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Picchia la moglie e i figli per 17 anni: arrestato

Diciassette lunghissimi anni di botte e vessazioni alla moglie e ai figli. Un meranese di 40 anni è stato arrestato ieri pomeriggio dagli agenti della squadra di polizia giudiziaria del commissariato di pubblica sicurezza della città in riva al Passirio. L’ordinanza è stata emessa dall’autorità giudiziaria a fronte di un quadro drammatico. Il quarantenne deve scontare una pena di due anni e quattro mesi di reclusione per maltrattamenti ed abuso dei mezzi di correzione e lo farà in carcere. Ha anche un precedente per porto abusivo di armi a ulteriore conferma della pericolosità del soggetto.

L’incubo della sua famiglia, secondo le indagini, è iniziato nel 2007 ed è arrivato sino ai giorni nostri. Nel mese di dicembre, infatti, la squadra volante della polizia era dovuta intervenire presso l’abitazione dell’uomo per una violenta lite tra lui e la moglie. In quell’occasione la donna era stata picchiata duramente dal marito e poi sbattuta fuor casa con due coperte costringendola a passare la notte all’addiaccio. Il figlio maggiorenne ne aveva denunciato la scomparsa attivando il piano di ricerche provinciale e arrivando a ritrovare la signora solo dopo alcuni giorni. Un episodio gravissimo che ha dato il via a una serie di indagini approfondite scoprendo che già in passato gli interventi delle forze dell’ordine erano stati frequenti per sedare maltrattamenti e percosse a danno della moglie e dei tre figli. A scatenare la rabbia era spesso l’abuso di alcol. L’attività degli investigatori, secondo la questura, ha fornito elementi attuali e concreti sulle condotte vessatorie dell’uomo che aveva in corso anche un affidamento in prova ai servizi sociali. Peraltro aveva da tempo interrotto i contatti con la consulenza per gli uomini maltrattati di Caritas dove aveva intrapreso un percorso antiviolenza evidentemente fallito.

Il Tribunale di Bolzano ha ritenuto gli elementi probatori incompatibili con qualsivoglia misura alternativa giudicando l’uomo totalmente incapace di gestire la propria esistenza rispettando le prescrizioni imposte. E’ stato quindi emesso un provvedimento di carcerazione con decorrenza immediata. Immediato il trasferimento del quarantenne nella casa circondariale del capoluogo dove sconterà la sua pena. “Sempre più spesso siamo chiamati a fronteggiare situazioni simili – commenta il questore Paolo Sartori – che rappresentano anche preoccupanti esternazioni di problematiche di interesse culturale con vittime spesso non in grado di difendersi. Siamo in prima linea consci della necessità di un lavoro continuo di rete”.

Alan Conti

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