Bolzano sconosciuta: gli affreschi maliziosi di Palazzo Menz
In pieno centro cittadino, al piano superiore di una nota catena di abbigliamento, ci attendono per sorprenderci con garbata malizia gli affreschi rococò di Carl Henrici
E’ proprio vero, spesso camminiamo ciechi nelle vie della nostra città. Conosciamo luoghi remoti, quando non abbiamo ancora avuto modo di apprezzare pienamente le bellezze del nostro centro.
Con questo spirito di meraviglia siamo andati insieme alla presidente delle guide turistiche dell’Alto Adige, Petra Überbacher alla scoperta dei sorprendenti affreschi settecenteschi di Palazzo Menz a Bolzano, che vi raccontiamo in queste righe.
CARL HENRICI: GLI AFFRESCHI VISIBILI NEL PALAZZO
Al palazzo, sito al civico 2 di via della Mostra, si giunge da piazza Walther o da via Goethe. In questo secondo caso, un indizio di cosa ci aspetta potrebbe catturare la nostra attenzione: si tratta della targa dedicata al pittore slesiano Carl Henrici, autore degli affreschi di gusto veneziano in cui stiamo per immergerci, apposta sulla facciata della casa che lo ha ospitato a Bolzano.

Palazzo Menz, lo stabile impreziosito dall’arte di Henrici, oggi ospita nei primi piani un negozio della catena di abbigliamento COS. La disponibilità dei proprietari permette a chiunque lo desideri, senza restrizioni – se non la cortesia di una telefonata se si prevede di varcare le sale con un ampio numero di curiosi al seguito- di salire la scalinata fino all’ultimo piano per poter ammirare le due bellissime sale affrescate.
LA SALA D’ONORE DI PALAZZO MENZ
Petra Überbacher: “Il ciclo, che coinvolge i soffitti e le pareti di entrambe le stanze, viene realizzato tra il 1776 (le volte) ed il 1784 (gli affreschi murari) in occasione delle nozze tra Georg Paul Menz, rampollo di una ricca famiglia di bottai di Caldaro, ed Elisabeth Clara Amorth.”

In cima alle scale, varcata la soglia, ci troviamo proprio nella Sala d’Onore del palazzo, che è l’unico elemento rimasto settecentesco e sopravvissuto ai rimaneggiamenti di tardo ‘800: “Pare che la sala venisse utilizzata per ricevere gli ospiti e tenere i balli organizzati dalla famiglia. Un indizio dell’interesse dei proprietari per la musica può essere ricavato proprio dalla rappresentazione di strumenti musicali sul terrazzino decorato sulla parete di destra dall’ingresso, appena svelati da un drappo rosso e oro, riposti da poco o pronti per essere imbracciati dai musici.”
LE MASCHERE CARNEVALESCHE DI HENRICI
Come riporta Silvia Spada Pintarelli, ex direttrice dell’Ufficio servizi museali e storico-artistici del comune di Bolzano, nei suoi scritti su Palazzo Menz, sul soffitto minuziosamente decorato possiamo ammirare, tra cornici di stucco, il Trionfo dell’Amore tra le figure allegoriche degli elementi. Le pareti, invece, sono decorate da scene rappresentative di una festa in maschera in stile veneziano. Ancora Überbacher: “Molte sono le maschere ritratte, tra cui alcune orientaleggianti, a ricordarci il gusto dell’epoca per le “cineserie”. Meravigliosa la scalinata dipinta che crea un effetto trompe l’oeil, contribuisce alla prospettiva e crea l’illusione di poter salire a raggiungere gli allegri festaioli per unirsi a loro, nei loro giochi e corteggiamenti. Il momento fotografato pare essere la mattina molto presto, con la luce del sole che dal basso riempie la parete. L’utilizzo sapiente della luce ed i colori tenui sono l’eredità che Henrici riceve dai pittori veneziani.” L’unico altro elemento nella stanza è un imponente camino seicentesco.








Con l’aiuto dell’esperto di araldica Walter Landi, scopriamo che gli stemmi decorati nella parte alta della parete, adiacenti alla finestra, rappresentano rispettivamente a sinistra la famiglia Menz e a destra i Rafenstein.





La sala adiacente è invece una cosiddetta “chinoiserie”, con affreschi ispirati all’Oriente. Gli enormi fiori affrescati riprenderebbero le decorazioni delle sete commerciate anche dai Menz, in un periodo storico dove la coltivazione ed il commercio della seta avevano assunto una grande rilevanza.

