BZ News 24
BolzanoCronacahome

Ancora lame stampate in 3D nelle scuole bolzanine

Nuovo intervento delle forze dell’ordine in ambito scolastico a Bolzano per il rinvenimento di oggetti atti ad offendere realizzati con stampante 3D. Nello specifico lame. Una pratica che sta diventando abituale in modo preoccupante.  Nei giorni scorsi i carabinieri della compagnia di Bolzano sono intervenuti in un istituto scolastico secondario di primo grado del capoluogo (una scuola media) dopo una segnalazione del personale docente. Durante l’orario delle lezioni, due studenti minorenni sono stati trovati in possesso di manufatti riconducibili a lame.

Docenti e dirigenza hanno immediatamente individuato e messo in sicurezza gli oggetti, consegnandoli ai militari intervenuti. Dagli accertamenti è emerso che si trattava di due lame in materiale polimerico rigido, verosimilmente realizzate con stampante 3D, della lunghezza di circa 10 centimetri (18 centimetri complessivi), oltre a un accessorio per l’alloggiamento con aggancio magnetico. Il materiale è stato sequestrato ai sensi dell’articolo 354 del codice di procedura penale e posto a disposizione dell’autorità giudiziaria minorile  .

Secondo le prime verifiche, uno dei due minori avrebbe curato la progettazione delle lame, mentre il secondo ne avrebbe realizzato materialmente la stampa utilizzando una stampante 3D di cui aveva la disponibilità. I due studenti, non imputabili per ragioni di età, sono stati segnalati alla procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni per le ipotesi di fabbricazione e detenzione di oggetti atti ad offendere. Sono stati affidati ai rispettivi esercenti la responsabilità genitoriale, informati e intervenuti sul posto. Su disposizione dell’autorità giudiziaria è stata sequestrata anche la stampante 3D utilizzata per la realizzazione dei manufatti.

L’episodio si inserisce in un contesto investigativo già avviato nelle scorse settimane: in un altro istituto del territorio era stato rinvenuto un coltello a scatto in materiale plastico e, successivamente, presso un’abitazione era stata sequestrata una stampante 3D insieme ad altri oggetti analoghi realizzati in polimeri. In quel procedimento un minore era stato deferito all’autorità giudiziaria per i minorenni per reati connessi alla fabbricazione e detenzione di oggetti atti ad offendere.

Le verifiche proseguono sotto il coordinamento della procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni per ricostruire provenienza, modalità di progettazione e processi di realizzazione dei manufatti . 

✍️ Alan Conti 

Are you sure want to unlock this post?
Unlock left : 0
Are you sure want to cancel subscription?