Seab, fatture non consegnate: “Abbiamo un problema”
In alcune zone di Bolzano segnalata la mancata consegna di fatture cartacee con il risultato di alcune bollette scadute e scoperte. Seab ammette qualche problema di consegna e invita a sottoscrivere l’addebito su conto corrente oltre ad iscriversi al servizio di bolletta via mail
“Abbiamo un problema” ammette Kilian Bedin, presidente di Seab, quando il discorso scivola sulla mancata consegna di alcune bollette per il pagamento del servizio rifiuti nella zona tra via Torino e via Dalmazia a Bolzano. Fatture di cui ora viene chiesto il pagamento con tanto di applicazione della messa in mora. Per capire esattamente cosa sia successo è bene riavvolgere il nastro. Nei giorni scorsi un servizio di consegna privata ha recapitato in diversi condomini del quartiere Europa-Novacella le bollette Seab con l’acconto gennaio-ottobre 2023. Tra le informazioni, però, ecco comparire la segnalazione di due fattura scoperte: la prima scaduta il 31 maggio 2023 e la seconda il 31 luglio 2023. Qualcuno si fionda subito a scartabellare tra i propri archivi casalinghi e non trova le fatture cartacee però “oh, si può sempre essersi distratti”. La situazione, però, cambia un po’ quando anche altri vicini di casa e addirittura famiglie che abitano caseggiati più distanti riportano lo stesso identico resoconto degli scoperti: le fatture in scadenza 31 maggio 2023 e 31 luglio 2023. Una coincidenza che inizia ad essere curiosa perché la distrazione collettiva tra vicini di casa proprio sullo stesso numero di bollette e nello stesso periodo sarebbe sorprendente. Non solo, tra chi ha attivo il SEPA con prelievo automatico dai conti correnti c’è chi ammette: “Sì, in effetti è davvero moltissimo tempo che non mi arriva una bolletta cartacea”. Quelle in scadenza a luglio sarebbero dovute arrivare meno di tre mesi fa: non certo “moltissimo tempo fa”.
Report consegnati e buonsenso
Il quadro, insomma, sembra suggerire che effettivamente Seab abbia avuto qualche problema nella consegna delle fatture cartacee in alcune zone della città. Peccato che “il problema” determini un cumulo di arretrati da pagare per i nuclei famigliari da circa 200 euro (secondo il numero di persone residenti nell’abitazione). “Il sistema ci restituisce report di consegna regolare quindi come facciamo noi a sapere della non consegna?” obietta Bedin. Vero, così come è vero che o i condomini si sono curiosamente distratti tutti insieme fingendo di non aver ricevuto le ultime due bollette accordandosi da via Torino a via Dalmazia oppure qualche cosa che non torna nei report ci deve essere. Impossibile stabilire con certezza la verità con prove inconfutabili ma il buonsenso qualche suggerimento lo spiffera. Un altro elemento a deporre per la non casualità sono le parole di uno sportellista di via Lancia: “A volte non ne possiamo più di queste situazioni perchè poi gli utenti se la prendono con noi”. Se di coincidenza si tratta inizia ad essere piuttosto collettiva. In ogni caso va detto e premesso che Seab ha attivato un servizio di consegna via posta elettronica delle fatture che risolve ogni problema alla radice. Opzione che immaginiamo non sia largamente diffusa nei tanti anziani che abitano certi rioni come Europa-Novacella ma anche questa è solo una supposizione di buonsenso.
Le cassette della posta fuori norma
In ogni caso chi ha scritto alla regolare mail di Seab per chiedere quantomeno di visionare le fatture (forse) mai ricevute riceve una risposta che, in alcuni tratti, lascia un po’ di sale. “In considerazione che il nostro recapitatore ha regolarmente registrato con georeferenziazione il tentativo di consegna siamo ragionevolmente propensi a ritenere che la causa della mancata consegna possa essere riconducibile al fatto che le cassette della posta del Suo condominio non sono posizionate, come previsto dalla norma postale al limite della proprietà, sulla pubblica via o comunque in luogo liberamente accessibile”. Se ne deduce che il report non è proprio di “consegna” ma “tentata consegna” (che è diverso ovviamente) ma anche che le casette delle posta dei condomini interni non sono a norma. Attenzione che non parliamo delle casette nel bosco a La Costa ma dei condomini nei cortili interno di via Torino e via Rodi. Una situazione identica ad una ampissima porzione (probabilmente la maggioranza) dei condomini cittadini. Apprendiamo da Seab, dunque, che una buonissima parte delle case dei bolzanini hanno un posizionamento della posta fuori dalla norma ed è quindi un caso di buona sorte se ogni tanto i postini recapitano la corrispondenza o se le aziende di forniture elettriche o di gas riescono a far planare nelle cassette le fatture con una certa regolarità. Saranno più fortunati?
