Quel signore venuto dalla Cina
Questo gelso bianco ha probabilmente attraversato diversi decenni di di storia vivendo la trasformazione di Bolzano in una città moderna. Continua a regalare ombra, ossigeno e bellezza a chi percorre ogni giorno le Passeggiate lungo l’Isarco.
Nel tratto compreso tra Ponte Roma e via Bassano del Grappa si trova, dunque, uno degli alberi più affascinanti dell’intero percorso: un maestoso gelso bianco (Morus alba), identificato con il numero 192 all’interno del Parco Bioenergetico cittadino. La specie è confermata anche dal cartello botanico installato dal Comune di Bolzano. Osservandolo da vicino è impossibile non rimanere colpiti. Il tronco è largo, profondamente scanalato e si divide in possenti branche che si sviluppano quasi orizzontalmente, sostenendo una chioma enorme capace di creare una delle zone d’ombra più suggestive dell’intera passeggiata (strategicamente valorizzata con alcune panchine).
Il cartello non riporta l’età dell’albero, ma osservandone dimensioni, struttura del tronco e sviluppo della chioma è possibile fare una stima. Secondo una nostra valutazione effettuata potrebbe avere tra i 120 e i 160 anni, con un’età probabilmente attorno ai 140-150 anni. Se così fosse, sarebbe stato piantato nella seconda metà dell’Ottocento, quando Bolzano apparteneva ancora all’Impero austro-ungarico e le passeggiate alberate iniziavano a diventare uno dei simboli della città.
Il gelso bianco è originario della Cina ed è arrivato in Europa secoli fa per un motivo ben preciso: le sue foglie rappresentano l’alimento preferito del baco da seta. Per secoli la coltivazione dei gelsi ha accompagnato la bachicoltura in gran parte del Nord Italia e anche l’Alto Adige ne conservò numerosi esemplari. Oggi quelli di queste dimensioni sono diventati decisamente più rari e rappresentano un piccolo patrimonio storico oltre che naturalistico.
Questo gigante verde fa parte del Parco Bioenergetico Lungo Isarco, un percorso realizzato dal Comune di Bolzano tra Ponte Roma e via Bassano del Grappa. L’area comprende una trentina di alberi che, secondo il progetto sviluppato con il metodo “Bioenergetic Landscapes”, sarebbero in grado di creare zone particolarmente favorevoli al benessere. Per ciascun esemplare la segnaletica indica gli organi o i sistemi del corpo che, secondo questa teoria, potrebbero beneficiare della permanenza nelle vicinanze. Nel caso del gelso bianco vengono indicati sistema immunitario, occhi, capelli e pelle. Il percorso invita anche al cosiddetto tree hugging, ovvero sostare o appoggiarsi al tronco per alcuni minuti.
✍️ Alan Conti

