Obiettivo nutria
Insomma le nutrie sono il nuovo pericolo numero uno per l’ecosistema altoatesino. Il che é singolare perché la nutria in Alto Adige mica ha mai chiesto di venire. Lei é originaria del Sudamerica ma sapete perché ce la ritroviamo come cugina di campagna? Perchè l’hanno importata per farci le pellicce. Indossate probabilmente dalle stesse signore che a vedere una nutria, vera, si scandalizzano. Glamour.
Poi, come sempre accade, qualcuna é scappata e siccome si riproducono piuttosto facilmente e sono ipermega impattanti eccoci qui con il problema. Non una storia particolarmente originale: andando indietro nel tempo é successa la stessa cosa ai colombi. Animali che, con le nutrie, condividono scarso appeal e la stessa fortuna di essere oggetto di particolari attenzioni da parte della mano pubblica.
Presupposto importante: una specie esotica così invasiva va contenuta. Non ci piove, ne va delle altre specie e mettersi di traverso per principio é solo turboanimalismo cieco. Il problema é spiegare bene il fenomeno. Nel comunicato stampa della Provincia che sostanzialmente sancisce il contenimento della nutria, invece, ci dicono semplicemente “sono troppe”. Quante? Boh, troppe. L’unico dato presente é relativo a quelle abbattute negli scorsi anni (quanti? Boh, scorsi..) che sono 40. Ovviamente salutato come un grande risultato della modifica alla legge Omnibus che permette ai cacciatori di regolare la specie invasiva”. Come dire alla volpe di regolare il numero di galline: se é furba lo farà per garantire ci siano sempre galline ma comunque sempre volpe rimane.
Quindi non sappiamo quante siano queste “troppe nutrie” rispetto a quante dovrebbero essere e nemmeno come siano esattamente dislocate (a parte un generico Val d’Adige). Sappiamo che si possono segnalare ma non sappiamo esattamente se il conteggio viaggia solo sulle segnalazioni. Indovinate chi sono i soggetti citati tra quelli invitati a segnalare? Esatto “i cittadini, in particolare i cacciatori”. Letterale: in particolare. Insomma, in particolare la volpe conta le galline.
Potremmo chiederli noi questi numeri? Beh sì (posto che aspettiamo il report degli abbattimenti chiesto da settimane) ma tendenzialmente se comunichi che una specie va contenuta i numeri dovresti darli subito senza aspettare che la
stampa li chieda. Esiste il concetto istituzionale di “proporzionalità delle decisioni pubbliche” che va sempre spiegato nel miglior modo possibile. L’unico (unico) modo di spostare il dibattito su un piano fattuale e non emotivo: cosa di cui avremmo un gran bisogno alle nostre latitudini.
E la frangia pop dell’animalismo?
Placida e distratta.
Nelle favole per i bimbi, d’altronde, ci sono i lupi e gli orsi.
Mica le nutrie.
✍️ Alan Conti

