Farina, 60 anni di opere in mostra a Castelrotto
Oltre sessant’anni di ricerca artistica riuniti in un’unica mostra. Dal 29 agosto al 12 settembre la Laechlergalerie di Castelrotto ospiterà “Segni nel tempo – Zeichen der Zeit”, retrospettiva dedicata a Enrico Farina e al suo percorso creativo dal 1964 al 2026. L’inaugurazione è in programma sabato 29 agosto alle ore 18, mentre la curatela è affidata a Jahel Beer.

Nato a Bolzano nel 1943, Farina è architetto, artista e scrittore. Le sue prime esperienze espositive risalgono agli anni Sessanta, ma è soprattutto dall’inizio del nuovo millennio che la sua produzione si è fatta più intensa e continuativa, attraverso mostre personali e collettive nel Nord Italia. Nel tempo è stato anche presidente dell’Associazione Artisti della Provincia di Bolzano e vicepresidente della sezione Trento-Bolzano della Fida, la Federazione italiana degli artisti.

Le opere selezionate per la retrospettiva consentono di seguire un’evoluzione tutt’altro che lineare.Nella produzione figurativa compaiono scorci urbani e mercati costruiti attraverso campiture nette, contorni marcati e prospettive volutamente alterate. Le case, ridotte a volumi irregolari e quasi incastrate fra loro, rivelano già lo sguardo dell’architetto: più che rappresentare fedelmente un luogo, Farina ne ricompone la struttura e il ritmo. Il colore non descrive, ma organizza lo spazio. Quella stessa sensibilità progettuale riemerge nelle opere tridimensionali più recenti, dove l’immagine lascia progressivamente il posto a griglie, trame e strutture sospese. La superficie si piega, si apre e si proietta fuori dal supporto, generando vuoti, rilievi e ombre. In lavori come “Sarkofago” l’oggetto non coincide più con la sola materia che lo compone: anche l’ombra proiettata sulla parete diventa parte dell’opera, mutevole in base alla luce e alla posizione dell’osservatore.

Farina lavora con cartoni, colle, sabbie, pigmenti e materiali differenti, costruendo forme che possono ricordare reperti, gabbie, scheletri architettonici oppure relitti riemersi da un tempo indefinito. È una ricerca polimaterica nella quale il rigore geometrico non elimina l’irregolarità, ma tenta di contenerla. La trama ordinata si deforma, la struttura razionale acquista una consistenza organica e l’opera sembra oscillare tra progetto e rovina.

Il titolo “Segni nel tempo” descrive quindi non soltanto l’ampiezza cronologica dell’esposizione, ma anche il filo che unisce fasi apparentemente distanti: dalla città dipinta alla materia modellata, Farina continua a interrogare il rapporto tra forma, spazio e memoria. La mostra sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 19.30; il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.30.

