Amort: “Ad Alperia per una transizione green sempre più veloce”

L’ufficio del direttore generale di Alperia è la nuova casa professionale di Luis Amort da pochi giorni. Dopo l’ufficializzazione dell’incarico è iniziata venerdì scorso la sua parte operativa alla guida di un player fondamentale dell’economia e del territorio altoatesino. Molto, se non tutto, nel mondo contemporaneo passa dall’energia e la cronaca attuale lo sta ribadendo con drammatica forza. Ecco perché il ruolo di Amort è particolarmente centrale per il futuro altoatesino. Lo abbiamo raggiunto a poche ore dall’insediamento.

“Ho iniziato da tre giorni e sono già molto impegnato. Con gioia ed entusiasmo perché Alperia è un’azienda sana, importante e con grande voglia di guardare al futuro”

Entriamo subito nel concreto: quanto mercato altoatesino avete ancora da conquistare in termini di utenze?

“Tanto. C’è spazio per accrescere ancora la nostra presenza sul territorio. In provincia di Bolzano abbiamo un bacino totale di circa 350.000 utenze private cui vanno aggiunte tutte quelle aziendali. È un panorama molto vasto e che deve interessare in modo prioritario un’azienda come la nostra che ha come soci la Provincia, i due maggiori Comuni (Bolzano e Merano) e numerosi Comuni che fanno parte di Selfin”

Proprio per questo in tanti si aspetterebbero di più sul piano dei contenimenti dei costi in bolletta.

“Per quanto ci è possibile interveniamo. Il prezzo dell’energia, però, non dipende da logiche che Alperia può modificare. Pensiamo ovviamente alle difficoltà di approvvigionamento determinate dal conflitto in Ucraina ma anche alla crisi post Covid e a tutti gli equilibri mondiali messi in difficoltà. Noi possiamo fare quello che il pubblico ha già salutato con favore”

Cioè?

“Piani tariffari con tutte le agevolazioni possibili. Il primo, Alperia Smile, un’offerta con prezzo fisso dell’energia elettrica, ha raccolto le adesioni di 40.000 utenti: sono davvero tanti. Il secondo, Alperia Eco, ha fatto il suo ingresso sul mercato da tre settimane e sta restituendo numeri altrettanto incoraggianti. C’è bisogno di stare vicini ai cittadini ma non sono così pronti a migrare da una tariffa all’altra”

In che senso?

“Le faccio un esempio. Contiamo ancora 60.000 utenze che non sono mai passate dalla tariffa di maggior tutela a quella del mercato libero. Con il passaggio ad Alperia Eco, per esempio, mediamente si risparmia più del 20% e comunque tante persone non ne approfittano”

Parliamo di politica?

“Nel limite del mio ruolo e delle mie competenze”

Le nuove elezioni Provinciali sono lontane ma comunque all’orizzonte. Quali sono le politiche che serviranno ad Alperia per crescere?

“Intanto la Provincia è tra i proprietari di Alperia e questo non è un dettaglio di poco conto. Grazie a questo fatto e per come vedo io la politica dobbiamo essere capaci di creare una sinergia di management per il bene dei nostri cittadini e della nostra terra. Fino a qui è un piano basilare di chiunque amministri la cosa pubblica ma per noi si tratta di puntare con grande decisione verso la transizione green. L’amministrazione deve creare quelle cornici entro cui noi possiamo muoverci per accelerare il processo e sganciarci sempre più dalla dipendenza dalle materie prime fossili. L’acqua, il sole e, in misura minore, il vento sono la svolta che inseguiamo con decisione. Sono curioso, per esempio, di seguire e supportare il piano di implementazione del fotovoltaico che la Provincia ha già annunciato di voler introdurre”

Cosa ne pensa del nucleare?

“Direi che abbracciando convintamente la rivoluzione green il nucleare non possa rientrare in questo piano nel modo più assoluto. Al di là dell’impossibilità normativa. Se poi vuole un parere personale ho un’idea precisa”

Prego.

“I rischi a livello di impatto naturale sono enormi e non sottovalutabili. Sappiamo tutti cosa è successo a Chernobyl o quale sia la situazione a Fukushima. La domanda che si porrebbe al massimo livello è se l’accesso all’energia più facile ed economico valga il mettere a rischio la salute pubblica di molti popoli e tante generazioni. Non è una domanda banale o facile però la gente va protetta. Preferisco lavorare sulle materie prime naturali. Ci sarebbe poi una questione molto umana non indifferente…”

La paura?

“Anche ma mi riferivo al fatto che tutti vogliono lo smaltimento di rifiuti ma nessuno vuole una discarica davanti a casa propria. Figuriamoci un impianto nucleare o, peggio ancora, un sito di stoccaggio delle scorie per le quali, da quel che mi risulta, ancora non si è trovata una soluzione definitiva. Se lavoro tutti i giorni per valorizzare la natura non posso essere favorevole all’imbottire il terreno con gli scarti di una produzione nucleare”

Fino a qualche settimana fa lei era direttore generale di Edyna. Come sta l’infrastruttura elettrica altoatesina? La rete che porta a tutti noi l’energia?

“Nel 2010 quando prelevammo la rete la situazione non era così rosea. Non solo nelle zone rurali ma anche nei grandi centri come Bolzano e Merano c’erano delle difficoltà. Oggi Edyna gestisce circa 9.000 chilometri di rete e sono stati fatti enormi passi avanti concentrandosi sulle aree impervie ma anche sui grandi centri urbani. Il numero più consistente di interventi avviene proprio nel capoluogo. Fondamentale, invece, l’ottimo ed efficace rapporto costruito con Terna che in Italia si occupa delle linee ad alta tensione. Il loro è un ruolo centrale e investiranno 500 milioni di euro nei prossimi 7 anni in Alto Adige. Nel giro di tre o quattro anni posso dire con sicurezza che la nostra provincia sarà dotata di una delle reti migliori al mondo in termini di efficacia e sicurezza”.

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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