Fontana di Re Laurino, Achammer apre allo spostamento
L’assessore provinciale indica come possibili alternative la passeggiata del Lungotalvera, dove il monumento fu collocato nel 1907, e il parco Alcide Berloffa. La presenza di troppi elementi diversi in piazza Magnago finirebbe per penalizzarli tutti
BOLZANO. Spostare la Fontana di Re Laurino da piazza Magnago non significherebbe ridurne il valore storico e simbolico. Al contrario, una nuova collocazione potrebbe restituirle centralità, una corretta contestualizzazione e persino la sua funzione originaria di fontana. È l’apertura dell’assessore provinciale Philipp Achammer, contenuta nella risposta a un’interrogazione dei consiglieri Bernhard Zimmerhofer, Hannes Rabensteiner, Sven Knoll e Myriam Atz Tammerle.
L’ipotesi è legata al progetto di un nuovo monumento dedicato a Silvius Magnago, al quale la piazza è intitolata. Achammer respinge però l’accusa che l’opera sia soltanto un pretesto per allontanare la Fontana di Laurino: il problema, secondo l’assessore, è piuttosto la crescente sovrapposizione di elementi diversi nello stesso spazio.
Alla fontana, spostata dalla sua posizione centrale dopo la riqualificazione del 2018, si sono infatti aggiunti i tre monoliti in pietra dedicati ai gruppi linguistici e le grandi stele rosse con la scritta “Autonomia”. Con l’arrivo del monumento a Magnago, la piazza rischierebbe di diventare ulteriormente affollata. Una concentrazione che, secondo Achammer, finisce per danneggiare la leggibilità e il valore di ogni singola opera.
Le possibili alternative indicate sono due: la passeggiata del Lungotalvera, dove la fontana venne originariamente collocata nel 1907 con lo sguardo rivolto verso il Catinaccio, oppure il parco Alcide Berloffa. In entrambi i casi lo spostamento, sostiene l’assessore, «non rappresenterebbe una svalutazione, bensì una valorizzazione». Nella nuova sede il monumento dovrebbe inoltre tornare a funzionare realmente come fontana, cosa che oggi non avviene.
Commissionata dal Talferleege Culturverein e realizzata dagli scultori Andreas Kompatscher e Arthur Winder, l’opera raffigura lo scontro tra il re dei nani Laurino e Dietrich von Bern. Nacque come elemento artistico della passeggiata e come strumento di promozione turistica di Bolzano quale “città di Laurino”, senza originarie finalità politiche.
Il suo significato cambiò nel 1933, quando la fontana fu gravemente danneggiata e rimossa dalle autorità fasciste perché considerata un residuo dell’epoca austriaca. Trasferita prima nel giardino del Museo civico di Bolzano e successivamente al Museo della Guerra di Rovereto, tornò in Alto Adige nel 1994 dopo anni di trattative e venne collocata nell’attuale piazza Magnago, assumendo inevitabilmente un nuovo valore politico.
Proprio questa storia, secondo Achammer, richiede oggi una scelta capace di restituire alla fontana il proprio contesto e di raccontarne adeguatamente le vicende. Sia nell’attuale collocazione sia in una nuova sede, il monumento dovrebbe essere accompagnato da una spiegazione storica, sul modello di quanto già avviene per gli ossari di San Candido, Colle Isarco e Burgusio, per il Monumento alla Vittoria e per il fregio di Hans Piffrader in piazza Tribunale.

