BZ News 24
BolzanoCronacahome

Rifiuti illeciti, terremoto per l’Appa

Un’inchiesta internazionale su un presunto traffico illecito di rifiuti che tocca direttamente anche l’Alto Adige, con arresti, sequestri e accuse pesanti che coinvolgono imprese e, secondo l’impianto investigativo, anche figure pubbliche chiamate a controllare. Dalle prime ore di oggi i carabinieri del comando per la tutela ambientale e la sicurezza energetica, con il supporto dei comandi provinciali di Bolzano, Trento e Treviso, del terzo nucleo elicotteri di Bolzano e del Raggruppamento operativo speciale, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Trento nell’ambito dell’inchiesta denominata “Carbone delle Alpi”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo della Procura di Trento.

L’operazione si sviluppa su scala internazionale tra Italia, Austria, Germania e Croazia, con il coinvolgimento investigativo anche di Europol, Eurojust e dell’Olaf, l’ufficio europeo antifrode. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, un gruppo criminale avrebbe creato una filiera capace di trasformare ceneri da piro-gassificazione – considerate rifiuti ad alto contenuto di IPA (idrocarburi policiclici aromatici) e diossine – in prodotti commercializzati come materiali “green”,tra cui bricchette per barbecue, ammendanti per terreni agricoli e additivi per calcestruzzo, oltre a generare quote di CO2 negoziabili sul mercato.

L’indagine, avviata nel 2022 dal nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Trento, ha portato complessivamente a 19 persone indagate e a misure cautelari in carcere per 12 soggetti. Sequestrato preventivamente anche un impianto di cogenerazione con sede in Alto Adige, affidato ad amministrazione controllata. 

Uno degli elementi più delicati dell’inchiesta riguarda il presunto coinvolgimento di dirigenti e funzionari dell’Agenzia provinciale per l’ambiente Appa di Bolzano. Secondo la Procura, invece di esercitare funzioni di controllo, avrebbero fornito copertura e facilitazione alle aziende finite sotto indagine, attraverso interpretazioni favorevoli, ritardi nelle sanzioni e indicazioni amministrative utili ad aggirare i divieti. Le accuse, naturalmente, dovranno essere vagliate nel prosieguo del procedimento. Nel corso di quattro anni di indagine sono stati eseguiti sopralluoghi e sequestri in Alto Adige, Veneto, Lombardia e anche all’estero, oltre a controlli su carichi diretti in Croazia, Serbia, Germania e Austria. Le analisi sui materiali sequestrati avrebbero evidenziato concentrazioni di inquinanti superiori ai limiti di legge.

Secondo gli inquirenti, il sistema avrebbe garantito profitti per centinaia di migliaia di euro evitando i costi del corretto smaltimento e alterando la concorrenza a danno delle aziende che operano regolarmente. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e, come previsto, vale per tutti gli indagati la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Are you sure want to unlock this post?
Unlock left : 0
Are you sure want to cancel subscription?