Furetti e Covid: “Sintomi molto lievi, nessun pericolo per l’uomo e le vittime sono loro”

I furetti sono animali sempre sotto la lente di ingrandimento della ricerca per la facilità di contagio di virus dall’uomo come Sars e Sars Cov 2. Spesso questo determina false ansie e pericoli. L’associazione Furettomania ha fatto chiarezza con il dottore veterinario Kiumars Khadivi

di Alan Conti

È facile imbattersi nella confusione quando si parla di Covid. O, più precisamente, di Sars Cov 2. A volte capita anche in tema di animali: specie quando l’oggetto dell’argomento sono quelli più esposti a determinati contagi. Come i mustelidi. L’associazione Furettomania ha cercato di mettere in ordine l’attuale quadro scientifico con il dottore veterinario Kiumars Khadivi che esercita nella clinica Corsica di Milano ed è uno dei massimi esperti di furetti nel nostro Paese. La partenza è nota e, al contempo, tranquillizzante. 

“I furetti possono contrarre Sars Cov 2 ma il loro organismo reagisce con una sostanziale autolimitazione. L’animale si presenta, quindi, o asintomatico o paucisintomatico con il virus che si ferma alle prime vie respiratorie senza comportare aggravi sui polmoni. Magari può accusare un po’ di febbre e/o inappetenza. Il decorso è anche rapido in termini di tempo esaurendosi nel giro di otto giorni”. 

Il contagio tra uomo e furetto, dunque, è confermato. 

“Ma questa non è certo una novità. Il furetto è particolarmente soggetto a questo genere di passaggio. Ricordiamoci, però, che in questa zoonosi è l’animale la vittima perché non è sicuramente il mustelide ad andare in giro a prendere il virus. Anzi, essendo un animale solo domestico e non selvatico vive in ambienti sicuri e delimitati. Semmai sono i proprietari che lo contagiano”

Il dottore veterinario Kiumars Khadivi

Ha avuto qualche caso? 

“Conclamato no ma proprietari che riferiscono di vedere il proprio furetto raffreddato o mogio dopo (o in contemporanea) al loro Covid ne ho avuti. Di per sè molto spesso non ha nemmeno senso effettuare un tampone”

Perché? 

“Prima di tutto per la leggerezza dei sintomi che non richiedono di allarmarsi per la salute globale del furetto. In secondo luogo per una questione di tempi. Nei giorni necessari ad ottenere l’esito del tampone il furetto quasi sicuramente si è già negativizzato da solo. Il tampone, inoltre, ha un discreto costo per il proprietario quindi raramente il rapporto costo/efficacia terapeutica ha un senso”

C’è una correlazione tra sintomi ed età del furetto. I più anziani sono più esposti?

“Non mi risultano studi condotti essenzialmente su questo aspetto. Di per sè la ricerca è frequente sul furetto ma si concentra su altri aspetti”

Perché studiano così tanto i furetti se i loro sintomi sono lievi? 

“Già per Sars il furetto fu uno degli animali maggiormente studiati proprio per questa sua somiglianza all’uomo nel contrarlo. Anche con Sars Cov 2 rimane, assieme al gatto, l’animale domestico che più può contagiarsi e quindi studiarlo può dare delle risposte a 360 gradi. Il gatto, però, se vogliamo ha evidenze ancora più lievi con il virus che rimane sostanzialmente unicamente a livello del naso” 

Il cane? 

“Sì e no. Per alcuni studi è oggetto di trasmissibilità e per altri meno ma anche in questo caso parliamo di sintomatologie praticamente irrilevanti” 

Un furetto in un prato

Come proteggere, dunque, il proprio furetto se si contrae il Covid?

“L’Istituto Superiore di Sanità ha elaborato un documento specifico proprio su questo tema.  La raccomandazione generale, infatti, è quella di adottare comportamenti utili a ridurre quanto più possibile l’esposizione degli animali al contagio, evitando, ad esempio, i contatti ravvicinati con il paziente, così come si richiede agli altri membri del nucleo familiare. Gli organismi internazionali che si sono occupati dell’argomento raccomandano di evitare effusioni e di mantenere le misure igieniche di base che andrebbero sempre tenute come il lavaggio delle mani prima e dopo essere stati a contatto con gli animali, con la lettiera o la scodella del cibo. Buon uso, dunque, anche indossare la mascherina e i guanti quando si effettuano operazioni vicino ai furetti. Magari evitare di sbaciucchiarseli ma questo è abbastanza ovvio. Anche perché, purtroppo, il contagio tra uomo e furetto non è facilissimo ma tra furetto e furetto, logicamente, è molto più semplice. Se si possiede diversi furetti il rischio è di contagiarli tutti in un colpo solo”

Arriverà un vaccino anche per loro?

“E perché? Non avrebbe né un senso medico essendo un virus dalle conseguenze lievissime e autolimitanti né commerciale per le case farmaceutiche”

Nell’ipotesi che un furetto morisse con Covid esistono degli obblighi per i veterinari? 

“Esistono degli obblighi di segnalazione alle autorità per le malattie derivate da zoonosi che mettono a rischio la salute umana. Penso, per esempio, alla tubercolosi. Nel caso del Covid torno a dire che il furetto è vittima dell’uomo più che pericolo. Ci sono, invece, degli studi che sono molto rilevanti per la salute del furetto stesso”

Per esempio?

“I furetti sono soggetti ad un proprio Coronavirus più pericoloso chiamato Ece (Epizootic Catarrhal Enteritis) che può causare decise problematiche gastroenteriche. In alcune famiglie con Covid conclamato si sono registrati sintomi da Ece nei furetti di casa. Questa dinamica è bene analizzarla per capire se e come può creare dei problemi. Sono studi molto preziosi che tutta la comunità scientifica segue con la dovuta attenzione”

La dolcezza di un furetto

E’ anche per questo che l’Agenzia per la Sicurezza Alimentare (Efsa) e l’Ente per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (Ecdc) hanno diramato uno specifico rapporto e delle direttive di controllo settimanale con i tamponi per gli allevamenti di mustelidi?
 

“Quelle sono misure indirizzate prioritariamente agli allevamenti di visoni e non riguarda l’Italia. Men che meno l’allevamento amatoriale di furetti italiano. Attenzione, però, che il discorso del contagio non è esattamente sovrapponibile tra furetto e visone”

In che senso?

“Nel furetto il virus non muta ma nel visone muta tantissimo. Si è arrivati a contare fino a dieci mutazioni successive. Questo, naturalmente, può rappresentare un pericolo anche per l’uomo nel caso di contagio di ritorno. D’altro canto va detto che sono le stesse condizioni in cui l’uomo ha tenuto questi visoni, in allevamenti intensivi senza alcuna separazione d’ambiente, ad aver permesso che il contagio fosse fulmineo e numerosissimo. Chiaro che quando il virus passa per milioni di singoli individui si moltiplicano i rischi”

Un servizio di Euronews sulla situazione dei visoni in Italia

I numeri sono impressionanti. Segnalazioni in 400 allevamenti di visoni per pellicce in Europa. Nello specifico 290 in Danimarca, 69 in Olanda, 21 in Grecia, 13 in Svezia, 3 in Spagna, 2 in Lituania e 1 in Francia e Italia. Abbattuti 17 milioni di animali. Uno sterminio.

“Senza contare che adesso, dopo lo smantellamento degli allevamenti, ci sono pure migliaia di visoni sani che sono in giro senza sapere esattamente che destino avranno. Una situazione sicuramente più complessa del Covid nel furetto”

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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