Pusteria, dal cantiere emerge un villaggio dell’Età del Ferro
Un #cantiere per una nuova strada di accesso verso #Anterselva e Valdaora ha restituito un intero capitolo della #storia dell’Alto Adige. Sul Galgenbichl, a Rasun di Sotto, gli #archeologi hanno portato alla luce i resti di oltre trenta abitazioni risalenti al periodo compreso tra l’800 e il 500 avanti Cristo. Gli scavi, iniziati a febbraio e ora in fase di conclusione, hanno permesso per la prima volta in provincia di studiare sistematicamente un insediamento dell’età del Ferro di queste dimensioni.
I #reperti raccontano una comunità impegnata nella filatura, nella tessitura e nella lavorazione del bronzo. Le #macine testimoniano la trasformazione dei cereali, mentre le ossa animali offrono indicazioni sull’alimentazione e sull’allevamento. La prevalenza di resti bovini potrebbe suggerire un certo benessere degli abitanti. La posizione in Val #Pusteria favoriva inoltre gli scambi, con contatti documentati anche con l’area veneta. Tra le scoperte più significative figura una piccola area funeraria interna al villaggio, riservata ai bambini molto piccoli. A differenza di quanto avveniva nella vicina necropoli della Windschnur, dove si praticava la cremazione, qui i corpi venivano sepolti direttamente. Una distinzione che suggerisce rituali specifici per i più piccoli e richiama la durezza delle condizioni di vita, segnate da un’elevata #mortalità infantile.
Insieme alla necropoli della Windschnur, il Galgenbichl viene ora considerato una delle testimonianze più importanti della prima età del

