Orsi, lupi e cinghiali: come comportarsi in caso di incontro ravvicinato

La caccia e il rischio di estinzione sono gli unici scenari possibili per i carnivori del nostro Paese?

Quando si ha in programma una gita fra la natura, la raccomandazione che più ci si sente fare è “attenzione agli animali”. Come se non fossimo noi in prima persona ad addentrarci nel loro territorio, distruggendo spesso e volentieri l’equilibrio naturale che riescono a creare nel loro habitat. La convinzione di vivere in un luogo che orsi, cinghiali e lupi hanno “profanato” ci ha fatto credere che dovessimo proteggere i nostri spazi da altre eventuali invasioni, ricorrendo alla caccia per eliminare il problema alla radice. E pensare che, con i lupi negli anni Settanta, ci eravamo andati anche vicino: destinati ormai all’estinzione, il numero di individui attualmente ha raggiunto quota 3300 grazie alla tutela della specie promossa in questi anni e l’educazione che si è cercata da impartire ai cittadini per stabilire una sana convivenza.

Il caso dell’orsa F43 morta in Trentino per un incidente causato dalla sostituzione del radiocollare e la migrazione dei cinghiali dalle montagne al cuore della capitale hanno riportato a galla una questione che sembrava essere finita nel dimenticatoio: che cosa possiamo fare per convivere con gli animali che popolano l’Italia? Una maggiore consapevolezza dei nostri “coinquilini” permetterebbe a tutti noi di vivere in armonia, evitando di eliminare completamente le tracce della fauna del nostro Paese.

SVENTARE IL (FALSO) PERICOLO

Articoli allarmanti restituiscono un’immagine distorta dei carnivori, dipingendoli come violenti e sempre in cerca di una preda di cui cibarsi. Che in natura un animale affamato non si cibi a ristorante armato di forchetta e coltello era già noto a tutti, ma la realtà è ben distante da quella che si racconta in giro. Quando ci troviamo faccia a faccia con un lupo o un cinghiale, dobbiamo ricordare che la paura che proviamo noi non è niente in confronto a quella che loro sentono percependo la nostra presenza. Ammesso che una persona riesca ad incontrarli lungo il cammino, il consiglio è quello di fare attenzione ai suoni che si sentono e di rendere rumoroso il proprio passaggio: basterà battere di tanto in tanto le mani e parlare ad alta voce per evitare di fare incontri spiacevoli

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VIAGGIARE IN COMPAGNIA

Per quanto spesso e volentieri risulti più allettante l’idea di camminare da solo per i boschi godendosi unicamente i rumori della natura, per scongiurare il pericolo di un incontro ravvicinato con i carnivori viaggiare in gruppo è la scelta più sicura: le voci di diverse persone porteranno gli animali a cambiare percorso. In una gita in montagna che si rispetti, non possono mancare i nostri amici a 4 zampe, ma devono essere tenuti rigorosamente al guinzaglio. Non possiamo istruire i nostri cani su come comportarsi davanti ai carnivori, l’indole predatoria e lo spirito di protezione del proprio padrone li porterebbe ad avvicinarsi all’animale, con i rischi che ne conseguono. Portare i cani al guinzaglio nei boschi non è solo una forma di prevenzione per noi e per la loro stessa incolumità, ma è una norma prevista dal nostro ordinamento in quanto costituirebbero un pericolo per la fauna selvatica.

LE REGOLE DELL’INCONTRO PERFETTO

Non sempre però queste regole bastano per evitare di ritrovarsi faccia a faccia con un orso o un lupo. Bisogna allora cercare, in caso di incontro, di assumere il comportamento ideale per non spaventare l’animale e per impedirgli di vederci come una potenziale preda. Per questo motivo non si deve scappare alla vista di un carnivoro: non siamo prede, non comportiamoci in quanto tali. Piuttosto possiamo indietreggiare cercando di raggiungere un gradino che ci faccia sembrare più grandi dell’animale o possiamo stare semplicemente fermi sul posto. Assumiamo un tono di voce pacato e tranquillo per rassicurare l’animale sulla assenza di pericoli. Regola fondamentale è tenersi alla larga dai cuccioli di un animale: l’istinto materno porterebbe le madri a difendere i piccoli con i denti e con le unghie, letteralmente. Queste regole valgono anche per gli incontri ravvicinati con i cinghiali, sempre in maggior misura a causa della diminuzione dei lupi, i loro principali predatori.

E IN CASO DI ATTACCO?

Le probabilità sono basse, ma è meglio sapere come comportarsi in questi rari casi piuttosto che innervosire ulteriormente l’animale. Per non costituire più una minaccia per l’animale basterà distendersi per terra a faccia in giù, coprendo il collo con le mani. Gli esperti ricordano quanto sia importante non interferire in alcun modo ed evitare di avvicinare a sè l’animale con del cibo. In fin dei conti, le regole della convivenza sono poche e semplici, ma è necessario rispettarle alla lettera per continuare a vivere tutti insieme in armonia.

Benedetta Conti

Quando ero piccola non avevo un diario segreto, ma almeno una decina: le storie da raccontare sono da sempre state troppe. A volte basta davvero poco per chi scrive: un minuscolo dettaglio può diventare un racconto incredibile. E io cerco di scovare i dettagli più interessanti. Aspirante giornalista pubblicista. Nel tempo libero, studio legge e scrivo racconti sugli amici di sempre.

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