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Il “divieto” di lavorare venerdì pomeriggio

Dopo la richiesta di condividere spunti e riflessioni legate al lavoro flessibile abbiamo ricevuto questa lettera da una persona che lavora in Provincia. La pubblichiamo integrale come approfondimento. 

Scrivo per segnalare, un caso che, ahimè, va nella direzione opposta rispetto al focus di questa rubrica del #lavoro flessibile. Mi riferisco alle novità introdotte a partire dal 2025 dalla Provincia Autonoma di Bolzano. Il caso non sarebbe diverso da tante altre situazioni se non che, trattandosi di uno dei principali datori di lavoro presenti sul territorio, ci si aspetterebbe che la Provincia fosse un esempio per tutte le altre realtà. 

A partire dal 2025, dunque, ai dipendenti provinciali è stata negata la possibilità di lavorare il #venerdì pomeriggio. Ad una diminuzione delle giornate su cui spalmare la propria attività lavorativa non è però seguita una riduzione delle ore da prestare. Di conseguenza, le ore da svolgere tra il lunedì e il giovedì sono aumentate per ovvia “implosione” del venerdì pomeriggio. 

Sebbene, a primo acchito, la novità potrebbe sembrare una sciocchezza priva di conseguenze, parlando con molti lavoratori ci si rende conto che le ripercussioni ci sono state, eccome: in parte, sul piano organizzativo (vedasi genitori e pendolari) ma, soprattutto, sull’immagine di una dirigenza che si rivela incredibilmente distaccata dalle reali esigenze del proprio #personale. Ciò che più infastidisce è che, nonostante l’evidente (ed indiscutibilmente lecito) obiettivo di ridurre i costi, la novità è stata pubblicizzata come importante riforma verso la flessibilità lavorativa quando l’effetto è stato esattamente l’opposto. Lo ha reso più rigido. 

I #politici possono propagandare quello che vogliono ma la realtà dei fatti è un’altra: lo confermano i bandi di concorso pubblicati negli ultimi sei mesi con cui si intende coprire oltre duecento posti vacanti. La conclusione è semplice visto l’alto numero di posti vuoti; forse,la Provincia non è davvero così attrattiva come dichiarato dai politici. 

Detto questo, mi auguro che i nodi vengano presto al pettine e che queste nuove decisioni possano essere rimesse in discussione, questa volta, considerando anche le necessità di tutti i lavoratori che ogni giorno s’impegnano per garantire il miglior #servizio possibile ai cittadini”. 

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