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”Ho un percorso da completare”

“C’era qualcosa da concludere, un percorso da proseguire e un lavoro da non troncare”. Claudio Corrarati è l’uomo con la fascia, il sorriso del vincitore ma chi più di tutti ha reso possibile la storia di un sindaco di centrodestra a Bolzano è Roberto Zanin. Un lungo lavoro iniziato, paradossalmente, da una sconfitta. Il ballottaggio perso nel 2020 contro Renzo Caramaschi è stato uno spartiacque fondamentale. Abbiamo voluto lasciar fluire la la campagna elettorale per sederci con lui e raccontare questo cammino. Tra passato, presente e futuro. Molto umano, con pochi fronzoli. Certo, molto c’è ancora da fare ma quei 708 voti in più hanno chiuso qualche cerchio per lui.

Zanin, non si è candidato sindaco e non vuole fare l’assessore. Ma perché si è impegnato e si impegna così tanto? In fondo il ritorno personale è relativo…

“Non voglio essere retorico ma volevo costruire davvero qualcosa con il progetto nato nel 2020. Restare cinque anni all’opposizione è chiaramente utile ma non significa poter davvero plasmare qualcosa in modo diretto e continuativo”

E ora ci siete.

“C’è ancora molto da fare”

Cosa la preoccupa in questo momento?

“La competenza. Voglio che Claudio abbia la possibilità di circondarsi delle persone più valide per lavorare al meglio. È fondamentale”

Che ruolo vede per sè adesso che il voto c’è stato?

“Esattamente ciò che ho fatto sino ad ora. Occuparmi di liberare quanto più possibile la strada a Claudio per permettergli di esprimere tutto il suo potenziale nel governo della città. Sminare le situazioni complicate e fornire il mio supporto in quelle circostanze che possono essere di impedimento ad una sua concentrazione totale sulla città”

Anche da assessore? 

“No”

Niente, ci abbiamo provato. Perché? 

“Perché il mio lavoro mi porta alcuni giorni della settimana a Milano. Non sarebbe corretto prendersi un impegno con la città e svolgerlo a singhiozzo”

Come mai si è “innamorato” di Corrarati?

“Ha tutto quello che serviva in questo periodo storico ad una solida e competente coalizione nuova di centrodestra. È un uomo che conosce la politica ma fino ad ora non è mai stato un politico in senso stretto, ha buoni rapporti con il mondo tedesco e ha una capacità comunicativa unica. E poi è leale. Questo è il primo valore quando devi investire molto su qualcuno che ti rappresenta. Lo stesso mondo tedesco lo apprezza prima di tutto per la lealtà”

Dal dibattito a sei al colloquio di persona Corrarati ha sempre trasmesso la carica di chi vuole fare subito e con energia.

“Probabilmente è stato l’aspetto fondamentale per vincere. Le assicuro che anche nei nostri colloqui privati capita di vederlo lanciato a tutta birra anche dopo nove ore di confronto. Ha una forza trascinante. In questo è stato probabilmente più efficace di me in campagna elettorale”

Quando vi siete conosciuti? 

“Uff, da sempre. Da ragazzini. Arriviamo entrambi da Sciangai. Ci si vedeva spesso”

E l’amicizia? 

“Quella è nata quando un nostro amico comune lo ha portato alla Virtus Don Bosco come vicepresidente. Da lì abbiamo iniziato a conoscerci e stimarci profondamente” 

Non la prenda come una provocazione: Corrarati ha sicuramente molta personalità. Può essere un limite quando, da sindaco, le critiche inizieranno a farsi più pesanti di quelle che ha conosciuto sinora da presidente di CNA? 

“Non credo. Conoscendo Claudio sono certo che le critiche arriveranno sempre sui temi e mai sugli atteggiamenti. Quando la critica è sul tema è sempre e sicuramente affrontabile. Non mi preoccupa questo. Mi preoccupa di più che sia circondato da persone competenti per ogni settore. Il sindaco può nominare uno staff di figure importanti attorno a sè: lo farà con grande attenzione e puntando alla qualità”

Non è solo questione di giunta, insomma.

