Il bambino non dorme? Adesso c’è l’esperto della nanna
I disturbi del sonno sono molto frequenti nei più piccoli. La soluzione per tornare a fare sonni sereni, per fortuna, c’è
Un bambino su 4 nella fascia tra 0 e 6 anni di età, soffre di disturbi del sonno. Tutto normale, si dirà. Ma tra i vari “passerà” ed “è solo una fase”, la Fondazione Italiana Medici Pediatri in uno studio del 2016 rileva che l’alterazione della quantità e qualità del sonno potrebbe causare “problemi dell’attenzione, del comportamento, del controllo dell’emotività e dell’apprendimento”.
GENITORI E BAMBINI SFINITI, TRA PIANTI E RISVEGLI
Le difficoltà del sonno più comuni comprendono gli addormentamenti lunghissimi e segnati da crisi di pianto, i classici risvegli notturni – incubo per i genitori, sempre più stanchi – e i sonnellini diurni, con tutte le loro incognite di riuscita e durata.
E se garantire le giuste ore di sonno, secondo un ritmo appropriato per l’età ed i bisogni specifici, in un ambiente confacente, è importantissimo per i bambini, godere di un giusto riposo non ha certo meno rilevanza per i genitori, che devono poter affrontare serenamente le proprie giornate ed essere un supporto affidabile ed equilibrato per i propri figli.
PER FORTUNA ESISTE LA CONSULENTE DEL SONNO
Se i vostri bambini sono nel 25% che fatica a dormire, la buona notizia è che esistono, anche in Italia, delle figure consulenziali che possono indicare il percorso più opportuno per lasciarsi alle spalle le notti insonni. L’importante, come ci spiega Chiara Donvito, educatrice perinatale e consulente del sonno certificata di Piccolo Ghiro, è agire entro il sesto anno di età, per evitare di sviluppare problemi di vera e propria insonnia in età adulta.

Da genitori molto confusi, soffocati da un turbinio di informazioni parziali e stimoli opposti – dal metodo Estivill al co-sleeping – ci chiediamo: esiste un modo giusto per far dormire i nostri bambini?
“La risposta breve è: no, non c’è un unico modo giusto e valido per tutti. Esiste però la soluzione più appropriata per la famiglia ed il bambino. Individuarla insieme tra quelli esistenti, in base alle necessità ed alle caratteristiche del bimbo, è il compito del consulente. E’ importante tenere presente che non esiste una formula magica o una sola strada, per favorire una buona qualità del sonno. Ciò che conta è sentirsi a proprio agio con la soluzione scelta, per potersi dedicare, con pazienza, alla sua applicazione.”
La proposta Schlein su congedo paritario e non trasferibile: una tutela per la madri lavoratrici | @AliceFacchini3 https://t.co/TKqtG4aB02 via @valigiablu
— Valigia Blu (@valigiablu) March 17, 2023
I GENITORI INFORMATI SANNO COSA ASPETTARSI
Sebbene i papà siano sempre più coinvolti nella cura dei figli e quindi anche sul tema del sonno, sono in prevalenza le mamme a mettersi alla ricerca di un aiuto per superare i periodi più difficili. Ma qual è il giusto approccio che la coppia dovrebbe avere, mettendosi in contatto con un consulente?
“La prima cosa, è fare chiarezza su quale sia il desiderio dei genitori e il loro obiettivo finale, per quanto possa sembrare difficile da raggiungere. Il consiglio poi è di informarsi in autonomia sulle possibili strade da percorrere, e consultare gli studi scientifici a supporto delle diverse teorie. Solo un genitore informato può fare una scelta davvero consapevole. Piccolo Ghiro, ad esempio, propone questo ebook che raccoglie tutte le teorie e gli studi sul sonno infantile; La bussola del sonno – (piccologhiro.it). Con questa base, si può entrare in contatto con il consulente, che personalizzerà l’intervento.”
Chiara, si avvicina il cambio dell’ora. Un consiglio per non scombussolare il sonno dei nostri bimbi?
“Dobbiamo giocare d’anticipo adattandoci prima che il cambio dell’ora arrivi. Lo facciamo anticipando i sonnellini e la messa a nanna a partire da giovedì 23, di 20 minuti al giorno. Così facendo in 3 giorni avremo recuperato l’ora di scarto e il 26 marzo i nostri bimbi andranno a letto alla solita ora.”