Una soluzione che risolve il problema
“La norma dice questo – riprende Bedin – quindi noi dobbiamo attenerci a questo. Significa che alcuni servizi di portalettere possono rifiutarsi di consegnare laddove le cassette della posta non siano posizionate fronte strada”. Insomma cuore in pace perché difficilmente il Comune approverebbe una selva di occupazioni di suolo pubblico per portare tutte le cassette delle poste dei condomini interni sulle strade. Fuori norma sono e fuori norma rimangono: i cittadini, pur con tutta la buona volontà del mondo, non hanno uscita. Almeno per Seab perché poi altri, evidentemente, trovano servizi di consegna che riescono a farsene una ragione arrivando comunque agli utenti. La stessa Seab, peraltro, in questo ottobre ce l’ha fatta. In ogni caso nella stessa mail l’ente si dice “consapevole della problematica” (altro elemento che stride con il condizionale che apre la lettera “ecco le bollette che non le sarebbero state recapitate” e con il report di consegna effettuata) e prontamente invita ad attivare un ordine permanente SEPA e l’invio delle bollette digitale tramite portale. Se il primo è una comodità per chi ha la tendenza alla dimenticanza (e per i flussi di cassa di qualsiasi ente, Seab compresa) ecco che la seconda sarebbe una soluzione. Tanto che Seab la incentiva con 61 centesimi restituiti a bolletta. Chiaro e evidente che gli utenti che attivano entrambe o anche solo una di queste soluzioni non incorrono in problemi di bollette cartacee non consegnate. Chi non aderisce, dunque, si espone al rischio ma è altrettanto chiaro che non si tratta di un obbligo e di questo Seab deve tenere conto. Così come dovrebbe tenere conto, lo ribadiamo, che Bolzano ha un’ampia fascia di popolazione anziana che può anche non essere esattamente total digital friendly.
Un po’ più di attenzione al cittadino
Il senso di raccontare quanto sta accadendo nella zona di via Torino e via Dalmazia, dunque, è invitare ad attivare il più possibile il servizio di consegna elettronica delle mail per tutelarsi meglio. La classica storia senza particolari “colpe”: non ne ha, in realtà, Seab se il servizio di consegna che paga non consegna (una controllata all’affidabilità dei report, però, probabilmente va data con una certa urgenza) non ne ha il servizio di consegna se esercita un rifiuto che la legge gli consente di esercitare ma men che meno ne ha il cittadino che non ha alcun obbligo alla transazione digitale e meriterebbe un sistema di consegna puntuale delle bollette cartacee. O quantomeno di non trovarsi a pagare cumuli da 200 euro circa all’improvviso. Non un diritto, attenzione, perché comunque spetta all’utente informarsi sullo stato delle sue bollette ma l’attenzione al cittadino, ecco, quella la suggerisce il buonsenso più che la legge. In particolare pensiamo a quanto possa agitarsi un anziano nel trovarsi richieste alte e spiegazioni come “la sua posta non è in regola”. Seab, forse, potrebbe trovare delle strade piú collaborative con i cittadini (che sono poi i suoi clienti). Visto che il problema, per bocca dello stesso presidente Kilian “era già emerso in parte a luglio” si poteva comunicare a stampa e cittadini di effettuare qualche verifica sulla ricezione (magari intensificando per alcuni giorni pianificati la forza lavoro sui servizi informativi). Spiegare prima e non dopo. “Attivate la ricezione elettronica e verificate la vostra posizione perché purtroppo in alcune zone abbiamo ricevuto segnalazioni di difficoltà di consegna perché le cassette sono posizionate non sul fronte strada” comunicato sui media e sui principali canali. Costava tanto? Forse sì. Di sicuro ciò che arriva puntuale è la messa in mora: perché, anche “se ha un problema” Seab le attiva. Puntuali. A differenza della posta.
Alan Conti

