BZ News 24
Economia

In Italia boom di dimissioni nel 2022: i giovani e le donne lasciano più spesso

Con il 22% di dimissioni volontarie in più, i primi nove mesi del 2022 marcano una decisa differenza con lo stesso periodo dell’anno precedente. Quelle in rosa rappresentano un picco in confronto agli abbandoni maschili

I dati diffusi dal ministero del lavoro e delle politiche sociali non lasciano dubbi: da gennaio a settembre 2022 sono state il 22% in più le persone che hanno firmato le proprie dimissioni, in rapporto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il tasso tra le donne è ancora più alto: nel terzo trimestre dell’anno le dimissioni femminili sono state il 10% in più rispetto all’anno precedente, contro il 4% di aumento tra i colleghi maschi.

In Alto Adige, dalla lettura del sindacato SGBCISL, la percezione è che i dati corrispondano a quelli nazionali, a fronte di un tasso di disoccupazione locale rimasto sostanzialmente invariato. In questo comportamento, dice SGBCISL non è da sottovalutare l’impatto ed il lascito a livello psicologico della pandemia, che ha condotto molti lavoratori a riflessioni profonde e successivi cambi di vita. Il fenomeno, seppure abbastanza orizzontale, ha colpito di più alcuni settori rivelatisi molto esposti nel periodo Covid: su tutti la gastronomia.

LE RAGIONI DELLE DIMISSIONI

Secondo Donatella Califano, Segretario Generale SGBCISL nell’interpretare la questione dobbiamo differenziare tra giovani, meno giovani e carriere ad un alto tasso di specializzazione contro le mansioni più generiche: “Se in generale i lavoratori sono meno disposti a sacrificare la propria vita privata con turni massacranti e che spesso occupano il weekend, a fronte di paghe misere, i più giovani abbandonano perché cercano una maggiore soddisfazione personale nel lavoro – non solo economica –, nutrono aspirazioni diverse ed hanno una diversa visione del mondo.”

Dove poi il tasso di specializzazione è alto, il sostanziale abbattimento delle frontiere portato dalla globalizzazione spinge sempre più giovani a inseguire le opportunità ovunque esse si presentino, estero compreso. Sono disposti a spostarsi, seguendo le rotte della migrazione di alto livello, che in più di qualche caso, come un’onda, li riporta poi a casa anni dopo, da professionisti realizzati ed appagati.

LE DIMISSIONI FEMMINILI

E le donne? “Le dimissioni femminili sono complesse da interpretare. A livello locale vediamo spesso madri che escono temporaneamente dal mercato del lavoro, di solito in occasione di una gravidanza. L’aiuto economico erogato per 20 mesi è una rete di sicurezza per chi fa questa scelta: di solito persone con profili professionali non particolarmente alti o carriere avviate.” E se quando i bimbi crescono, le mamme tornano al lavoro, è facile che lo lascino di nuovo quando arriva il momento di assistere i genitori anziani.

Oltre alla classica questione della cura familiare, ciò che in questo periodo ha fatto crescere il dato delle dimissioni femminili probabilmente è di nuovo un risultato della pandemia: moltissime donne impiegate nell’assistenza sanitaria sono uscite molto provate dal periodo Covid e hanno condotto anch’esse riflessioni sullo stress da lavoro, i turni e i compensi che non bilanciano la fatica.”

Are you sure want to unlock this post?
Unlock left : 0
Are you sure want to cancel subscription?