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”Nessuna corsa vale una vita”: la protesta Lav a Merano

«Nessuna corsa vale una vita». Lo striscione esposto davanti ai cancelli dell’ippodromo di Maia riassume il messaggio della protesta organizzata dalla LAV oggi, domenica 27 settembre, in occasione dell’87° Gran Premio Merano Alto Adige. Accanto allo slogan, i manifestanti hanno sollevato cartelli in ricordo di due cavalli: Island King, indicato come “Island Kind”, e Brunch Royal. Il presidio era stato annunciato dalle 12 alle 15 per contestare l’impiego degli animali nelle competizioni ippiche. 

Dietro quei nomi ci sono due vicende recenti. Secondo quanto pubblicato dall’associazione Horse Angels il 16 settembre, Island King aveva sei anni quando, il 30 agosto a Merano, si è fratturato un nodello durante una corsa a ostacoli ed è stato soppresso. Il nome e l’età trovano riscontro anche nelle schede delle competizioni disputate a Maia durante la stagione. Brunch Royal aveva invece tredici anni e una lunga carriera internazionale. Portacolori della scuderia Aichner, allenato da Josef Vana junior, aveva vinto il Premio delle Nazioni del 2022: lo stesso ippodromo meranese lo ricordava nelle proprie presentazioni come uno dei protagonisti del cross-country. Ancora nella primavera del 2026 aveva corso in Francia, a Strasburgo e Nancy.  Horse Angels ne segnala la morte il 13 settembre, nello stesso giorno della sua ultima corsa a Merano. Fatale sarebbe stata una grave lesione ai tendini. 

Una precisazione riguarda anche il materiale esposto durante il presidio: la fotografia del cavallo disteso a terra riprodotta sui cartelli non riguarda l’ippodromo di Maia ma è un’immagine che si trova in svariate grafiche inglesi di contrasto allo sfruttamento sportivo dei cavalli. Va dunque distinta dalle vicende meranesi richiamate attraverso i nomi degli animali e non letta come una documentazione fotografica di quei due episodi. 

La LAV chiede di superare l’utilizzo dei cavalli nelle corse e contesta che la riqualificazione dell’area continui a sostenerne la vocazione ippica. Nel giorno più importante del calendario di Maia, porta così davanti ai cancelli una domanda sul futuro dell’impianto, affidata alle parole dello striscione: «Nessuna corsa vale una vita». 

✍️ Alan Conti 

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