“Ma no, assolutamente. C’è, per esempio, tutto il discorso legato al city manager su cui abbiamo un’idea chiarissima per una persona di altissimo livello. Sarà importante come gli assessori, alla fine. Il sindaco, poi, può nominare anche un suo assessore esterno anche oltre i limiti posti attualmente. Dobbiamo uscire dalla logica di una giunta come unico centro di potere e distribuzione delle competenze o deleghe. Potremmo anche guardare all’opposizione”

In che senso?

“Ci sono personalità nell’opposizione che hanno enormi qualità e competenze in settori specifici. Per esempio  le grandi opere. Perché non dovremmo trovare un modo di avvalerci anche di queste capacità? Sarebbe un dispetto per la città. Lavoreremo anche con loro pur rimanendo chiari gli schieramenti”

Per il city manager era circolato il nome del “suo” Gabriele Giovannetti.

“Lo escludo categoricamente. Potessi lo porterei io a braccia ma sta compiendo un brillantissimo percorso professionale che purtroppo non è compatibile con questa carriera. Sarebbe sicuramente in grado di ricoprire al meglio quel ruolo comunque” 

Vorrei tornare a parlare delle sue qualità umane. Senza le sue capacità di tessitore probabilmente questa coalizione non sarebbe esistita. Probabilmente nemmeno la vittoria del centrodestra a Bolzano.

“Non esageriamo”

Beh. 

“Se mi chiede un applauso che sono disposto a farmi da solo riguarda la mia lista. Sono orgoglioso di averla portata compatta e unita al termine della legislatura con una squadra di otto persone. Non è facile per un soggetto politico che è una civica. Sono tutti rimasti con voglia, impegno, dedizione e raccogliendo i frutti di tutto questo”

A parte quella parentesi con Claudio Della Ratta…

“Beh, lì si mise a fare ostruzione sino a notte fonda su una delibera dove avevo votato a favore anche io in merito alla casa sociale in via della Visitazione. Era inevitabile arrivare a una sospensione perché la discrepanza delle indicazioni che stavamo dando a noi stessi e a chi ci sostiene era lampante”

Anche lì, però, si optò per congelare e non strappare. Con Della Ratta che è poi tornato pienamente nelle vostre fila…

“Fu una proposta arrivata dal gruppo e gestita nel modo migliore possibile. Ci ha reso più forti e uniti anche oggi” 

Sì però anche in questa coalizione di centrodestra quando c’è stato da compattare, unire e cucire era suo il telefono a suonare più di tutti…

“Il mio lavoro è sempre stato un po’ questo. Poi, sa, devo dirle la verità nella politica ho incontrato davvero una maggioranza di persone generose. Specie a livello comunale, dove comunque le ambizioni di poter e denaro sono limitate. Ci sono davvero tantissime persone, in tutte le liste, che hanno semplicemente voglia di mettersi lì a dedicare del loro tempo alla città e alla sua gente. Basta cercare di cogliere questi valori e farne una sintesi senza troppi isterismi”

Però sappiamo che anche lei si arrabbia…

“Sì ma è parte di questo. All’inizio delle trattative ho sempre specificato come la nostra lista partecipasse alle riunione da esterna. Era così ma di certo non faceva piacere ai nostri alleati attuali quella sottolineatura. Era, però, anche inevitabile perché noi avevamo bisogno di una certezza assoluta sul nome da proporre e sul progetto. Senza questi due aspetti non c’era alcuna coalizione”

Il nome doveva essere Corrarati? 

“Per noi sì ma abbiamo anche dato la possibilità ai partiti di portare delle loro opzioni interne. Alla fine nessuna era convincente sotto tutti i punti di vista come Claudio. Per noi e, evidentemente, anche per loro”

Le posso confessare una cosa…

“Certo”

Quando vedo la Lega che si ritrova alle rotonde protestando per il traffico come gli ultras del calcio oppure con i cartelli “Fuori dalle Palle” penso a lei e Corrarati. Non è esattamente la vostra cifra comunicativa. Come la gestite? Vi imbarazza? 

