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Siete pronti per imparare la fisica che ci piace?

“La fisica che ci piace” è una finestra social che mette d’accordo tutti e che ci fa credere che nessun mezzo comunicativo sia da scartare quando si tratta di veicolare cultura.

Lo ricordate quell’insegante che più di tutti vi ha fatto comprendere e soprattutto amare la sua materia? Fortunatamente alcuni se ne incontrano sulla strada della propria formazione e sarebbe bello che tutti potessero goderne. Ora con l’avvento dei social media si può. Ricalcando idealmente le orme di quello che era stato il maestro d’Italia Alberto Manzi, è arrivato sugli schermi dei nostri computer e cellulari colui che sta insegnando la fisica a giovani e meno giovani, studenti o persone che semplicemente hanno voglia di scoprire e conoscere cose mai studiate, seguendo il motto che fu appunto titolo della prima trasmissione televisiva formativa: “non è mai troppo tardi”

Vicenzo Schettini, con il suo canale YouTube e i suoi profili social, raggiunge centinaia di migliaia di occhi e orecchie desiderosi di scoprire come nel mondo tutto sia questione di fisica e sa farlo in maniera divertente, coinvolgente e soprattutto comprensibile.

anche alla fisica serve un influencer

Ma come arriva un professore di scuola superiore di Monopoli ad essere una star dei social, un influencer della scienza potremmo dire?

“Sono un professore ma anche un violinista, quindi diciamo che il palcoscenico non mi ha mai spaventato. Già prima di intraprendere questa strada ho sempre inteso le mie aule come un teatro e le mie classi come il mio pubblico. Quando mi sono innamorato del linguaggio e delle potenzialità dei social ho solo creduto di poter arrivare ad un pubblico più vasto e che quel pubblico potesse essere interessato a ciò che avevo da raccontargli.”

Mi incuriosisce molto sapere come sia per i tuoi studenti avere un influencer, un personaggio così conosciuto, come docente. Loro, i giovanissimi, che per vocazione sono il pubblico social più attivo.

“È impegnativo, chiaramente mi seguono e hanno amici che magari chiedono loro un video o un selfie. Hanno un doppio legame con me, da studenti ma anche un po’ da follower e, sbagliando, si sentono a volte dei privilegiati. Io spiego sempre che il mio rapporto con chi studia con me in classe o fuori dalla classe è lo stesso, cerco di coinvolgere alla stessa maniera, però si in fondo con loro è un po’ diverso”

un’idea improvvisa

Ti ricordi il tuo primo video e com’ è nata quest’avventura?

“Non posso dimenticarlo anche perché è avvenuto tutto proprio in una mia aula. Stavo spiegando l’attrito vischioso dell’aria e mi è venuta l’idea di farmi riprendere da uno dei miei studenti con il cellulare. Stiamo parlando del 2013 e non è sembrata assolutamente una cosa normale, come invece succederebbe oggi, te lo assicuro. Ricordo benissimo la classe che rideva prendendomi per pazzo. Poi lo ho caricato in Facebook e le reazioni interessate nei commenti e nei like sono state decisamente incoraggianti.  Sono stato catturato in quel periodo dal mondo social e ci ho creduto da subito.”

Quindi non sei rimasto sorpreso dalla crescita dei tuoi canali, anche se parlano di argomenti che di primo acchito potrebbero sembrare ostici ai più?

“Dalla crescita del canale YouTube no, premetto che ci ho lavorato tanto ma non mi ha sorpreso che funzionasse. Mi ha invece sorpreso di più la recente crescita, ad esempio, del profilo Tik Tok un anno fa e quando è esploso sei mesi fa il profilo Instagram.”

la fisica è per tutti

Raggiungi quindi il pubblico giovane, bene direi, è quello che vive l’età della formazione, è interessante che si appassioni alla scienza.

“Si certo ma il pubblico che più mi dà soddisfazione aver raggiunto è quello dei non più giovanissimi. Mi scrivono, mi raccontano di voler recuperare una materia mai studiata o studiata male. Mi dicono che con me riescono a capire e che quindi sono felici di scoprire di non essere stati stupidi loro quando non avevano ottenuto risultati a scuola. Un riscatto attraverso me che mi inorgoglisce.”

