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AAA estetiste e parrucchiere cercansi

Cartelli di ricerca esposti per lunghi mesi senza che a presentarsi per il posto arrivi la persona giusta. Anzi, si aspetta e basta: spesso, non arriva proprio nessuno

Nella generale mancanza di forza lavoro, che sembra la malattia dei tempi post-pandemici, non fanno eccezione nella ricerca disperata di collaboratori i centri estetici e i negozi di parrucchiere.

Colpitissimi negli anni del Covid – primi a chiudere ed ultimi a riaprire dovendo sostenere altissimi costi per la sanificazione e rinunciando a molti appuntamenti per il dilatarsi dei tempi e degli spazi richiesti dalle norme igieniche – oggi le professioni estetiche sembrano soffrire di una mancanza di personale che ricorda il fuggi fuggi generale da quelle sanitarie.

FORMAZIONE SCOLASTICA INSUFFICIENTE CHE FA NAUFRAGARE IL SOGNO PROFESSIONALE

Sono gli stipendi bassi e gli orari scomodi e prolungati a svuotare le cabine dei trattamenti dagli addetti? Rispetto al diffuso abbandono di professioni che chiedono troppo sacrificio dell’ambito privato, Claudio Corrarati presidente di CNA fa importanti distinzioni in questo settore specifico “Dal fascino iniziale per il mondo dell’estetica, le ragazze si ritrovano a fare i conti con una formazione scolastica che non è all’altezza dello standard richiesto dalle clienti, che oggi è altissimo. Quando arrivano nei saloni sono impiegabili in modo molto limitato dalle imprenditrici e vanno incontro a frustrazione e disagio. Molte di loro, quindi, cambiano strada.”

Immagine di Racool_studio su Freepik

Instagram, influencer e filtri utilizzati sapientemente per incantarci con foto e video di vite e corpi da sogno hanno sicuramente la loro parte nel creare una richiesta di perfezione che, a quanto pare, non tutte le lavoratrici del settore sono in grado di offrire.

CNA CHIEDE PERCORSI FORMATIVI DI QUALITA’

Anche le voci sul campo non sembrano smentire la tesi di Corrà e cercare nella scuola una risposta, anche se con sfumature differenti: “Di 23 che eravamo nella mia classe soltanto in 3 oggi lavoriamo come estetiste” commenta una giovane professionista della Bassa Atesina “Molte di noi forse non si aspettavano di doversi davvero applicare negli studi e terminato il percorso hanno scelto di impiegarsi in ambiti completamente diversi.”

Immagine di serhii_bobyk su Freepik

La colpa grave della scuola sarebbe quindi quella di non preparare a sufficienza il personale che, di fronte ad una realtà lavorativa che non si aspetta, subisce l’impatto e inverte la direzione. Per supplire, CNA ha chiesto alla Provincia di attivare percorsi formativi di qualità che consentano poi alle titolari dei centri estetici di offrire alle clienti personale preparato e aggiornato sulle ultime tendenze.  

MANCANO I MARGINI PER I GIUSTI COMPENSI ALLE LAVORATRICI

Anche la ragione economica, secondo Corrarati, contribuisce a spopolare il pool delle professioniste della bellezza: “Spesso non ci sono i margini per consentire alle imprenditrici di dare alle giovani lavoratrici il compenso equo che oggi viene giustamente preteso, dovendo fare i conti con un costo della vita sempre più alto. E’ auspicabile un incontro con le parti sociali per dare delle risposte anche in questo senso.”

Anche il coraggio di cambiare che caratterizza i giovani di oggi, secondo il CNA, è un elemento da tenere in considerazione: un azzardo positivo, quando è costruttivo e tiene presente la necessità di formarsi ed acquisire una solida preparazione, qualunque sia l’ambito professionale in cui ci si muoverà.

Dal 28 al 30 settembre presso la Fiera di Bolzano si sono svolte le giornate di orientamento per i giovani di terza media che pensano al prosieguo del percorso scolastico. Una buona occasione per valutare l’impiego professionale futuro e iniziare a sognare il proprio avvenire.

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