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Le dimensioni contano?

Laives, ma anche Bolzano, sono luoghi dove anche una panchina è caso politico. 

Figuriamoci mezza panchina.

Succede questo: chi frequenta a piedi via Pietralba per raggiungere la zona chiamata “Filanda” sa che la salita è abbastanza lunga. Diciamo impegnativa per molti e faticosa per altri. Soprattutto anziani e persone con carrozzine. O passeggini. O borse della spesa. 

L’autobus, poi, non ha certo la frequenza della metro rossa di Milano quindi spesso i piedi sono il mezzo migliore. Molte persone abitano lassù e si sciroppano la salita da anni con affanni. 

Per fare un parallelismo con Bolzano è un po’ quello che accade al CEP (un giorno magari i candidati se ne occuperanno). 

Bene, la conformazione della strada vede un solo lato con il marciapiede che, giocoforza, deve mantenere una certa larghezza per consentire il passaggio delle carrozzine. Impossibile installarci una panchina normale: troppo ingombrante.

Tra chi sale quotidianamente via Pietralba c’è un’anziana: Lilli. È lei che chiede all’assessora Debora Pasquazzo di provare a fare qualcosa. Quel “qualcosa” si trasforma in una seduta per tirare il fiato. Mica per farci il pic-nic di Pasquetta. Il classico” piuttosto che niente è meglio piuttosto”. Infatti Lilli è contenta. Il palo della fermata del bus meno perché è storto ma dai Comuni, insomma, bisogna accontentarsi passo per passo. 

Tutto bene? Macché, figuriamoci se la politica non ne fa una questione di principio polemico.

L’assessore provinciale Christian Bianchi la vede e contesta i 14 centimetri dell’asse. Le dimensioni, si sa, contano. “Io da sindaco non avrei mai avuto il coraggio di fare una cosa così. O le cose si fanno bene oppure non si fanno”. Un po’ come il Sottopasso di San Giacomo che “per farlo bene o piuttosto non farlo” l’hanno fatto senza ascensore. Con buona pace delle carrozzine. Oppure il tavolo della SS12 con il ministro Matteo Salvini che piuttosto che farlo da separati in casa ancora non l’hanno fatto.

Qualcuno, peraltro, potrebbe divertirsi a girare la frase: “Rappresentare un’asse di 14 centimetri (lo 0,6% degli elettori alle Provinciali di Forza Italia) con i voti di una panchina (il 3% della Lega) è un lavoro a regola d’arte?”.

Dipende sempre dai punti di vista. 

Al di là di questo (che è un pretesto di polemica politica tra politici) il tema è molto interessante perché ci si interroga su un quesito stimolante: una soluzione non perfetta può essere una buona soluzione in assenza di altre soluzioni?

Fatto è meglio di perfetto?

Ciascuno su questo può avere la sua opinione. Sono curioso delle vostre perchè non è che il giochino “se io fossi sindaco” lo possono fare solo gli ex sindaci. 

Per fortuna.

È, alla fine, una riflessione molto pratica e utile per capire il pensiero dei cittadini. 

Mestiere che, ormai, sono disposti a fare in pochi. 

✍️ Alan Conti 

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