LinkedIn e Alto Adige, recruiting digitale sì ma con cautela
LinkedIn entra nelle aziende altoatesine influenzando il recruiting ma meno di quanto si possa pensare. Ecco come aziende private ed enti pubblici si districano negli strumenti del social media. E qualcuno ci rinuncia
Con i suoi 850 milioni di utenti distribuiti in oltre 200 Paesi e 58 milioni di aziende presenti sulla piattaforma, LinkedIn è il social media del lavoro per eccellenza.
Lanciato nel lontano 2003, oggi il canale assolve a tre funzioni principali: fungere da cassa di risonanza per i brand aziendali e le loro conquiste ben oltre il proprio Paese di origine, supportare l’espansione del business e, naturalmente, trovare lavoro.
LE AZIENDE CHE USANO LINKEDIN
In Italia sono 140.000 le aziende, dalle microimprese alle grandi realtà industriali, presenti su LinkedIn a vario titolo. Dalla promozione delle proprie attività, alla ricerca di collaboratori competenti, le realtà produttive pubbliche e private della provincia di Bolzano non fanno eccezione.
In un mondo del lavoro – e del recruiting – che si affanna a ritrovare la quadra dopo la pandemia, tra carenza di alcune figure professionali e necessità improrogabile di conciliare la vita privata con il lavoro, abbiamo chiesto ad alcune di queste aziende come utilizzino la leva di LinkedIn.
Ecco cosa ci hanno risposto IDM, il Centro di Sperimentazione Laimburg, Leitner e Markas. Insieme a loro anche Business Pool, agenzia di consulenza del personale e di collocamento, che ci ha guidati tra le novità di un mercato del lavoro digitalizzato.
IDM: LINKEDIN PER POSIZIONARE L’AZIENDA
LinkedIn veicola informazioni e soprattutto storie: per IDM questa piattaforma è oggi uno strumento irrinunciabile nella narrazione dell’azienda, dei suoi valori e delle sue attività. Giulia Martini, Coordinator – Human Resources di IDM parla di LinkedIn come di “Uno strumento chiave per far conoscere il nostro brand, veicolare messaggi relativi al business, alla cultura aziendale e alle persone che ci lavorano. È quindi uno strumento chiave per la credibilità e la reputazione aziendale. In sintesi, in IDM utilizziamo LinkedIn per posizionarci come centro di competenze che lavora sul territorio per il territorio e per attrarre talenti.”

LEITNER ED IL COSTO DELLA VITA
Dal punto di vista della selezione dei candidati – il cuore di LinkedIn- c’è da operare un ovvio discrimine tra le mansioni prettamente manuali ed in linea di produzione e quelle impiegatizie. Leitner, che si affida alla rete per la ricerca di profili di medio ed alto livello, continua in modo più tradizionale la selezione degli operai e lamenta che il principale ostacolo all’attrazione e reperimento di forza lavoro in provincia di Bolzano sia il costo della vita, esagerato in comparazione alle retribuzioni proposte. L’azienda ammette, ma solo per pochi collaboratori, il lavoro esclusivamente da remoto, come ci racconta Maurizio Todesco, dal reparto di PR & Corporate Communications di Leitner.

IL CENTRO DI SPERIMENTAZIONE LAIMBURG PUNTA SULL’ENGAGEMENT DEI COLLABORATORI
Il Centro di Sperimentazione Laimburg forzatamente limita, per vincoli procedurali, l’utilizzo degli strumenti di LinkedIn pensati per la selezione: “Da un punto di vista di recruiting, stiamo postando le posizioni e i bandi aperti, senza attingere agli strumenti di candidatura diretta offerti dalla piattaforma LinkedIn. Questo anche per motivi istituzionali per la gestione delle candidature da parte di un ente pubblico come il nostro. Sicuramente però, la creazione e il rafforzamento del network, così come la Corporate Brand Image e l’engagement da parte dei dipendenti, giocano un ruolo fondamentale anche nel recruiting” è il commento di Julia Rizzo, Responsabile Comunicazione Scientifica presso il Centro.

IL CONTATTO DIRETTO CON IL CANDIDATO, CENTRALE PER MARKAS
Markas, invece, pur non rinunciando al supporto delle locali agenzie per il lavoro, investe in LinkedIn e si avvale costantemente degli strumenti offerti dalla piattaforma in appoggio alla selezione. Il principale vantaggio dell’utilizzo di questo canale è, secondo Alessandro Cench, Responsabile Selezione, Organizzazione e Progetti HR, il contatto diretto con il candidato.

LINKEDIN E LE ASSUNZIONI INTERNAZIONALI SECONDO BUSINESS POOL
E le assunzioni internazionali? Secondo Marlis Winkler, Consulente presso Business Pool, in Alto Adige sono soprattutto le aziende di ambito IT a sfruttare l’amplissimo bacino di LinkedIn, reclutando ovunque ci sia talento grazie all’utilizzo dell’inglese come lingua comune. E sarebbe proprio la sfida del trilinguismo – con la necessità di conoscere in maniera approfondita l’italiano ed il tedesco, ma anche l’inglese, viste le dinamiche di internazionalizzazione di tante realtà- secondo Winkler, il maggiore ostacolo ad un recruiting davvero globale nella nostra provincia.
Da sommare a ciò, inoltre, politiche di flessibilità lavorativa in apparente ripensamento: mentre la flessibilità dell’orario – più o meno ampia – sembra essere un lascito stabile della pandemia, il telelavoro si è decisamente ridimensionato, dal massimo di due giorni a settimana per alcune aziende, al nulla osta da discutere per ogni occasione di altre. Le ragioni ufficiali vanno dal mantenimento di senso di appartenenza all’organizzazione, alla facilitazione della collaborazione tra colleghi.
FOCUS SUL CANDIDATO
Spostando invece il focus sul candidato, LinkedIn può presentare un ventaglio addirittura troppo ampio di possibilità, in cui è difficile districarsi? Per Business Pool è proprio così: “considerata la vasta gamma di offerte di lavoro, molti candidati si sentono sopraffatti e si rivolgono alle agenzie come la nostra per ricevere consulenza e offerte di lavoro che corrispondono alle proprie esigenze e desideri.”
