Alle radici dell’ItaloDisco
Se dico #ITALODISCO, cosa vi viene in mente?
Se fosse interpellato un millenial, probabilmente risponderebbe senza esitazione “un brano dei The Kolors”.
Ma se la domanda venisse rivolta ad un mio coscritto #boomer, allora gli si aprirebbero dei bei cassettoni della memoria. Eh sì, parlare oggi di Italodisco ci riporta indietro di decenni, esattamente alla fine degli anni ‘70, quando in Italia nasce un #genere musicale di grandissimo successo, capace di varcare i confini nazionali ed influenzare significativamente dj producer tuttora in attività.
Pensate che il termine Italodisco fu inventato di fatto in #Germania nei primi anni Ottanta da Bernhard #Mikulski, un produttore e discografico che usualmente definiva “Italo” quelle produzioni disco music provenienti da artisti italiani tra la fine degli anni settanta e gli inizi degli anni ottanta.
Indiscusso ispiratore dell’Italodisco fu il nostro conterraneo Giorgio #Moroder. Nel 1977 escono due brani pazzeschi, completamente innovativi per quell’epoca: uno è “From Here To Eternity” cantato dallo stesso Moroder, l’altro è “I Feel Love” scritto dall’artista gardenese ed affidato alla voce di Donna #Summer. E’ il momento dove nella disco dance entra perentoriamente l’elettronica: la base ritmica aumenta d’intensità, la vecchia classica batteria con cassa e rullante viene sostituita dalle cosiddette drum machine, il giro di basso è molto marcato, la #melodia non è più affidata agli archi o alla sezione fiati di un orchestra, bensì ai sintetizzatori, alle tastiere elettroniche come lo storico Moog. I #testi, tranne qualche rara eccezione, sono cantati rigorosamente in inglese.
Fonte di grande ispirazione è il genere funky, nascono cantanti e gruppi di grande successo. Come non ricordare solisti quali Kano, Den Harrow, Mike Francis, Ivana Spagna, Sabrina Salerno, Tracy Spencer, Sandy Marton, Gazebo, P.Lion, Gary Low, Baltimora. Tra i gruppi, pionieri dell’Italodisco, vi sono i Change, Firefly, Easy Going, La Bionda, Scotch, Righeira. In una recente intervista, il noto dj producer germanico Tino Piontek, in arte Purple Disco Machine, ha dichiarato che le sue creazioni musicali sono fortemente influenzate dalle sonorità m dell’Italodisco.
Da dj nato musicalmente in quegli anni, lasciatemi ricordare due grandi artisti di casa nostra che hanno contribuito al successo dell’Italodisco. Uno è Riccardo #Cioni, storico deejay toscano scomparso prematuramente 4 anni or sono. Il suo brano “In America” è un classico riempi-pista nelle serate a tema anni
‘80. L’altro è #Ago (all’anagrafe Agostino Presta), dj calabrese d’origine ma fiorentino d’adozione, divenuto famoso nel 1982 con il pezzo molto funky “For You”. Ho avuto recentemente il piacere di conoscerlo personalmente e vi assicuro che, oltre ad essere una persona dalla simpatia straordinaria, rimani letteralmente incantato ad ascoltarlo quando ripercorre oltre 40 anni di musica dance. E non a caso è unodegli artisti che continua ad essere chiamato in giro per il mondo per riproporre le melodie senza tempo della Italodisco.
✍️ Di Franco B TIME MACHINE