Conoscere una materia non vuol dire necessariamente avere anche la capacità che hai tu di veicolarla . Che reazione registri quindi nella categoria dei docenti? Ti seguono, usano i tuoi video? Ti consigliano ai loro studenti?

“Gli insegnati mi scrivono e mi dicono di essere un bell’esempio per la nostra categoria. Questo mi fa molto piacere perché mai avrei voluto creare tensione, casomai ispirazione. Quando i ragazzi mi raccontano che i professori usano i miei contenuti per rafforzare la spiegazione di un argomento sono felicissimo e li ringrazio tanto. Il mestiere dell’insegante è complesso: devi essere psicologo, esempio e anche un buon comunicatore, il che è ancora più complicato se si parla della mia materia”

Bisogna avere il coraggio di dire non ho capito durante una lezione

L’era dei divulgatori scientifici è una buona era

Hai toccato il tema del comunicatore o meglio del divulgatore scientifico. Abbiamo esempi in questo senso di vere e proprie star, basti pensare ad Alberto Angela. Cosa ne pensi?

“Mentre anni fa il divulgatore scientifico, pensiamo al padre Piero, ha sì portato la comunicazione scientifica ad un livello semplice, rimanendo però comunque un po’ di nicchia, negli ultimi anni con il figlio questa cosa si è ingigantita e ha portato l’intrattenimento a raggiungere i 360° per quel che riguarda i temi trattati. Io sono felicissimo di questo e ti dirò di più, non vedo l’ora di andare a fare tutto quello che faccio in tv. Più arrivo al grande pubblico, più dimostro che la cultura è una cosa bellissima, che non è appannaggio di alcune persone, che la fisica non è solo per la a gente che può o che ha più materia cerebrale. Non voler andare in televisione sarebbe tradire me stesso in fondo e sai quando hai un sesto senso su qualcosa? Ecco possiamo dire che su questo un sesto senso ce l’ho.”

Si può quindi fare intrattenimento con la scienza, ma come si fa a renderlo interessante?

“Ogni argomento può esserlo, dalla relatività di Einstein alla legge di Stevino che riguarderà proprio il mio prossimo reel. Sono sceso sott’acqua con la Go-pro per spiegare secondo le leggi della fisica perché sentiamo il tappo alle orecchie quando c’è tanta acqua sopra la nostra testa e che più lunga è la colonna d’acqua, maggiore è la pressione che sentiamo. D’estate mi piace lanciare argomenti che riguardano il mare, la spiaggia mentre d’inverno faremo un po’ di fisica in cucina. Nel mio caso considero la spontaneità la chiave del successo dei miei canali e dei miei contenuti. Mi chiedono di non cambiare e non ho nessuna intenzione di farlo. Non corro il rischio di sofisticarmi, anche perché non sarebbe funzionale al mio tipo di comunicazione.”

se la fisica ci racconta il nostro ineluttabile destino

Quale dei tuoi video ti ha soddisfatto di più, quale argomento sei stato felice di trattare e che sia arrivato al tuo pubblico?

“Quello sull’entropia. Arrivare a far afferrare il concetto che le differenze di temperatura tra i corpi governano l’universo, che le stelle bruciano il loro carburante e necessariamente ad un cero punto finiscono per raffreddarsi e spegnersi, magari in dieci miliardi di anni ma che è quello il loro destino. Il concetto di entropia è un viaggio inesorabile, un viaggio destinato a finire con un raggiungimento della temperatura uguale ovunque. Se un giorno qualcuno potesse dimostrare che ad esempio il ghiaccio lasciato su un tavolo spontaneamente finisse per raffreddarsi, anziché sciogliersi, avrebbe allora contraddetto la legge più importante della fisica e a quel punto vorrebbe dire che finora si sono dette tutte cose sbagliate. L’entropia spiega anche un’altra cosa importante, l’invecchiamento, e che l’uomo è destinato appunto ad invecchiare e morire”

Ci lasci con un’anticipazione dei tuoi prossimi progetti?

“Tra due mesi esce il mio promo libro e credo di aver trovato la chiave giusta per scriverlo. Posso solo anticipare che sono certo che tutti si potranno rispecchiare in ciò che contiene, ma proprio tanto, e questo mi emoziona molto.”

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