Bolzano sotto le stelle – o forse no? A caccia di inquinamento luminoso
Il 16 febbraio il planetario di San Valentino in Campo offre una visita guidata gratuita nel centro di Bolzano: scopriamo le fonti di inquinamento luminoso ed impariamo a limitarlo
Sulla scia di “M’illumino di meno”, la Giornata Nazionale del Risparmio Energetico sostenuta da Rai Radio 2, Venerdì 16 febbraio alle 18.00 l’appuntamento è in piazza Walther insieme a Sabrina Bernhard del planetario di San Valentino in Campo che mostrerà a tutti il cielo sopra Bolzano e guiderà un breve giro nel centro cittadino.
L’iniziativa è frutto di una partnership tra il planetario, PLANit, l’unione astrofili italiani e cielobuio.org. Nella giornata dedicata, lo scopo del tour è quello di riflettere sull’inquinamento luminoso che ha spento le stelle.
L’INQUINAMENTO LUMINOSO DANNEGGIA PERSONE ED ANIMALI
“Si può descrivere come il fatto di avere luce artificiale nel momento e nel luogo sbagliato. Pensiamo, ad esempio, a parcheggi vuoti e chiusi, illuminati a giorno. Oppure ai lampioni stradali il cui cono di luce insiste anche sulle facciate delle case e magari si insinua al loro interno. E’ una luce che inquina la notte.” Il professor David Gruber, direttore del Museo di Scienze Naturali di Bolzano e del planetario di San Valentino in Campo descrive così il fenomeno dell’inquinamento luminoso, notato inizialmente dagli astronomi che riuscivano a distinguere meno stelle nella volta celeste e oggi avvertito da tutti noi – o perlomeno dal nostro organismo, che lo subisce accusando una diminuzione nella produzione di melatonina e notevoli disturbi del sonno – e dalla fauna selvatica.

E sì, perché essere sottoposti alla sollecitazione della luce quando ad imperare dovrebbe essere il buio, crea non poche difficoltà e altera i ritmi circadiani degli animali modificando il loro comportamento: “Basta pensare agli insetti che vediamo girare e girare intorno ai lampioni: userebbero la luce della luna per orientarsi e volare ma in presenza di una fonte luminosa così forte si confondono e pensano di muoversi in linea retta mentre invece sono intrappolati in un circolo che si spezza quando muoiono.”
IL CONTENIMENTO DELL’INQUINAMENTO LUMINOSO IN ALTO ADIGE
Per Gruber quello dell’inquinamento luminoso sarebbe il problema legato alla sostenibilità più semplice da risolvere: “Non aiuta il fatto che a livello storico e religioso la luce sia sempre stata associata al bene, mentre le tenebre al male e alla criminalità. Ogni anno registriamo un incremento di questo fenomeno dell’8%. Dobbiamo educarci a sospendere o limitare l’utilizzo della luce artificiale quando non è davvero necessaria.”
Per salvaguardare il nostro territorio, nel luglio del 2022 la Giunta provinciale ha approvato i criteri per il contenimento dell’inquinamento luminoso e per il risparmio energetico, validi per enti pubblici, persone private e imprese.
IL PROGETTO DI RICERCA “L’ALTO ADIGE SI ILLUMINA”
Allo scopo di verificare l’andamento dell’inquinamento luminoso, il museo di scienze naturali ha attivato nel 2023 presso le città di Brunico e di Merano un progetto di ricerca denominato “l’Alto Adige si illumina“: attraverso l’installazione di speciali dispositivi si stanno misurando i livelli di illuminazione notturna. I dati comparati ci diranno se in queste città l’inquinamento luminoso è in virtuosa discesa oppure no. A partire dall’autunno inizierà una seconda fase del progetto che prevede il coinvolgimento della popolazione su questo tema attraverso conferenze ed eventi.

L’escursione nel centro di Bolzano del 16 febbraio, a cui ci si può unire così come abbandonare in qualsiasi momento, è gratuita e non occorre prenotarsi. La guida verrà svolta in lingua tedesca, con la possibilità di rivolgere domande anche in lingua italiana. L’attività è consigliata dagli 11 anni di età.

