Bodycam per i controllori Sasa
Sasa reagisce all’ultima grave aggressione a due controllori avvenuta sulla linea 111 mercoledì pomeriggio (ferite lievi per una addetta). Ai controllori una videocamera da applicare sulla giacca. Le prime sperimentazioni già tre anni e mezzo fa
di Alan Conti
Bodycam ai controllori dei biglietti sugli autobus Sasa. La presidente Astrid Kofler lo ha ufficializzato ieri come reazione forte ad un brutto episodio avvenuto mercoledì pomeriggio sulla linea 111 in Zona Industriale a Bolzano. Pare una reazione decisa e risoluta ma va detto che già nel gennaio 2020 era stata avviata una sperimentazione di questo tipo proprio da Sasa. Tre anni e mezzo non sono poi così pochi, anche considerando il fatto che gli episodi di violenza non sono, purtroppo, mancati. Forse si poteva attivare anche prima una misura di sicurezza in più. Ad ogni modo Sasa sta cercando di risolvere gli ultimi problemi collegati alle normative di privacy prima di fornire tutti i collaboratori (in alcuni casi dipendenti di ditte esterne) di piccole videocamere che possano riprendere episodi di violenza ma, si spera, funzionare prima di tutto come deterrente. Le camere essere azionate direttamente dal controllore che avverte chi si trova di fronte mentre il dispositivo inizia a lampeggiare. Ricordiamo, comunque, che già a bordo dei bus è sempre attiva una videosorveglianza che riprende tutto l’interno dei mezzi.
L’aggressione di mercoledì
Un passo indietro, tuttavia, va fatto per comprendere cosa sia accaduto mercoledì pomeriggio. A bordo del bus sono saliti due controllori poco dopo le ore 15. Un passeggero è stato trovato con un Alto Adige Pass non valido (quindi privo di titolo di viaggio) da una delle addette al controllo ma la donna non ha nemmeno avuto il tempo di procedere alla sanzione. Il controllato, infatti, ha reagito con una pioggia di insulti prima di aggredire lei e anche il collega buttandola a terra. L’autista del mezzo ha immediatamente accostato in via Galvani chiedendo l’intervento della polizia che è presto arrivata sul posto riportando la calma. L’addetta ai controlli, fortemente provata, è stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale San Maurizio di Bolzano per accertamenti da dove è stata dimessa con una prognosi di dieci giorni di recupero. L’aggressore è stato identificato e denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.
“Proteggere meglio chi controlla”
Già nei prossimi giorni, dunque, le bodycam saranno affidate ai controllori. Inziando da quelli in servizio nelle linee notturne. Saranno posizionate bene in vista sulla giacca e del tutto simili a quelle già in dotazione alla polizia municipale. “Purtroppo le aggressioni criminali si ripetono in molti luoghi pubblici dell’Alto Adige e anche sui mezzi pubblici” dichiara Kofler. “È un problema sociale ma dobbiamo proteggere i nostri collaboratori”. Particolarmente soddisfatto è anche il segretario generale della UilT Artan Mullaymeri. “Siamo contanti perché finalmente viene concretizzata una nostra proposta ribadita anche lo scorso luglio all’azienda. È sempre più necessario proteggere meglio i lavoratori, anche considerando che sono sempre più le donne che fanno questo mestiere. Giustamente non possono avere paura nell’esercizio del loro lavoro”. E i treni? “I capitreno sono ugualmente molto esposti. Trenitalia ha adottato una soluzione simile anche su suggerimento della Uil Trasporti mentre speriamo che anche Sad a livello locale possa accodarsi a queste decisioni che sono importanti”.

