioni e questi individui vengono percepiti come naturali, ma in realtà naturali non sono”

se vuoi sedurre comunica meno

In pratica sono le stesse tecniche di cui parli tu solo che ad alcuni vengono naturali e le applicano senza rendersene conto? 

“Esattamente e ti faccio un esempio concreto. Alcuni hanno una repulsione verso l’uso dei mezzi di comunicazione: telefono, messaggi, ecc. Non sopportano di stare sempre in contatto con l’altro attraverso la tecnologia. Spesso si tratta di persone che, magari inconsciamente, credono di avere una comunicazione poco funzionale.  Paradossalmente invece si rivela quella più funzionale nell’approccio con l’altro sesso”

In pratica chi meno comunica più viene desiderato?

“Proprio così. Essere poco presenti provoca nell’altro un desiderio di rincorsa.

Lo stesso vale per le persone molto impegnate, che hanno realmente poco tempo da concedere e che quindi, per assurdo, creano un’assenza. Non è una tecnica consapevole, è semplicemente un dato di fatto ma funziona.”

Quindi l’adottare consapevolmente la stessa metodologia aiuta a conquistare l’oggetto del desiderio, a farsi desiderare.

La difficoltà sta nel riuscire a farlo quando l’indole ti porterebbe ad essere sempre presente e disponibile. Spesso accade che per casualità si viva un periodo di maggiore attività lavorativa o distanza fisica, che per conseguenza determina un allontanamento. Anche in quel caso si ottiene il risultato di apparire più desiderabili quindi?

“Il concetto è quello. E quando non succede in maniera naturale bisognerebbe forzarsi di mettere in pratica le stesse azioni. Dico alle donne di non rispondere immediatamente ai messaggi, di esserci e poi allontanarsi per un po’.”

durante la seduzione renditi assente

Non si desidera ciò che c’è sempre o magari c’è troppo, corretto?

“Ci sono donne che si approcciano in maniera iper-presente ed ossessiva finché non percepiscono l’uomo all’interno di una relazione e, una volta ottenuto questo, scelgono di ridurre la disponibilità, senza sapere spesso nemmeno perché lo fanno. Passare dall’overdose all’astinenza provoca la stessa reazione che si prova quando ci si toglie un’abitudine. Ed è una abitudine che difficilmente si può sostituire al pari di altre.

I neurotrasmettitori che fanno leva sui sentimenti se si riducono di molto provocano una sensazione di scompenso, la mancanza di qualcosa di indispensabile. Il principio è molto simile alla dipendenza da Like nei social network: ci si abitua ad un’alta quantità di reazioni positive in chi ci segue e quando un post non ottiene lo stesso successo ci si ritrova ad arrovellarsi sul perché sia successo, dove si è sbagliato, cosa non ha funzionato. Nei rapporti questa è la sensazione che genera attaccamento.

Certo a livello relazionale bisogna calibrare bene l’assenza e la presenza perché se si ha a che fare con una persona sana ovviamente alla fine si rischia di spezzare la corda e allontanare irrimediabilmente l’altro” 

In pratica il segreto non è cadere in un ghosting assoluto ma imparare a gestire bene assenza e presenza in modo da mantenere alto il desiderio. Essere bravi e pratici nel mantenere un’equilibro tra quello che dai e ciò che togli. 

un futuro incerto per le relazioni esclusive

Dal tuo punto d’osservazione qual è lo stato di salute delle relazioni al giorno d’oggi nella nostra società iper-connessa?

(degli amori nati e vissuti attraverso la connessione virtuale ne abbiamo parlato qui)

L’idea che mi sono fatto è che diventeranno sempre più liquide. Sei mesi di rapporto vissuti oggi tra due individui, con tutti questi messaggi, equivalgono a due anni o anche due anni e mezzo negli anni ’90 o 2000. Se è più veloce la connessione sarà più veloce anche lo sviluppo di un rapporto e di conseguenza sarà probabilmente più alto il numero di relazioni nell’arco di una vita. Immagino più liquidità a livello sentimentale fino a perdersi la percezione del possesso e dell’avere qualcuno al proprio fianco, parlando di Occidente ovviamente. Credo che nel lunghissimo periodo ci si riassesterà, ma ci vorranno veramente tantissimi anni”.

Quindi le relazioni saranno sempre più brevi e ravvicinate fino ad accavallarsi, con il conseguente perdersi del concetto di coppia stabile e monogama?

“Già oggi vediamo il nascere di questo tipo di situazione. Più esperienze che nascono e si consumano velocemente, più volume di relazioni e quindi più difficoltà sul lungo termine ad indicizzare la persona da mettere al tuo fianco. Con così tanto volume di scelta e di contatti credo diventerà sempre più difficile la scelta di chi sarà quello o quella da scegliere in via definitiva” 

I libri di Federico Picchianti

se ti piace permettigli di dedicarti attenzioni

Con la donna che cambia e diventa sempre più diretta negli approcci, come reagisce il mondo degli uomini?

“Molti si comportano in modo poco testosteronico, possiamo dire, ma nulla di quello che dico deve essere frainteso col maschilismo. Molti dimenticano nell’approccio di mantenere un atteggiamento di guida. Vanno ad un appuntamento senza idea di cosa proporre e così la donna si ritrova con la palla in mano a dover gestire un “decidi tu io non so cosa voglio fare”.

Io spiego che un uomo deve quantomeno dimostrare le sue intenzioni, sta poi alla donna decidere se le va o no di seguirlo.  Ancora oggi un uomo, se parliamo di seduzione, per essere più piacente deve dimostrarsi deciso” 

E all’uomo piace ancora l’indecisione e il lasciarsi guidare della donna?

“Suggerisco alle donne di dimostrarsi sicure di sé, ma di lasciare anche all’uomo l’opportunità di essere guida. Il negare la possibilità di accompagnarti a casa perché “sei forte e fai da sola” è un negare una proposta di corteggiamento, di investimento sentimentale che lui ti sta facendo. Non serve una dimostrazione di autonomia in questo caso, perché quella ricevuta è solo una proposta di attenzione che in questo modo viene rifiutata. L’accettazione di queste proposte serve a far pensare all’uomo di essersi preso cura di te. I gesti e le carinerie sono come i complimenti: necessitano di risposte positive” 

Ma quindi, per concludere, le tecniche e i consigli che dai in tema di seduzione, se seguiti correttamente ovviamente, portano ad ottenere la relazione desiderata? 

“Non sempre e non in tutti casi perché ovviamente c’è una variabile che non è controllabile: l’altro

Si possono aumentare le possibilità facendo il massimo, ma se l’altro non è responsivo non ci si può fare nulla.”

Il consiglio da lasciare ai lettori? 

“Vivere la relazione nel presente azzerando le aspettative ma selezionando bene per il lungo termine” 

Linda Baldessarini

Linda Baldessarini, classe 1974. Organizzatrice di eventi "lustrini free" con un occhio particolare agli artisti emergenti. Ama vivere col registratore acceso e la penna in mano per cogliere e raccontare storie e persone che solleticano la sua curiosità.

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