Bolzano, caccia al piromane: “Ci sono dei segnali…”
Sette incendi in meno di due giorni nei dintorni di Bolzano. Tutti dolosi e tutti appiccati in prossimità di sentieri o passeggiate tra Monte Tondo (tre diversi focolai), Guncina e Castel Flavon. Una coincidenza che non può che portare ad un unico sospetto: la mano (e la follia) di un piromane ha colpito le pendici della città. Fortunatamente ieri l’incendio di un ettaro e mezzo sul Monte Tondo è stato tenuto sotto controllo da parte dei vigili del fuoco senza creare altri allarmi. Durante la notte tra martedì e ieri due squadre dei pompieri hanno osservato qualsiasi mutamento segnalando due focolai dove le fiamme si sono ravvivate durante il buio. Alle prime luci di ieri l’elicottero Elikos è ripartito per spegnerli e bagnare tutta la zona in vista del vento termico che, come di consuetudine, si è alzato nel tardo pomeriggio. Restano i danni delle fiamme e le indagini per individuare il colpevole in tempi stretti.
LE INDAGINI
Ieri mattina sui prati del Talvera davanti alla vasca alimentata dal torrente dove l’elicottero pesca con la benna circa mille litri a volo si sono confrontati poliziotti e carabinieri. Provare a dare un nome a chi ha acceso i fuochi potrebbe essere meno improbabile di quanto si possa pensare. “Qualche segnale e qualche idea l’abbiamo – riferisce il vicesindaco Luis Walcher – con diversi agenti che stanno battendo tutti i sentieri, molti anche in borghese. La conformazione dei focolai e la vicinanza a zone pedonali purtroppo ci portano a pensare assolutamente ad un innesco umano voluto”. “Difficile dire cosa possa spingere un uomo ad appiccare degli incendi pericolosi – il commento del funzionario dei vigili del fuoco del corpo permanente di Bolzano Marco Baldasso – ma di certo dobbiamo considerare che il cambiamento climatico e queste temperarure creano aree secche particolarmente sensibili a qualsiasi innesco”.
I DANNI NEL BOSCO
I danni naturali dell’incendio dell’altro giorno, purtroppo, sono consistenti. “Oltre al sottobosco – continua Walcher – abbiamo osservato dall’alto nella zona del maso Peter Ploner cespugli interi carbonizzati ma anche alberi di una certa importanza severamente danneggiati. E’ possibile che muoiano”.
I DATI DELL’INCENDIO
Arrivano, infine, i primi numeri del rogo che avrebbe potuto raggiungere velocemente le case con il fronte capace di marciare ad una velocità di 8 chilometri orari. “In 15 minuti eravamo sul posto – racconta il pilota dell’elicottero Gabriel Kostner – e nella giornata di martedì abbiamo effettuato 130 lanci d’acqua per un totale di 128 tonnellate d’acqua. Con quelli di ieri possiamo dire di aver gettato circa 200 tonnellate d’acqua. La zona di lancio ci viene sempre indicata dai vigili del fuoco che si trovano a terra”.

