L’eterna pergola, “tempi lunghi ma è sperimentale”
In piazza Matteotti a Bolzano i cittadini la vedono ancora come un progetto incompiuto, con quelle strutture metalliche imponenti che sembrano attendere da anni il verde promesso. La pergola, però, non è un’opera lasciata a metà: è un intervento di riqualificazione urbana che ha bisogno di tempo e pazienza per crescere. A spiegarlo è il direttore dell’Ufficio Tutela Ambiente, Renato Spazzini, che risponde alle critiche con una visione più ampia del progetto.
“La pergola di piazza Matteotti – racconta – è frutto di un concorso di progettazione ad invito, vinto dallo studio Calderan e Zanovello. In origine si era pensato a una copertura verde completa su tutta la piazza, ma i cittadini hanno chiesto più verde e più ombra: così si è arrivati alla scelta della grande pergola, lunga circa 70 metri e alta 5”.
Un intervento che la Giardineria comunale considera in parte un esperimento, visto che pergole di tali dimensioni non hanno precedenti a Bolzano. “La sfida – spiega Spazzini – è osservare come i rampicanti si sviluppano in condizioni particolarmente impegnative. Non è un processo rapido: la maturazione delle specie piantate richiede tempi lunghi, e quindi una copertura consistente potrà vedersi solo con il passare degli anni”.
Le piante scelte sono adatte al clima locale e diversificate per garantire un effetto visivo vario: dal sempreverde Rhynchospermum jasminoides, al Parthenocissus quinquefolia a foglia caduca, fino al Jasminum nudiflorum che ricade sulle torri. Una manutenzione complessa, che necessita di ditte esterne e l’uso di cestelli.
Sulla piazza non è stato possibile inserire alberi o arbusti a causa della presenza del garage sotterraneo: il substrato non avrebbe retto. Inoltre, trattandosi di un luogo destinato al mercato rionale, non era possibile introdurre elementi fissi che avrebbero ostacolato gli spazi. Per lo stesso motivo, le vasche per il verde sono state aggiunte solo in un secondo momento, per arricchire senza intralciare. A completare il quadro, a nord è stato realizzato anche un giardino pensile con fontana, che però i cittadini frequentano poco, preferendo sostare direttamente nella piazza per seguire il viavai. Oltretutto è molto spesso degradato e dimenticato.
“Si tratta di un intervento di qualità, che già oggi offre ombra e che nel tempo garantirà una copertura più ricca”, conclude Spazzini. Eventuali modifiche future dovranno comunque passare dall’Assessorato comunale ai Lavori Pubblici, che ha la competenza sulle opere strutturali. La pergola, insomma, non è un progetto fermo: è un esperimento verde che cresce lentamente. Speriamo non in eterno.
✍️ Alan Conti