“In una coalizione ci sono degli aspetti che sono unitari e altri più caratteristici delle singole forze. Noi abbiamo sempre voluto creare un perimetro dentro il quale non ammettiamo eccezioni e quello è il programma. L’unità delle nostre forze è lì dentro e so che lei è spesso stato critico perché non lo pubblicavamo in tempo”

Beh, non avete lasciato troppo tempo ai bolzanini per leggerlo diciamo…

“A sufficienza. Era assolutamente necessario, però, prendersi il tempo necessario perché quello fosse realmente un documento programmatico e una cartina dentro il quale tutti ci muoveremo”

La Lega vuole un assessore?

“Nessuna forza politica con due consiglieri eletti può pretendere un assessore. È sempre un discorso di assetto complessivo e competenze. Valuteremo con calma e disponibilità anche con loro quale sia la strada migliore perché occupino il giusto ruolo nel progetto” 

È inevitabile farle qualche domanda proprio sul toto assessori. Com’è andato l’incontro con l’Svp? 

“Personalmente ho un ottimo rapporto con l’Svp. Votai dall’opposizione a favore di Stephan Konder vicesindaco suscitando più di qualche protesta, anche tra i miei compagni di lista. Di solito il rituale prevede comunque il voto contrario o l’astensione. Io e Konder abbiamo una visione identica su moltissimi aspetti: mi pareva assurdo astenermi…”

E lui?

“Il giorno dopo mi ha telefonato riconoscendo il gesto e il suo valore nell’essere eccezionale rispetto alla prassi”

Beh, quindi siete a posto…

“Calma, gli accordi si fanno su intese molto più larghe e complessive della stima tra due persone. La stessa Svp ha spesso anime diverse quindi il quadro d’insieme è più variegato e coinvolge molti aspetti”

E la civica Io Sto con Bolzano? 

“Anche qui siamo in fase interlocutoria. Chiaro che chiedere due assessori con una giunta a sette o otto diventa una proposta irricevibile”

Però avreste una maggioranza ampia e blindata…

“Mi perdoni. Sì immagini una giunta a sette con due assessori Svp e due della lista di Angelo Gennaccaro. Significa che la maggioranza della giunta della coalizione di centrodestra sarebbe rappresentata da forze politiche che non sono del centrodestra e che al ballottaggio sono rimaste sulla riva a capire cosa sarebbe accaduto. Le sembra giusto?”

Non sono io a doverlo stabilire…

“No, però è comunque corretto che si rifletta la scelta che gli elettori hanno fatto optando per uno schieramento al posto dell’altro. C’è anche un lungo lavoro di programmazione comune da rispettare”

Deleghe pesanti come il commercio per il sindaco? 

“Io credo che il sindaco debba prima di tutto fare il sindaco. Ogni delega è un impegno più. Ecco giusto il bilancio è sensato rimanga in mano al primo cittadino perché è la fotografia di una consigliatura. Caramaschi aveva una lista molto lunga di deleghe e penso sia stato faticoso”

Caramaschi la stima molto, lo ha ribadito con forza anche alla nostra “V come Capovin”. 

“È reciproca. Renzo era forse un po’ stanco e faceva fatica ad accettare chi criticava senza valutare il complesso del suo lavoro. Che era davvero molto e di cui era giustamente convinto. A volte allo stadio ho sentito qualcuno che lo insultava quando passava. Non penso sia giusto”

Giusto, lo stadio. La sua seconda casa.

“Lo sport in generale è ovviamente un segmento che mi appassiona. Abbiamo la voglia di fare un bel lavoro di progettazione anche per migliorare la cittadella dello sport del quadrante del Druso riqualificando il PalaMazzali, dotando lo stadio di una curva e usando anche il Drusetto per una torretta parking che non sia impattante. Chiaramente siamo solo ai primi passi ma ci crediamo molto”

Costruire è il suo. Progetti e coalizioni.

“Faccio il mio. Ho ancora un percorso da completare”.

Alan Conti

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