In canile l’Amstaff che ha morso il bimbo: “Non sono cani per tutti”

È ancora in condizioni critiche all’ospedale San Maurizio di Bolzano il bambino di tre anni aggredito da un American Staffordshire lunedì pomeriggio mentre si trovava al Parco Europa con la nonna (la madre era al lavoro). Ieri è stato risvegliato dopo la sedazione e l’operazione chirurgica. E’ stato anche sottoposto a Tac di controllo. Il morso è stato particolarmente profondo lesionando un’ampissima superficie della guancia arrivando vicino all’occhio. Purtroppo il piccolo rischia un lungo decorso e conseguenze pesanti per quanto avvenuto.

La cronaca dell’incidente

Il cane è stato allontanato immediatamente dal proprietario (un bolzanino) che non era presente al momento dell’incidente (l’animale era stato affidato ad una donna). È stato trasferito al canile sanitario della Sill dove sarà sottoposto a valutazioni da parte di esperti per chiarire se si tratti di un esemplare disturbato con eventuali rischi di recidive. O, al contrario, se si sia trattato di un caso isolato da imputare unicamente al mancato controllo di chi lo aveva in consegna. Non sarebbe, purtroppo, la prima volta che il proprietario lascia l’Amstaff libero di guinzaglio e museruola nella zona innescando situazioni al limite. Tutti episodi che saranno vagliati dall’inchiesta aperta dalla procura con la pm Federica Iovine e con l’ipotesi di lesioni gravissime.

Un approfondimento sull’Amstaff

Chi tuona contro quanto avvenuto è il bolzanino Nicola Cibelli, responsabile dell’associazione “Pitbull is not a crime” che si batte per una cosciente valutazione di queste razze. Fuori di retorica. “Lo ribadiamo ancora una volta: il nostro Paese deve impedire che chiunque possa avere questi cani. Dovrebbero essere di nicchia e per pochi. C’è bisogno di una formazione specifica e di un modo di porsi che sia competente con formazione approfondita. La retorica dell’amore incondizionato e della negazione della pericolosità di qualsiasi cane malgestito è deleteria. Tutti possono essere potenzialmente pericolosi e alcune razze, al netto degli eventi, fanno più notizia e sensazione. Va posto un argine, però, a queste situazioni. Poniamo, per esempio, che ora il cane in questione venga sequestrato al proprietario o soppresso. Bene, non c’è nulla che ci garantisca che questa persona possa prendersene un altro. Non va bene”.

L’intervista di Nicola Cibelli di Pitbull is not a crime a Bz News 24

Si torna, dunque, al discorso a monte. “Ci vuole un controllo sulle nascite di questi cani tornando a requisiti molto stringenti per affidarli a qualcuno. Purtroppo esiste anche una moda che è rischiosa: se servisse a bloccarla sarei anche disposto a vietarli per cinque anni. E lo dice chi, come me, ha un figlio di due anni e mezzo che vive in casa con due pitbull. Un padrone coscienzioso e formato instrada i cani ad un rapporto sano, corretto e sicuro con l’uomo e con i bambini ma dobbiamo pretendere, non solo sperare, che tutti i padroni siano così”.

Foto di copertina Unsplash generico Amstaff

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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