“I consumatori non vogliono fare acquisti alla domenica”
“La grande maggioranza dei consumatori non vuole fare acquisti la domenica”. A dichiararlo con grande sicurezza è oggi l’HDS, forte di una recente analisi per il commercio, la distribuzione e il marketing realizzato dall’Università Johannes Kepler di Linz, Austria. L’obiettivo è ribadire che allungare gli orari dei negozi e aprirli ai festivi è fumo negli occhi per tutti. Mal tollerato anche da chi compra. Un congedo statistico alle domeniche aperte ma, se vogliamo, pure all’idea comunale di Economia della Notte.
C’è, tuttavia, un dettaglio: l’Austria non è l’Italia. E Bolzano, come noto, è un incontro tra culture: non un disco singolo. Più complessa.
Comunque il dato austriaco riporta il 62% di intervistati contrario alle aperture domenicali con solo il 16% dei consumatori a desiderare orari più lunghi durante la settimana e il 21% il sabato. Insomma: bene così e, anzi, si dovrebbe tenere più chiuso. I ricercatori aggiungono poi che maggiori aperture non portano necessariamente a più fatturato.
Poi però ci sono anche altre statistiche. Italiane ed europee. Per esempio uno studio della Banca d’Italia del 2023 spiega che la liberalizzazione degli orari ha aumentato l’occupazione commerciale del +2,4% e il numero dei negozi del +1,8%. Più lavoro e meno negozi chiusi dovrebbero essere obiettivi interessanti. Uno studio della London Echonomic School del 2015, inoltre, indica effetti positivi su occupazione aumento delle spese per gli acquisti di alcune merceologie in 30 Paesi europei (non solo l’Austria). Vogliamo rimanere nel mondo tedesco? Ok, l’Economic Inquirystabilisce in un +4% l’incremento dell’occupazione con l’allungamento degli orari nei giorni feriali stavolta per gli alimentari. Una media di 0,4 addetti per negozio.
Quindi? Quindi le statistiche territoriali offrono degli spunti ma, vista la vastità del tema e dei territori, non si può avere la pretesa che da sole determinino indicazioni blindate per la realtà altoatesina. Per valutare la proposta in modo approfondito bisognerebbe misurare il margine aggiuntivo settimanale dopo i costi di apertura per ogni singola attività. Magari del luogo di cui ci si occupa.
Tendenzialmente c’è già qualcuno che lo fa.
Si chiama mercato.
✍️ Alan Conti

