Pisciadù, alpinista di 41 anni muore cadendo dalla Ferrata
Un volo di cento metri ha spezzato la vita di Patrick Augschöll, quarantunenne di Silandro. L’altro giorno il venostano è caduto mentre stava affrontando la ferrata del Pisciadù in Alta Badia in solitaria. L’alpinista ha perso l’equilibrio e si è schiantato sul sentiero che si snoda verso valle (utilizzato per le discese). Probabilmente, nel volo, ha colpito le rocce della parete: un impatto troppo violento per sopravvivere. Ad accorgersi del corpo sono state due escursioniste che lo hanno visto allertando i soccorsi alle ore 17 di lunedì pomeriggio. Il medico d’urgenza arrivato con l’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites non ha potuto fare altro che constatarne il decesso. Nulla da fare nemmeno per i soccorritori a terra dell’Aiut Alpinisc Alta Badia. Presenti, inoltre, gli uomini della guardia di finanza. Non è stato facile, per loro, arrivare sul luogo dell’incidente a circa 2.400 metri di altezza a causa di una fitta nebbia che ha allungato di molto le operazioni. Gli elicotteri hanno avuto una finestra temporale molto limitata per recuperare il corpo con un verricello. Sulla dinamica della caduta, invece, stanno indagando i carabinieri della locale stazione. La salma di Augschöll, comunque, è stata ricomposta e portata nella camera mortuaria del cimitero di Corvara. Ancora non è stata ufficializzata la data del funerale.
La Ferrata Tridentina del Pisciadù che stava percorrendo Augschöll è una delle più amate del territorio altoatesino e si trova nel Gruppo Sella poco sotto il Passo Gardena sul versante, però, della Val Badia. Il dislivello è di circa 700 metri e richiede una buona esperienza (oltre che la totale assenza di vertigini vista l’ultima parte piuttosto esposta). L’altoatesino si trovava non distante dal tratto finale (l’ultimo terzo) che porta quasi in cima alla Torre Extner (2.496 metri). E’ il segmento più panoramico prima del comodo sentiero (dopo un ponte sospeso) che porta al rifugio Cavazza al Pisciadù. Un percorso di circa tre ore e mezza per l’ascesa che in questi mesi estivi è particolarmente affollato (non a caso il corpo è stato individuato dopo poco tempo dall’incidente).
Paura ieri anche per una turista tedesca che è scivolata per duecento su un pendio della Cima delle Anime in Val Passiria. La donna ha riportato solo un trauma cerebrale e cervicale ma senza, fortunatamente, ferite gravi. Anche per raggiungere lei è stato necessario fare i conti con una fitta nebbia che ha complicato il lavoro dell’elicottero e del soccorso alpino.
Alan Conti

