Musicisti da crociera: “Una vita artistica sul mare”
Vivere e lavorare su una nave da crociera. Sei mesi in cui la vita prende una rotta diversa.
In tempo che mediamente un turista trascorre su una nave da crociera è di sette giorni, una decina per i viaggi più lunghi, centoventi per chi decide, e sono pochi, di provare il giro del mondo. Feste, relax, buon cibo, amici, divertimento, pochissimi pensieri e buona musica.
Perché questo sia concesso al crocerista vacanziero, una complessa macchina viene attivata e mantenuta perfettamente funzionante ogni minuto del giorno e della notte.
Il vacanziero si rilassa e in media mille o più persone lavorano perché questo sia possibile.
Se non vi è mai capitato di visitare il “dietro le quinte” di una nave da crociera sappiate che ogni parete colorata che compone le sale e i corridoi abitati dagli ospiti nasconde un mondo tutto bianco che brulica di lavoratori che su quella nave vivono dai tre ai sei mesi, a volte anche più a lungo.
Chi la nave la fa funzionare e la porta in sicurezza per i mari tra una tappa e l’altra, chi mantiene pulito ogni angolo, cucine brulicanti di cuochi che ad ogni ora del giorno e della notte operano per servire migliaia di pasti, baristi che servono drink ad ogni ora ogni giorno.
Si, perché durante una crociera si mangia e si beve parecchio e sempre accompagnati da loro, gli artisti che giorno dopo giorno, sera dopo sera, si esibiscono per il divertimento degli ospiti.
Scesa a terra dopo una settimana su Costa Toscana, l’ammiraglia dell’unica compagnia di navi da crociera tutte battenti bandiera italiana, ho voluto capire come sia la vita di questi artisti che per una lunga stagione vivono in mare.
Ogni sera ho ascoltato il Daiquiri Duo al bar targato Heineken, due ragazzi italiani, Dessa e Simone, arrivati quasi alla fine di un contratto durato sei mesi e in procinto di tornare a casa.


regola numero uno: flessibilità
“Se suoni ogni giorno, e soprattutto se canti ogni sera, è necessario fare una pausa anche per motivi fisici-mi spiegano-altrimenti rischi di rimetterci la salute delle corde vocali. Oltre a questo i nostri progetti a terra non si sono fermati mentre eravamo assenti e ora è il momento di lavorarci “
Per Simone questo contratto non è stato il primo, ha girato mezzo mondo negli ultimi anni a bordo delle navi da crociera. Questa volta ha voluto fortemente portare con se l’amico e compagno di musica Dessa, che una volta avuta la conferma dell’imbarco si è buttato nello studio di tutti i pezzi musicali necessari a sostenere un ingaggio di questo tipo.
“Ho passato due mesi chiuso in camera con la chitarra in mano. Dovevo salire conoscendo almeno trecento brani per avere un repertorio adeguato. Impegnativo ma sicuramente formante per un musicista, come poche altre esperienze “
Bisogna essere pronti a tutto artisticamente parlando quando si viene assunti per suonare su Costa?
“Devi essere flessibile. Noi siamo passati da due generi musicali diversi, ad esempio, abbiamo arricchito il nostro repertorio per accontentare le più varie richieste de pubblico, insomma devi cercare di non dire mai di no. In pratica i primi mesi di imbarco li passi a studiare, poi pian piano cominci a goderti un po’ le destinazioni, a scendere a terra, a visitare i tanti luoghi dove la nave ti porta. Tutto questo viene sicuramente ripagato dalla crescita artistica che di danno sei mesi così intensi. E si guadagna anche bene”
Terra, mare e vita vera
Sulla nave avete solo i doveri del musicista o anche altri compiti?
“Quando ti imbarchi sei comunque parte di un equipaggio e come tale devi prima di tutto seguire corsi ed ottenere delle certificazioni per lavorare in sicurezza e contribuire alla sicurezza della nave e degli ospiti. Quindi oltre ai momenti in cui suoniamo ce ne sono altri in cui svolgiamo altri compiti, come tutti i dipendenti di Costa”
Sei mesi dove una parte della vita si ferma, dove la vita prende quasi una via parallela, una sorta di bolla?
“Un paese dei balocchi dal punto di vista artistico. Suoni, il pubblico c’è perché la nave è piena, ti ascoltano, ti applaudono. Non perdiamo mai di vista però che il pubblico che per noi è importante coltivare è quello che ci costruiamo a terra, nella vita vera. Come non perdiamo mai di vista che per un musicista il domani non è mai certo; quindi, per fortuna che esistono ingaggi come questi che ti permettono, suonando, di guadagnarti da vivere”
Tra un periodo di vita vera e l’altro mi pare di capire. Quindi non è finita qua la vostra esperienza, salperete ancora dopo questo periodo breve di pausa?
“Ripartiremo sicuramente presto e sicuramente di nuovo insieme. È bello vivere su una nave potendo contare anche sugli affetti. Tra l’altro entrambi siamo felicemente innamorati di due ragazze conosciute proprio a bordo e speriamo di poterci imbarcare anche con loro. “
a terra la vita continua
Ora vi attende un po’ di riposo e il ritorno alla vita con i ritmi di terra.
“Riposo proprio no, ora ci aspettano gli impegni che costruiscono la carriera musicale per la quale lavoriamo da anni. Proprio da pochi giorni è uscito il videoclip ufficiale del nostro ultimo singolo “Gocce d’acqua”, al quale abbiamo lavorato prima di salire a bordo, girando anche le immagini del video. Poi, come si diceva, il lavoro è continuato a distanza, anche senza di noi. Ora scendiamo per raggiungere il resto della nostra band, i Deamante. E Dessa deve continuare il suo lavoro nel collettivo La Plaza Global, un progetto che riunisce in una sola realtà tutti i servizi necessari agli artisti. Insomma, ci aspetta un bel po’ di lavoro”
Importante ora sarà riempire i locali a terra, vita vera insomma.
“Esattamente. Ed è lì che si misura veramente quello che siamo e quello che valiamo. Quello è il pubblico che ora dobbiamo coltivare”

