BZ News 24
BolzanoCronacahome

Tredicenne scomparso e ritrovato nel bosco

Preparazione tecnica, perizia e coordinamento sono stati gli elementi chiave per ritrovare (e probabilmente salvare) un ragazzino di 13 anni affetto da disturbo dello spettro autistico che si era allontanato volontariamente nella giornata di ieri. Nel tardo pomeriggio, infatti, i carabinieri della compagnia di Bolzano sono stati contattati dalla madre del giovanissimo per avere aiuto. Il figlio, infatti, era uscito di casa per recarsi alla scuola pomeridiana ma una telefonata aveva insospettito la mamma: la donna, infatti, aveva capito come l’adolescente non si fosse affatto recato presso l’istituto scolastico. A quel punto, agitata e scossa, la madre ha interpellato gli uomini dell’Arma che, a loro volta, hanno immediatamente attivato il piano provinciale per la ricerca delle persone scomparse. Con le dovute cautele e attenzioni che si devono porre in caso di minori.

Fondamentale, in questa fase, è stata la specifica formazione in tema di minori e fasce deboli cui vengono sottoposti operatori e operatrici. In questo modo i militi sono riusciti ad avere molteplici contatti telefonici con il ragazzo instaurando con calma un rapporto di fiducia. Durante uno di questi dialoghi, sempre piuttosto criptici, il maresciallo Giorgia Barberio è riuscita a udire il messaggio preregistrato tipico delle stazioni ferroviarie dove si invita stare lontani dalla striscia gialla di sicurezza. Immediatamente agli scali ferroviari su tutta la linea Bolzano-Vipiteno sono stati inviati i carabinieri per verificare la situazione. Dal capoluogo a Ortisei passando per Bressanone. La successiva geolocalizzazione dello smartphone in possesso del giovane ha permesso di circoscrivere l’area di ricerca alla zona di Chiusa. Precisamente in un’area boschiva vicina all’abitazione del padre non convivente. Verosimilmente la meta dell’allontanamento.

Gli uomini dell’Arma si sono mossi sul territorio in sinergia con i vigili del fuoco volontari e il soccorso alpino. Attivati pure i cani molecolari e un drone termico per individuare il minore anche al buio. La notte incipiente, infatti, ha reso più complicata la ricerca. Altro elemento a giocare a sfavore è stato il timore dell’adolescente di incorrere nelle ire dei genitori una volta tornato a casa. Una paura che lo portava ad allontanarsi ogni volta che scorgeva una qualche luce in lontananza riparandosi nella boscaglia. Per questo motivo gli operatori hanno attivato un sistema di ricerca concentrica che è riuscito, infine, a raggiungere il tredicenne in buono stato di salute. È stato poi riconsegnato alle amorevoli cure del padre. Senza, ovviamente, eccessivi rimbrotti.

Alan Conti

Are you sure want to unlock this post?
Unlock left : 0
Are you sure want to cancel subscription?