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“Bruciati 25 miliardi in Borsa”… peccato non sia proprio così

*le aziende citate sono fittizie 

Primo errore: la Borsa non perde. È un mercato dove si scambiano titoli, non una cassaforte che si svuota. A variare sono gli indici, che rappresentano solo una media dei principali titoli. Mentre alcuni scendono, altri possono salire. Dire che “la Borsa ha perso” è come dire che “l’Italia è triste” perché piove a Torino.

Secondo errore: non si brucia nulla. I famosi “25 miliardi” non sono soldi veri spariti, ma la valutazione teorica di certe azioni in un dato momento. Se oggi Italenergia chiude a 9,40 euro invece dei 10 euro di ieri, la sua capitalizzazione scende. Ma quei 60 centesimi per azione non sono andati in fumo: sono solo il risultato di uno scambio tra chi ha venduto e chi ha comprato. E se domani il titolo risale, quei miliardi “tornano”. Ma nessuno scriverà: “ricreati 25 miliardi in Borsa”.

Nel frattempo, altri titoli — come TechNova o GreenMobility — magari hanno chiuso in positivo. Ma se l’indice complessivo scende, il titolo del giorno sarà lo stesso: “crollo”.

Chi perde veramente?

Eppure, qualcuno può davvero perdere. Chi? I piccoli azionisti.

Non perché la Borsa li punisca, ma perché:

– vendono nel panico appena leggono titoli catastrofici;

– entrano nel momento sbagliato, spesso quando i prezzi sono già saliti troppo;

– non diversificano, concentrando tutto su pochi titoli o settori.

E così capita che, mentre gli indici si muovono come onde, loro affondino perché non hanno una rotta. Ma non è il mercato il nemico. È la mancanza di strategia.

La prossima volta che leggi “bruciati miliardi in Borsa”, chiediti:

chi ha venduto? chi ha comprato? e soprattutto… a chi conviene questa storia?

✍️ Marco Pugliese

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